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I container semisommersi invadono i mari. Un grave pericolo per chi naviga

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Foto Getty Images

Migliaia di container semisommersi invisibili ad occhio nudo infestano mari e oceani del pianeta. Il pericolo per chi naviga e’ in agguato anche se le societa’ di navigazione nascondono il problema e non forniscono dati ufficiali. Ma gli UFO (unidentified floating objects), ovvero nella maggior parte dei casi i famigerati container che cadono dalle navi durante il trasporto, sono diventati una delle maggiori cause di incidenti per le barche da diporto. Le stime dei container persi in mare sono di 10.000 all’anno su un totale di 5/6 milioni trasportati, cifre da brivido.

Ci hanno fatto pure un film, All is Lost interpretato da Robert Redford, che racconta perfettamente cosa accade quando si incontra un UFO e le conseguenze che può creare lo scontro con oggetti che non si riescono a vedere, perche’ sono sotto il pelo dell’acqua.

ALL IS LOST

Anche il nostro Gaetano Mura, mentre stava tentando di compiere il giro del mondo a bordo di un Class 40 in solitario, si è scontrato contro un UFO e si è dovuto ritirare sulle coste dell’Australia. Per non parlare dei tanti, troppi ritiri durante le regate oceaniche, primo fra tutti il Vendée Globe. Ma il pericolo non sussiste soltanto per i temerari navigatori oceanici: a rischio tutti i dipartisti che decidano di compiere la traversata per trasferire la propria barca o vivere la loro piccola grande avventura.


Sentite questa storia emblematica, racconta dallo skipper Mike Sargent che stava navigando verso le Canarie con un Farr 52: 
“Facevamo 8 nodi in avvicinamento al porto di Las Palmas quando improvvisamente come in un incidente stradale la barca si e’ fermata completamente. Nell’impatto ho rotto uno dei raggi della ruota che impugnavo, tutti i componenti dell’equipaggio sono stati scaraventati in avanti. Ci riprendiamo e febbrilmente controlliamo quali danni abbiamo riportato da prua a poppa. A vista non si vede niente, la barca manovra, il timone e’ intatto. Riprendiamo la navigazione ed appena siamo in porto chiamo un sommozzatore per verificare i danni sott’acqua. Avevamo perso gran parte della chiglia e lo scafo si era pericolosamente incrinato. Non so con cosa ci siamo scontrati, so solo che in quella zona in quel momento c’erano molte navi container”.

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