America’s Cup, rivoluzione Team New Zealand: la Coppa tornerà ad essere una sfida tra nazioni
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Il ritorno al passato è chiarissimo. Barca ed equipaggio avranno nuovamente il vincolo di nazionalità: spazzato via il monopolio del cantiere di Russel Coutts per la costruzione delle piattaforme, e non assisteremo più, per esempio, a sfide lanciate da un sindacato giapponese con equipaggio multinazionale. Insomma a bordo di Luna Rossa si parlerà italiano, i francesi saranno francesi, gli inglesi saranno inglesi e così via. Un cambiamento importante quindi, che sembra riportare la Vecchia Brocca su una strada sicura, al riparo dai capricci dei paperoni multinazionali.
IL TESTO DEL COMUNICATO UFFICIALE
Il Royal New Zeland Yacht Squadron e il Circolo della Vela Sicilia, in qualità di challenge of record, insieme ai rispettivi team Emirates Team New Zealand e Luna Rossa Challenge, sono lieti di annunciare che il protocollo che stabilisce i parametri per la 36ma America ‘ s Cup sarà rilasciato nel settembre 2017. Le date proposte per l’evento saranno ulteriormente dettagliate nel protocollo, ma il defender e lo sfidante stanno valutando la possibilità che l’AC match e la precedente serie di selezione challenger si svolgeranno ad Auckland all’inizio del 2021 durante l’estate della Nuova Zelanda. In riconoscimento della condizione fondamentale del Deed of Gift, la coppa sarà una sfida permanente tra nazioni ed il protocollo conterrà due requisiti: costruzione nel paese di appartenenza per le barche concorrenti e un requisito di cittadinanza per i membri dell’equipaggio.
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Mauro Giuffrè
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4 commenti su “America’s Cup, rivoluzione Team New Zealand: la Coppa tornerà ad essere una sfida tra nazioni”
Finalmente si torna ad essere una vera competizione tra nazioni e non tra chi ha più budget…
Il budget può essere enorme a prescindere.. comunque mi pare una buona, sensata e conservativa scelta!
Penso che il budget avrà sempre un ruolo determinante, è così persino nelle regate di circolo, ma lo spirito mi sembra decisamente quello giusto: intuizione, ingegno e capacità costruttive realmente a confronto fra le nazioni partecipanti, poi è chiaro ed anche giusto in una competizione del genere, che si faccia uso delle ultime tecnologie disponibili, foil e quant’altro, ma BARCHE a VELA.
A parte i giapponesi, che comunque non hanno fornito grandi prestazioni,parlando di vincolo di nazionalità,non dimentichiamo le vittorie di Alinghi nel 2003/07 con la quasi totalità dell’equipaggio di nazionalità kiwi.Russell Coutts,Brad Butterworth, Murray Jones etc etc contro i propri connazionali.
Per non parlare,poi di Oracle….mi sembra giusto quindi il ritorno al vincolo di nazionalità.