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Team New Zealand ce la farà? Nell’attesa, ecco tutto quello che c’è da sapere sulle regole della Coppa

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Foto Borlenghi

La comunità velica internazionale teme per le sorti di Team New Zealand. Riusciranno i kiwi a tornare in acqua dopo la terrificante scuffia di ieri? Le loro ambizioni verranno ridimensionate? Quanto grandi sono i danni alla barca? Sono riparabili? Le domande si inseguono sul web, ma al momento non c’è risposta. L’eventualità di una giornata odierna con troppo vento (previsioni oltre i 30 nodi) apre lo scenario di un possibile giorno in più di lavoro per i kiwi. Nell’attesa di sapere la loro sorte, continuiamo a parlare di questa “folle” America’s Cup che divide, entusiasma o fa arrabbiare, ma che in ogni caso fa molto parlare di se.

Per il grande pubblico alcuni dei “misteri” di questa Coppa America sono legati al regolamento di regata. Il cambio di format rispetto alle classiche regate di match race alle quali eravamo abituati ha infatti “sconvolto” parte del pubblico che in alcuni frangenti fa fatica ad orientarsi tra nuovi tipi di partenza, limiti del campo di regata e penalità poco chiare. Andiamo quindi ad analizzare alcune parti fondamentali di questo particolare format. PER SAPERE INVECE TUTTO SUGLI AC50 CLICCA QUI

La partenza

Il conto alla rovescia della partenza è così suddiviso: ai 3 minuti il segnale di avviso, ai 2 minuti il segnale preparatorio che determina l’ingresso dei concorrenti nel prestart, a 1 minuto il segnale che determina la fine del periodo di ingresso nel prestart, seguito allo 0 dal segnale di partenza. La partenza non verrà data se il vento ha una media sul percorso superiore ai 24 nodi o inferiore ai 6. Quando si parla di media a proposito dei 24 nodi è realistico che sul campo di gara le raffiche siano anche a 27-28.

La partenza è al traverso rispetto al vento. La barca che entra mure a sinistra nel prestart ha diritto ad un ingresso 10 secondi prima dei due minuti. Se entra prima viene penalizzata, se entra quando manca meno di un minuto viene penalizzata.

La barca che entra nel prestart mure a dritta non può farlo prima dei due minuti e ha tempo per il suo ingresso fino al minuto dallo start. Qualsiasi infrazione a questi limiti temporali (ingresso prima dei 2 minuti o dopo il minuto) viene penalizzato.

Il percorso

Dopo la partenza al traverso la prima boa viene lasciata a sinistra e si affronta il primo lato di poppa. Alla fine di questo le barche entrano in un cancello con due boe, e possono decidere quale delle due girare (dall’interno verso l’esterno) per risalire di bolina. Discorso identico per il cancello controvento. La lunghezza del percorso è in base al vento e alla fase di regate: per le semifinali sono previsti nove lati totali di gara, l’ultimo dei quali (verso l’arrivo) è sempre al traverso dopo il cancello di poppa.

I limiti del percorso

Il percorso ha dei limiti laterali che non possono essere superati, chi li infrange subisce una penalità. Tali limiti non sono collegati direttamente alla regata ma fanno si che i cat non si allontanino troppo impedendo così al pubblico a terra di seguire il match. Una norma assolutamente poco velica, che limita molto lo spettacolo e le potenzialità dei velisti in acqua.

Le penalità

Una delle cose che funzionano peggio in questa Coppa America. Con simili catamarani è stata scartata l’ipotesi dei 360, troppo complessi da compiere, determinerebbero la sicura sconfitta di chi deve espletare la penalità. Gli organizzatori hanno quindi optato per un “rallentamento”: la barca penalizzata deve modificare velocità e VMG fino a perdere un totale di due lunghezze (poco più di 30 metri). Se la penalità è stata inflitta nel prestart il “multato” dovrà eseguirla subito dopo lo start. Stessa cosa nell’eventualità di un OCS, partenza anticipata. Sono i giudici a comunicare al concorrente il via libera dopo avere misurato in diretta la distanza persa (tramite l’ausilio di strumentazioni GPS ed affini). Per gli incroci valgono le regole di regata classiche.

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Mauro Giuffrè

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