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Troppo Oracle per Team New Zealand: ma è stato match race vero

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Foto Studio Borlenghi

Ha vinto l’equipaggio che forse in questo momento è più forte, o comunque trema meno nei momenti decisivi. Oracle Team USA ha battuto di 29 secondi Team New Zealand, vincendo così i Round Robin e guadagnandosi un punto di vantaggio per la finale dell’America’s Cup. James Spithill e compagni non l’hanno vinta con la velocità, apparsa sostanzialmente uguale a quella dei kiwi, ma con le scelte tattiche ed un’ottima partenza.

Spithill nel pre-start prende il sottovento a Peter Burling che sembra temere il rivale e tenersi discosto per evitare la bagarre. A 30 secondi dallo start i kiwi provano ad accelerare da sopravvento e sembrano in grado di rompere l’ingaggio ma non è così. Spithill da la zampata e chiude lo start a Peter Burling che forza e si becca una penalità. I kiwi inseguono per il primo lato e la prima poppa ed al cancello Glenn Ashby cerca ed ottiene la separazione. Di bolina si accende un duello di virate in puro stile match race con i kiwi che rimontano metro su metro grazie ad una buona velocità ed un ottimo assetto sui foil. Team New Zealand poggia mure a sinistra ad un incrocio per dare acqua, a quello successivo passa in testa mure a dritta ma c’è ancora un incrocio decisivo prima del cancello di bolina. I kiwi sono avanti di pochissimo ma hanno le mure a sinistra: Burling passa e vira sul muso di Spithill che lo brucia da sottovento ed entra in boa. I kiwi protestano: sembrerebbero essere entrati una frazione di secondo prima nella zona della boa e per questo avrebbero avuto diritto ad avere acqua mentre Oracle è andato all’interno e li ha superati. I giudici optano per il nulla di fatto e non assegnano nessuna penalità.

Da questo momento in poi la lampadina dei kiwi sembra spegnersi, non recuperano nella poppa successiva e in bolina vanno a beccarsi una penalità per avere virato appena dopo il confine del campo. La regata di fatto finisce qui, Oracle controlla e va a vincere match e Round Robin, guadagnando un punto in vista della finale. Il defender adesso esce di scena, da domani spazio alle semifinali.

Team New Zealand ha scelto Land Rover BAR Racing, l’altra semifinale sarà Artemis contro Softbank Team Japan, mentre Groupama come previsto esce di scena.

La sensazione che ha dato questo match è che dal punto di vista delle performance Oracle e Team New Zealand siano molto vicini, a fare la differenza è stata la cattiveria e un po’ di lucidità nei momenti chiave che sono mancati ai kiwi. Spithill è uno squalo, Burling ancora no pur avendo sviluppato una conduzione praticamente perfetta. Ma per vincere l’America’s Cup e strapparla al defender serve qualcosa in più.

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