Una Coppa America a tre fazioni: voi da che parte state?

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >>

Ci siamo, dopo un fiume di polemiche sta per aprirsi il sipario sull’America’s Cup, il 26 maggio prenderà il via la Coppa delle polemiche. Il palcoscenico sarà quel Great Sound alle Bermuda che promette vento tra i 12 ed i 20 nodi ed acqua piatta e cristallina. Una location senza dubbio eccellente dal punto di vista meteo, ma ben poco fruibile al grande pubblico dati i costi di viaggio e soggiorno.

Una suggestiva immagine aerea del Great Sound alle Bermuda, dove verrà piazzato il campo di regata

Se la Coppa non potete vederla alle Bermuda, non riuscite a vederla in TV (la si può seguire tramite Mediaset Premium o con l’app dedicata), restate connessi sui nostri canali perché ogni giorno vi racconteremo cosa succede in acqua tra i sei team che danno la caccia a questa pazza America’s Cup. Tutte le mattine faremo il punto della situazione, vi racconteremo i fatti cruciali e vi riproporremo i momenti salienti delle regate: il Giornale della Coppa sta per tornare.

C’è a chi piace, in molti la odiano, ma una cosa è certa: in acqua alle Bermuda ci saranno i migliori velisti al mondo, poche storie, sui mezzi a propulsione eolica forse più spettacolari mai concepiti. Boline a 25 nodi sui foil, incluse le virate, laschi a 45 e più nodi: prima di bocciare uno spettacolo simile occorre vederlo, seguirlo. Sembra anche crollato uno dei grandi temi della critica: partenze poco spettacolari e poco match race. Da quello che si è visto nelle regate di pratica le partenze sono molto più aggressive che sui vecchi monoscafi ed il match race (data la velocità dei mezzi ed il rischio tattico se non si va in marcatura) per alcuni aspetti sembrerebbe esasperato più che ridotto.

IL PROGRAMMA

Il Round Robin 1 andrà in scena dal 26 al 29 maggio, il Round 2 dal 30 maggio al 3 giugno. Dal 4 all’8 giugno, con giorno di pausa il 5 sarà òa volta delle semifinali degli sfidanti, e saranno le prime regate senza la partecipazione straordinaria di Oracle. Il 9 giugno sarà dedicato al riposo o ad eventuali regate da recuperare nella serie delle semifinali. La finale sfidanti prenderà il via il 10 giugno e, con tre match race al giorno, si esaurirà il 12 giugno. Sono poi in programma quattro giorni di riposo durante i quali si disputerà la Red Bull Youth America’s Cu e la Superyacht Regatta. Il gran finale, l’America’s Cup match, prenderà il via ufficialmente il 17 giugno (su 13 regate), con le prime quattro in programma tra il 17 ed il 18. Poi ci saranno cinque giorni di pausa, in vista del rush finale previsto dal 24 al 27 giugno se la serie non si esaurirà prima.

TRE GRANDI SCHIERAMENTI

Oracle in allenamento alle Bermuda con il nuovo AC50

Delle possibilità di vittoria dei vari team abbiamo già parlato in questa news (clicca qui). Rispetto a quanto detto un mese fa, la novità sono le quotazioni degli inglesi di Land Rover BAR Racing che sembrerebbero fortemente in ribasso per notevoli problemi di idrodinamica. Il dato di fatto che ci interessa è che questa coppa, forse la prima nella storia, vede in ottica futura (post Coppa) diversi schieramenti. Tutti i media sono allineati nel delineare due fazioni: tutti con Oracle contro Team New Zealand. Noi la vediamo diversamente, e cioè che dietro l’allineamento formale con Oracle almeno due team, Artemis e Land Rover BAR (kiwi a parte), hanno motivazioni diverse.

Un tempo lo schema era facile da leggere: da una parte il defender, dall’altra gli sfidanti. Nelle passate edizioni abbiamo visto come gli sfidanti abbiano spesso collaborato tra loro, ma non lo hanno mai fatto col defender. Oggi le cose sono cambiate: c’è un accordo formale tra Oracle, Softbank Team Japan, Artemis, Groupama team France e Land Rover  BAR Racing, nel quale i team si impegnano in un futuro della Coppa America sulla strada solcata da Oracle, ma che garanzie ha il defender che Artemis o BAR Racing lo rispettino in caso di vittoria?

Il blocco Oracle

Il defender ha un team satellite dichiarato: Softbank Team Japan. Imbarazzante il modo in cui il capo del design team di Oracle abbia ispezionato la barca dei “nipponici” una volta che l’AC50 di Barker e soci è andato in acqua. Imbarazzante il modo in cui Team Japan venga “richiamato” nel Great Sound per degli speed test fianco a fianco col defender.

Nel blocco Oracle possiamo inserire di fatto anche Groupama Team France. E’ il sindacato partito più in ritardo che da Oracle ha avuto anche aiuti pratici per la fase di start della sfida. Tra i team che hanno aderito al cosiddetto “Accordo di Londra”, è quello che più difficilmente tradirà il patto: è il più debole, non punta a vincere la coppa e quindi ha poca o nulla voce in capitolo. Si candida ad uscire di scena dopo i Round Robin, senza grandi possibilità di portare a casa match vinti.

Artemis e Land Rover BAR Racing

Sulla carta, avendo preso parte all’accordo di Londra, sono allineati ad Oracle. In pratica però sono due team con ambizioni importanti e grandissime individualità. Soprattutto Artemis si è dimostrato in queste settimane molto veloce e competitivo candidandosi ad un ruolo di protagonista verso la finale sfidanti. Se Land Rover dovesse uscire anticipatamente di scena, cosa possibile, Artemis sarebbe una valida alternativa ai kiwi ed in un’ipotetico AC Match contro Oracle tutto potrebbe accadere. In caso di vittoria Artemis avrebbe diversi buoni motivi per sbarazzarsi dell’accordo con l’ingombrante alleato a stelle e strisce ed avere le mani libere verso il futuro.

Team New Zealand

Team New Zealand ed i pedali: è il tormentone di questa vigilia e la tipica spy story da Coppa America

E poi ci sono i kiwi, soli contro tutti. Nessun alleato, nessun compagno di allenamenti (anzi Ben Ainslie in una regata di prova ha pensato bene di speronarli mandandoli in cantiere per alcuni giorni). I kiwi, che sembravano spacciati prima dell’invenzione dei pedali, sono una vera e propria mina vagante. Ancora una volta si stanno dimostrando i più veloci in manovra (sembra riescano a non scendere quasi mai dai foil non solo in strambata ma anche in virata) e non è ben chiaro cosa si siano inventati per possibili situazioni di vento leggero (si sono intravisti in alcuni video dei foil XXL che dovrebbero servire a questo scopo).


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Continua a leggere

barche usate 8 - 14 m

BARCHE USATE Vendono cinque super-cruiser da 8,80 a 14,60 m

Continuiamo ad andare alla scoperta delle occasioni migliori di barche usate sul nostro mercatino degli annunci. Qui potete vendere e comprare barche usate, accessori, posti barca, trovare l’idea giusta per le vostre vacanze e persino cercare e offrire lavoro! Oggi abbiamo scovato per

Torna su