Debutta a Porto Cervo Ribelle, l’ultima “fiamma” dei superavvocati milanesi Trifirò
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La lista di barche da loro possedute nel tempo è lunghissima, dal primo sette metri e mezzo Calife, acquistato in Francia, fino al 50 metri Zefira, il più grande superyacht a vela senza flybridge mai realizzato da Dubois Naval Architect, passando per barche d’epoca e da regata.
UN AMORE “RIBELLE”
Il nuovo amore della coppia, adesso, si chiama Ribelle. Ha fatto il suo debutto alla Loro Piana Superyacht Regatta di Porto Cervo (al timone il “barone” Francesco De Angelis), è lungo 32,64 metri ed è stato costruito dai cantieri olandesi Vitters su progetto di Malcom McKeon. Una superbarca che fa del titanio e del carbonio i suoi elementi principali (pesa solo 84 tonnellate), larga 7,72 metri e con un pescaggio di 6,05. Nella prima giornata di regate non ha certo sfigurato, chiudendo al secondo posto: “E’ stato un ottimo inizio per una barca nuova, con soli due giorni di allenamento alle spalle. Oggi abbiamo avuto un vento fantastico, siamo certamente soddisfatti della barca ma soprattutto dell’equipaggio, hanno fatto un lavoro magnifico”, hanno detto i Trifirò.

In configurazione da crociera, la barca è armata con fiocco autovirante e asimmetrici rollabili per le portanti. Ma in regata arma un gioco di vele da ultracompetizione, e le velocità, in condizioni di vento moderato, possono arrivare a toccare i 20 nodi. “E’ una barca molto piacevole da timonare, ha delle linee d’acqua bellissime, stiamo imparando a conoscerle”, ha detto De Angelis.
Foto di apertura di Carlo Borlenghi, altre foto di Jeff Brown/Breed Media
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4 commenti su “Debutta a Porto Cervo Ribelle, l’ultima “fiamma” dei superavvocati milanesi Trifirò”
chissà come sono contenti i clienti dello studio Trifirò …
Con tutti i soldi che chiede ci credo che si è fatto la barca alle spalle degli altri …
Scusi , uno può accettare o rifiutare, se i una persona ha competenze dev’essere pagato come chiede , poi ognuno è libero di decidere, il suo commento sembra un po’ inappropriato.
aveva ragione Montanelli :
“gli italiani se vedono uno con una bella macchina anzichè prenderlo ad esempio per cercare di migliorarsi , gli rigano la macchina” … Invidia una brutta bestia.