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Tommaso Chieffi: provate voi a vincere più di lui!

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Tommaso Chieffi. Velista poliedrico, tra derive e altura, nella sua carriera gli sono state riconosciute cinque medaglie d’oro al valore atletico, due argenti, cinque bronzi
. Noi lo premiammo Velista dell’Anno nel 1998. Nel 1985 vinse il Mondiale 470 con il fratello Enrico, dopo che nel 1984 avevano chiuso al quinto posto le Olimpiadi di Los Angeles. I due fratelli erano gli “enfant prodige” della vela e parteciparono a due sfide di Coppa America, quella sfortunata di Italia nel 1985 (timoniere nel 1987) e quella gloriosa con il Moro di Venezia nel 1992. Una volta che le strade dei due fratelli si separarono, Tommaso vinse l’Admiral’s Cup del 1995 e partecipò alle regate d’altura più importanti, vincendo titoli mondiali a raffica (ne ha collezionato ben 23, pochi in meno che il collega Vasco Vascotto), fino a tornare in Coppa America con Oracle nel 2003 e come tattico di Shosholoza nel 2007. Nello stesso anno, vince la Volvo Ocean Race come tattico inshore per il team olandese ABN Amro. Per scorrere la sua lunghissima lista di successi, vi consigliamo di dare un’occhiata alla sua pagina wikipedia.

Al Campionato Russo di Dragoni

PERCHE’ LO AVEVAMO PREMIATO
Tratto da Il Giornale della Vela del marzo 1998. “Trentasei anni, nato ad Anversa (in Belgio), cresciuto a Marina di Carrara e ora residente a Milano, Tommaso Chieffi ha fatto inevitabilmente parlare di sé anche nel corso della stagione agonistica 1997 di vela d’altura. Il suo successo più prestigioso è la vittoria del titolo italiano IMS al timone di Osama Cesa 1882. Sulla stessa barca ha vinto il Campionato Nazionale del Tirreno CHS e IMS di Capri e si è classificato secondo al Campionato Europeo IMS di Punta Ala. In campo internazionale è stato impegnato al timone del Mumm 36 Breeze di Paolo Gaia, ottenendo il terzo posto mondiale e facendo parte della squadra italiana terza classificata all’Admiral’s Cup. Nel frattempo ha vinto il Giro d’Italia con San Benedetto del Tronto alternandosi al timone con Vasco Vascotto. A settembre ha concluso la sua fortunata annata aggiudicandosi il titolo iridato ILC Maxi a bordo di Sayonara al fianco del famoso timoniere neozelandese Chris Dickson”.

AVEVAMO SCRITTO DI LUI
Tratto da Il Giornale della Vela del marzo 1998. “Trentaseienne, di Marina di Carrara, Chieffi ha ricevuto il riconoscimento che, da sette anni, Il Giornale della Vela consegna al velista italiano che più si è distinto nel corso della stagione agonistica appena terminata. I successi del 1997 (campionato italiano IMS, Giro d’Italia, Campionato Nazionale del Tirreno e campionato del mondo ILC Maxi) hanno regalato a Chieffi la terza nomination al Timone d’Oro in soli quattro anni. Andò infatti molto vicino alla vittoria sia nel 1994 (primo classificato nel circuito europeo Mumm 36 al timone di Mumm a Mia! e campione italiano IMS) che nel 1995 (vincitore con la squadra italiana dell’Admiral’s Cup, sempre al timone di Mumm a Mia!). E’ stato anche questo il motivo che ha portato la giuria a premiarlo, volendo attribuire così un giusto riconoscimento al timoniere italiano più costante degli ultimi anni.

Con Pigi Loro Piana su My Song

“Sul palco, in attesa che venisse annunciato il nome del Velista dell’Anno, ero molto emozionato” racconta Tommaso Chieffi. “Ero stato già candidato due volte per successi importanti: la vittoria dell’europeo Mumm 36 e dell’Admiral’s Cup che, però, non erano stati sufficienti a farmi vincere il Timone d’Oro. Così, quest’anno, ho detto che speravo non si trattasse di un premio alla carriera, una battuta per togliermi di dosso la tensione. E’ un premio molto bello da vincere e, accanto a velisti così importanti come Devoti, Vascotto e il giovane Bursic, temevo di passare ancora una volta inosservato. In quelle due occasioni, però, mi ero reso conto che bisognava fare di più. Nel ’97, visto il mio programma di regate, penso di avere dato il massimo, lasciandomi sfuggire solo l’europeo IMS per colpa di un tronco galleggiante. Con questa vittoria voglio ringraziare in particolare Silvia Berti (suo ufficio stampa), determinante nel far conoscere i miei successi al grande pubblico”.

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