Conta solo vincere: Oracle-Team New Zealand, pomeriggio di fuoco alle Bermuda
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Ci siamo, la resa dei conti è arrivata. Oracle Team USA contro Emirates Team New Zealand, la sfida dell’anno, forse molto di più, una battaglia totale senza esclusione di colpi. Prepariamoci a vederne delle belle, perché questa finale con ogni probabilità sarà tutto tranne che scontata.
Al meglio delle 13 regate, si inizia sabato 17 alle ore 19 italiane, le 14 alle Bermuda, con le prime due prove, si proseguirà domenica 18 e si tornerà poi in acqua sabato 24 giugno per l’inizio del rush finale fino al 27 giugno. Si nota il calendario strategico messo a punto del defender: se le prime due regate vanno male c’è una settimana di tempo per modificare la barca? Con i mezzi, praticamente sconfinati, del defender tutto è possibile, lo abbiamo visto nel 2013 a San Francisco.
Da questo punto di vista Team New Zealand parte svantaggiato: i kiwi hanno si margine sulla curva di crescita nella conduzione della barca, ma sulla carta non hanno i mezzi di Oracle per modifiche radicali alle barca che possano determinare incrementi estremi delle performance. I kiwi inoltre, partiranno dal -1 dato che per il regolamento voluto dal defender spetta questo vantaggio ad Orale in qualità di vincitore dei Round Robin (Prima volta nella storia della Coppa che il defender partecipa alle eliminatorie). SCOPRI TUTTO SULLE REGOLE DELLA COPPA
Le barche
Il defender è più nascosto, nonostante abbia fatto i Round Robin lo abbiamo visto con vento leggero solo in una giornata, dato che la prima fase è stata caratterizzata da vento medio. Con aria sui 6-7 nodi Oracle non è sembrata impeccabile, anche se nel frattempo sono passate un paio di settimane e le cose potrebbero non essere più così. Con vento medio invece il defender appare solidissimo in foil e sui numeri, barca veloce e stabile. Le derive più piccole degli americani potrebbero essere un vantaggio con vento sui 12-15 nodi, date le scelte piuttosto estreme di Team New Zealand sulle appendici.
Come visto infatti nella finale sfidanti contro Artemis, i kiwi anche per vento medio hanno dei foil piuttosto voluminosi, che li rendono agili nel volo ma concedono qualcosa sulle velocità di punta. Con vento leggero invece Team New Zealand sembra uno sfidante estremamente ostico, ha dimostrato performance “monstre” con aria dai 6 agli 8-10 nodi, che in linea puramente teorica data l’estate bermudiana potrebbe essere preponderante lungo la serie di regate.
C’è da valutare la concreta possibilità che Oracle con le sue prue di riserva abbia approntato un secondo AC50, quello di Softbank Team Japan, come vi abbiamo raccontato in QUESTA NEWS. I kiwi invece restano con una sola barca ed in caso di collisione o danni gravi rischierebbero di essere fuori gioco. La posta in palio è altissima: gli interessi economici alle Bermuda ed il formato futuro della Coppa America, nonché una parte di futuro del mondo della vela che verrà inevitabilmente influenzato dall’esito di questa sfida. TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLE BARCHE
Gli skipper

Come raccontato nel nostro approfondimento, sarà la sfida del “Pitbull” James Spithill contro il “Freddo” Peter Burling. Esperienza e cattiveria il primo, esordiente di lusso il secondo che sembra avere imparato la calma dei forti. Sono due vincenti assoluti: Spithill in Coppa America, Burling nelle classi olimpiche. Il giovane kiwi, come molti pensano, si è un po’ nascosto nelle partenze durante la selezione sfidanti, Team New Zealand ha una sola barca e non poteva rischiare. Adesso la situazione non è cambiata di molto, ma la posta in palio è altissima ed è lecito aspettarsi che la stellina kiwi tiri fuori l’istinto killer che abbiamo visto nei successi in 49er.
I bookmaker
I bookmaker dicono Oracle, ma di poco. La vittoria USA è quotata in media a 1.68 , quella di Team New Zealand a 2,05. Anche i siti online di scommesse optano quindi per una sfida estremamente equilibrata.
DOVE VEDERLA
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