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Team New Zealand, le mani sulla Coppa: 6-1, Oracle adesso è nell’angolo

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La giornata di regate alle Bermuda inizia subito con Team New Zealand che si scrolla di dosso la paura. Vento intorno agli 8 nodi, Peter Burling vince la partenza e poi si applica in un match race da manuale. Solo un brivido: i kiwi alla prima bolina su una virata di Oracle non vanno subito in copertura ma si allungano a sinistra. Ottima scelta del pozzetto di Team New Zealand che pesca una buona rotazione a sinistra e va ad incrementare sensibilmente il vantaggio. Oracle le prova tutte, ma nonostante la velocità USA sia tornata molto buona i kiwi chiudono tutti gli spiragli e vanno a vincere per 12 secondi timbrando il 5-1.

Il confronto tra i timonieri continua a pendere sorprendentemente a favore del più giovane Peter Burling (stranamente oggi quello con le pulsazioni spesso più alte): cinico, lucido, freddo e a tratti spietato, i ruoli sembrano quasi invertiti rispetto alle previsioni della vigilia. Il giovane kiwi stravince anche la seconda partenza, con uno Spithill quanto mai in difficoltà, anche nel controllo del mezzo. Pare che alcune delle modifiche del defender abbiamo riguardato anche la T rovesciata dei timoni: è stata diminuita la superficie per diminuire la resistenza idrodinamica, ma gli effetti negativi in manovrabilità sono sembrati notevoli. Team New Zealad nel prestart prende il sottovento ad Oracle e lo spinge controvento parcheggiando il cat americano con Burling che lancia uno sguardo killer alla barca rivale.

Team New Zealand sfodera un 100% foil scintillante che annichilisce Spithill e compagni nella seconda regata. Non sfugge qualche piccola incomprensione tra i due australiani di Oracle: non sempre l’intesa tra il timoniere ed il tattico Tom Slingsby è apparsa perfetta. Team New Zealand si applica ancora in un match race da manuale, attento e preciso, senza lasciare opportunità di separazione importanti all’inseguitore ed il verdetto è inequivocabile, un’altra vittoria per 30 secondi.

Il defender esce malconcio da questa giornata che probabilmente sancisce qualcosa di importante nella storia di questa sfida. Per riportare la Coppa in Nuova Zelanda, sul 6-1, adesso ne manca solo una. Inutile dire che tornano, forti, in mente le immagini di San Francisco, quando alla gloria mancò un solo, maledetto, miglio. Ma la storia questa volta da la sensazione di volere imboccare una strada diversa. Lo sapremo domani, 26 giugno, alle ore 19.12.

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Mauro Giuffrè

 

 

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