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OSTAR, partiti! Forza ragazzi (e quello che c’è da sapere sulla mitica transatlantica)

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Partiti! Oggi da Plymouth 15 temerari solitari (e 6 equipaggi in doppio per la Twostar) sono salpati alla volta di Newport alla conquista della mitica Ostar, la regina delle regate transatlantiche. Ci sono anche due italiani al via: per seguire al meglio la regata che consacrò, tra gli altri, Chichester e Tabarly, abbiamo pensato a una piccola guida in stile “FAQ”. Leggete, chiaritevi le idee e poi tutti a tifare i nostri marinai impegnati nell’impresa (sotto troverete un link al tracking della regata).

OSTAR, LE NOSTRE FAQ

ostarCosa è la Ostar?
La OSTAR è una regata in solitario sulla rotta che va da Plymouth (Gran Bretagna) a Newport (Rhode Island, Stati Uniti: circa 3000 miglia da est vero ovest, contro i venti dominanti e nel gelido Atlantico del Nord.

Chi ha inventato la regata?
La regata è stata ideata nel 1959 dal colonnello Herbert George “Blondie” Hasler ed organizzata dallo Royal Western Yacht Club (RWYC). Tuttavia, la mancanza di sponsor fece sì che la regata partisse nel 1960, una volta trovato un finanziatore.

ostar

Francis Chichester

Chi vinse la prima edizione?
La prima edizione della OSTAR (1960) fu vinta da Francis Chichester, che con il suo Gipsy Moth III impiegò 40 giorni, 12 ore e 30 minuti, davanti all’inventore della regata Hasler (48 giorni, 12 ore e 2 minuti) e a David Lewis (55 giorni e 50 minuti). In totale, furono cinque i partecipanti.

Come mai si chiama OSTAR?
Poiché la regata inizialmente era sponsorizzata dal quotidiano inglese The Observer, il nome della manifestazione era un acronimo: Observer Single-handed Trans-Atlantic Race. Nel 1980 e nel 1984 la regata cambiò nome in 1/OSTAR. Dal 1988 in seguito al cambio dello sponsor, la regata prende il nome di CSTAR (1988), The Europe 1 STAR (1992 e 1996), The Europe 1 New Man STAR (2000). In seguito il Royal Western Yacht Club decide di dividere la regata in due eventi separati, un’edizione per professionisti nel 2004 chiamata The Transat con arrivo a Boston, evento che si svolgerà anche nel 2008 e una edizione classica nel 2005 chiamata Faraday Mill OSTAR in seguito al cambio dello sponsor. Dal 2009 la regata torna a chiamarsi OSTAR (ma ora l’acronimo sta per Original Singlehanded Transatlantic Race).

Quest’anno, quanti italiani partecipano?
Due: Michele Zambelli a bordo del Class 9.50 Illumia e Andrea Mura sull’Open 50 Vento di Sardegna. Di Michele vi abbiamo parlato QUI, di Andrea QUI.

La OSTAR è stata mai vinta da un italiano?
Si, due volte: Franco Ciccio Manzoli l’ha vinta tra i tramiamo, con Cotonella, nel 2005, impiegando 17 giorni, 21 ore e 41 minuti. Andrea Mura ha invece vinto la scorsa edizione (2013) nella categoria Gipsy Moth, sempre su Vento di Sardegna, con il tempo (compensato) di 17 giorni, 11 ore e 12 minuti (quindi in questa edizione parte da Defender). Da ricordare anche l’ottima terza posizione di Roberto Westermann su Spinning Wheel nel 2009, con un tempo di 19 giorni, 3 ore e 14 minuti.

Quali grandi velisti sono stati protagonisti della OSTAR?
Eric Tabarly l’ha vinta due volte, nel 1964 e nel 1976, ma è Loick Peyron il più titolato con ben tre vittorie, nel 1992, 1996 e 2008.

La Ostar è stata mai vinta da una donna?
Si, Ellen MacArthur trionfò tra gli IMOCA 60 nel 2000 con il suo Kingfisher. E non solo, a 23 anni, la “dama” inglese è fino ad oggi la più giovane velista ad essere riuscita nell’impresa.

Chi è stato, ad oggi, lo skipper più veloce alla OSTAR?
Michel Desjoyeaux, a bordo del multiscafo ORMA 60 Geant, ha chiuso la regata del 2004 (si chiamava allora The Transat) in soli 8 giorni, 8 ore e 29 minuti.

Chi era Phil Weld, il perfetto sconosciuto che vinse la OSTAR del 1980?
L’anziano editore americano si presentò alla OSTAR a bordo di Moxie, trimarano di 51 piedi, e vinse impiegando 17 giorni e 23 ore: il suo segreto? Un accessorio chiamato “rollafiocco”: da allora prese piede e oggi è un “must” imprescindibile.

QUI IL TRACKING DELLA REGATA

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