La rinascita di Capricorno: la barca magica che sapeva fare tutto
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Che barca è Capricorno e quale la sua storia?
Capricorno è un Reichel Pugh 78, ex Morning Glory, costruita dal cantiere australiano MC Conaghy Boats per l’armatore originario Hasso Plattner. Il cantiere è un particolare importante, dato che MC Conaghy fu tra i primi a lanciare per la costruzione il carbonio pre-impregnato di derivazione aerospaziale.

Nasce come racer puro per partecipare ai circuiti maxi e alle più importanti regate offshore, poi nel 2005 viene acquistata da un armatore italiano con il progetto di trasformarla in un cruiser racer di lusso. Questo aggiornamento viene affidato a Nauta Design per quanto riguarda la coperta e gli interni e a Vittorio Volontè per quanto riguarda attrezzatura, opera viva e piano velico (con l’installazione di un nuovo albero in carbonio). L’obbiettivo era quale di fare una barca che potesse girare il mondo in sicurezza, ma con performance di massimo livello, alternando lunghissime crociera alla partecipazioni a regate offshore. Nel 2006 infatti, dopo i lavori in cantiere, Capricorno vinse l’ARC stabilendo un nuovo record, rimasto inviolato per diversi anni.
Che tipo di lavori avete fatto per trasformarlo in un cruiser-racer?
Abbiamo completamente ridisegnato la coperta cambiandone le geometrie. Nella nuova configurazione emerge un accenno di tuga (la barca era completamente flush deck) che si chiude a prua dell’albero. Sono state ovviamente aggiunte sulla tuga delle finestrature per migliorare la luminosità interna. La barca aveva due pozzetti, entrambi erano finalizzati esclusivamente ad ottimizzare le manovre dei grinder e dei tailer, non avevano nessuna funzionalità croceristica. Quello di poppa è stato leggermente accorciato, ma la vera novità è stata l’aggiunta dei paramare, che oltre a proteggere da eventuale acqua in coperta migliorano l’ergonomia dei pozzetti fungendo da schienali e consentendo così di sfruttare a pieno gli spazi esterni.

Come siete intervenuti sugli interni?
La barca all’interno era quasi completamente vuota, nella versione racer. Abbiamo tenuto come punti fermi ovviamente la posizione dell’albero e il vano motore, nonché la parte sinistra del quadrato. A prua della paratia dell’albero è stata realizzata una cabina armatoriale dotata di armadiatura, poltrona e di tutti i comfort, incluso un bagno con vano doccia separato. Poco a poppa del quadrato è stata installata un’ampia cucina, dalla quale si accede a due cabine di poppa, una a sinistra per l’equipaggio con due letti e bagno, l’altra a dritta per gli ospiti, anche questa con bagno ad accesso diretto. Simmetricamente alla cucina, sulla dritta abbiamo ricavato un’altra cabina per gli ospiti. In totale abbiamo realizzato quattro cabine e tre bagni per la configurazione cruise.
Gli impianti sono quelli originali?
No, siamo intervenuti per ampliare l’impiantistica ed adeguarla al nuovo tipo di utilizzo, quella originale era minima e finalizzata all’impiego in regata, era quindi necessario ripensarla completamente e soprattutto renderla funzionale. Gli impianti sono stati quindi completamente rifatti: abbiamo aggiunto per esempio il desalinizzatore d’acqua dolce che è molto importante quando si progettano crociere così lunghe, l’aria condizionata, e tutto quanto potesse servire per trasformare questa barca in un perfetto explorer a vela per il blue water cruising.
Qual è la storia recente di Capricorno?
Come dicevo dopo i lavori di aggiornamento Capricorno ha vinto l’ARC (con il tempo di 11 giorni, 5 ore, 32 minuti e 30 secondi) a conferma che anche dopo i lavori le performance della barca sono rimaste di grande livello, non a caso il record è rimasto imbattuto per diverse edizioni della transatlantica. Poi ha girato il mondo per ben tre anni, arrivando fino in Indonesia, in una crociera che l’ha portata in diversi angoli di mondo, incluso Capo Horn.

Una volta conclusa questa lunghissima crociera a tappe, che è stata il compimento perfetto del progetto di aggiornamento della barca, è rientrata in Italia per alcuni lavori mirati questa volta solo a sostituire le componenti maggiormente usurate (il motore, il generatore e le sartie in tondino con le più tecnologiche in carbonio). Oggi possiamo dire che Capricorno è una barca come nuova, pronta a partire per un altro giro del mondo e nuove avventure.
http://www.nautayachts.com/en/brokerage/product/78-capricorno.html
I NUMERI DI CAPRICORNO
Anno di varo: 1995
Cantiere: MC Conaghy
Progetto: Reichel Pugh
Restyling: Nauta Design 2005
Lunghezza: 24 m
Larghezza: 5,44 m
Immersione max: 4,30 m
Motore: Yanmar 160 hp
Cabine: 4
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