Feel Good è atterrato, Vittorio e Nico Malingri hanno stabilito il nuovo record di traversata atlantica a bordo di un cat non abitabile sulla tratta Dakar-Guadalupe, con il tempo di 11 giorni 1 ora 15 minuti e 15 secondi, con un vantaggio di circa 95 miglia sul precedente riferimento.
Pur rallentando nelle ultime 100 miglia, il vantaggio accumulato era tale da consentire ai Malingri una parte finale con meno stress psicologico , provando a gestire le miglia di margine e l’affaticamento della barca dopo 2500 miglia di oceano Atlantico. Un’impresa di grande valore sportivo ed umano: padre e figlio, il Vecchio ed il Nano e il loro Oceano da “scalare”.
Il record non è mai stato veramente in discussione, almeno in linea teorica, dato che Feel Good da subito è stato capace di navigare virtualmente davanti al tempo di riferimento di Yves Moreau e Benoit Lequin. I Malingri, che fanno parte del Citroen Unconventional Team, hanno navigato con un passo molto costante, mantenendo sempre una percorrenza sulle 24h intorno alle 240 miglia a 10 nodi di media; i francesi avevano completato il percorso invece con una media di 9.2.
“Una libidine indescrivibile” ha esordito Nico Malingri sul molo di Pointe à Pitre non appena sbarcato da Feel Good. ” I primi 7-8 giorni sono stati fantastici, goduria pura, poi è iniziata la stanchezza ma era più mentale che fisica. Avevamo lavorato molto sul comfort a bordo, quindi siamo stati bene, ma mentalmente gli ultimi giorni e le ultime 200 miglia in particolare sono state molto toste“.
“Il momento più duro“, racconta Vittorio, “è stato quando abbiamo scuffiato a circa 200 miglia dall’arrivo. Stavamo discutendo animatamente se mettere o meno il Code Zero. Non c’era molto vento ma era piuttosto rafficato. Abbiamo messo il Code e abbiamo scuffiato. Non era ancora giorno, ma la situazione era sotto controllo. Abbiamo fatto la classica procedura di raddrizzamento, ammainando la randa. Solo che per abbassare la vela mi sono messo erroneamente a cavallo dell’albero e la barca stava per andare a 180 gradi e sarebbe stato un disastro. Nico come un ragno è volato sul tubo di raddrizzamento seguito da me e, lentissimamente, Feel Good è tornata dritta“.
“Come ci sentiamo?“, prosegue Vittorio, “Stiamo molto bene, ci siamo divertiti, ma è stata dura. Fisicamente siamo apposto, anche se ovviamente si sono presentati i problemini che ci aspettavamo: le piaghe. In particolare all’inguine, sotto il sedere e quelle immancabili alle mani. Negli ultimi giorni toccare l’acqua faceva veramente male, ma è tutto normale”
LA STORIA DEL RECORD
Il record era detenuto dai francesi Yves Moreau e Benoit Lequin che nel 2007 avevano compiuto la traversata in 11 giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi. Prima di loro il tempo di riferimento era stato segnato da Matteo Miceli ed Andrea Gancia nel 2005 in 13 giorni, 13 ore, 58 minuti e 27 secondi. Dopo il record dei francesi ci furono due tentativi italiani: il primo dello stesso Miceli in coppia con Tullio Picciolini, nel 2011, finito con la scuffia e il disalberamento di Biondina Nera. Il secondo fu tentato nel 2013 da Luca Tosi ed Andrea Rossi, finito in maniera praticamente analoga, ma in entrambi i casi gli equipaggi italiani stavano navigando forte, con un buon vantaggio rispetto al record dei francesi e con buone possibilità di segnare il nuovo primato. Vittorio Malingri nel 2008 stabilì, sullo stesso percorso, il primato in solitario con il tempo di 13 giorni, 17 ore e 48 minuti.
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Mauro Giuffrè