developed and seo specialist Franco Danese

Io odio l’America’s Cup perché….guida semiseria per i detrattori della Coppa

Da 2,60 a 7,5 metri. Il meglio delle barche del VELAFestival #1
24 maggio 2017
Navigando verso Sud … passerete un’estate indimenticabile
24 maggio 2017

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Se siete indaffarati a capire come aggirare la copertura televisiva a pagamento ed avete già iniziato a cercare improbabili canali per lo streaming è possibile che la vostra rabbia nei confronti della 35ma America’s Cup stia montando fino a livelli di guardia. Vi diamo quindi il benvenuto nella grande squadra degli “odiatori” della Coppa America oracliana. Un team variopinto composto da velisti vari ed eventuali, velisti da tastiera, velisti da banchina che amano la tastiera, nostalgici, amanti dei JClass e velisti che sostengono che la vela veloce sia pericolosa e bisogna quanto meno tornare alle barche a chiglia lunga. Andiamo quindi ad esporre ed analizzare, in un’analisi semiseria, gli argomenti caldi degli “odiatori” da Coppa America per provare a capirne, o confutarne, le loro ragioni.

  • QUESTE NUOVE BARCHE VANNO SEMPRE CON LE VELE CAZZATE, NON CI SONO PIU’ LE REGOLAZIONI DI UNA VOLTA : affermazione tipica da odiatore della Coppa America. Cari amici velisti, l’arcano ha un nome e si chiama VENTO APPARENTE: più una barca al lasco va veloce, più l’apparente gira in prua. Gli AC50 abbattendo la resistenza idrodinamica grazie ai foil, possono più che raddoppiare la velocità del vento al lasco, con la conseguenza che anche alle portanti l’apparente è prossimo alla bolina. Il fatto che le regolazioni siano diminuite è pura fantasia: si calcola che Team New Zealand, il team più attivo sotto il profilo della ricerca dell’assetto grazie agli ottimi sistemi idraulici a pedali, apra e chiuda il flap dell’ala centinaia e centinaia di volte durante una regata. A ciò vanno unite le regolazioni costanti dei foil, anche due al secondo: possiamo così dire che le regolazioni siano addirittura aumentate rispetto ai vecchi monoscafi, sono solo meno visibili, meno eclatanti, semplicemente diverse.
  • SU QUESTI CATAMARANI SI MANOVRA POCO, NEANCHE ISSANO UN GENNAKER DI POPPA: altro argomento caro ai detrattori della Coppa. In effetti sono sparite le vele da andature portanti, tranne in rarissimi casi di vento leggerissimo dove vengono issati dei frulloni che assomigliano più ad un Code Zero che ad un gennaker. Il motivo è quello esposto prima: la velocità. Vele grandi a prua con le velocità che toccano questi cat rallenterebbero di molto le performance. Ciò non significa che gli uomini a bordo lavorino di meno, anzi. Dal punto di vista dell’attività aerobica, con la continua ricerca di pressione idraulica, i membri dell’equipaggio (i grinder in particolare) devono sostenere uno sforzo maggiore rispetto a quanto accadeva sui monoscafi.
  • CON QUESTI CAT NON SI FA MATCH RACE: E’ uno dei pezzi forti della critica, l’assenza di match race. Un’affermazione basata sostanzialmente su quanto visto nella Coppa di San Francisco, dove in alcuni casi effettivamente il match race è stato assente data la differenza di performance notevole tra alcuni dei team. Da quel poco che si è visto fino ad ora la situazione è cambiata radicalmente. In quattro anni la ricerca dei team ha fatto passi in avanti e le barche avranno prestazioni molto omogenee almeno tra i top team. Al tempo stesso è migliorata la manovrabilità, è lecito aspettarsi dei pre-partenza molto aggressivi come abbiamo già avuto modo di vedere nelle regate di pratica.
  • NON LA GUARDO PERCHE’ NON SOPPORTO LA PREPOTENZA DI ORACLE: Il defender non fa nulla per attirare simpatie su se stesso. James Spithill è il prototipo dell’anti modestia. Russell Coutts è il “traditore” dei kiwi. Larry Ellison il perfetto miliardario americano, capriccioso ed esigente. Fatichiamo a trovare un solo buon motivo per simpatizzare per loro.
  • NON VOGLIO PAGARE PER VEDERE QUESTA COPPA: l’idea oracliana è quella di impostare la Coppa come un qualsiasi evento di sport professionistico di alto livello. Tranne che in poche eccezioni, ormai la maggior parte degli sport hanno una programmazione a pagamento ed alcuni eventi trasmessi in chiaro. La scelta degli organizzatori è stata radicale, si pagherà tutto, nessuna eccezione, anche le repliche sull’App non saranno gratuite. Una scelta abbastanza sconcertante, se l’idea originale era di farne un evento virale la decisione sui diritti TV va nettamente, ed incomprensibilmente, in direzione opposta.

Mauro Giuffrè

2 Comments

  1. Nuvola ha detto:

    C’è anche
    “queste sono corse degli asini, non regate”
    “non c’è piu tattica: chi parte davanti, arriva davanti”
    “I cat non sono vere barche a vela”
    così a caso …

  2. Paolo ha detto:

    Non la vedrò perchè non voglio pagare l’ abbonamento a un canale che trasmette film (che non guardo mai) e calcio (che se trovo due canali che lo fanno spengo la tv). Ma almeno di pensare a dei pay per view no?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi