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Egoist, il daysailer secondo Briand… è lungo 30 metri!

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In questi ultimi anni, nel mondo dei Maxi, si è assistito a una vero e proprio proliferare di 100 piedi commissionati da “paperoni” che hanno voglia di correre.
Il fortunato armatore che ha ingaggiato l’archistar della nautica Philippe Briand va invece controtendenza. Voleva un 30 metri in stile modern-classic cruiser, facile da condurre, anche in solitario: Briand lo ha accontentato con l’Egoist 100, un bolide in carbonio che fa dell’eleganza il suo punto di forza.

TRA IL CLASSICO E IL MODERNO
Una tuga filante e aerodinamica, una coperta flush e un pozzetto centrale vecchio stile caratterizzano la barca, che torna indietro nel tempo anche nel design della poppa, con uno slancio davvero “d’antan”. Il dritto di prua è invece pressoché verticale e segue gli ultimi dettami in fatto di racer-cruiser, con tanto di lunga delfiniera integrata. L’Egoist presenta un quadrato molto accogliente, una cabina armatoriale di extralusso e confortevoli cabine anche per due membri di equipaggio. Un vero e proprio day-sailer di 30 metri.

Philippe Briand (photo ©Guillaume Plisson)

L’ARCHISTAR BRIAND
Non a caso abbiamo definito Philippe Briand una “archistar della nautica”. Ha accumulato nella sua carriera ben 31 premi internazionali per i suoi progetti. Se si considerano anche tutti i Sun Odyssey e First di Jeanneau e Beneteau, le barche disegnate da Briand sono più di dodicimila. Nato a La Rochelle, è figlio di specialista olimpico dei Dragoni, quindi con la vela nel sangue. Già a 16 anni disegnava IOR Quarter Tonner. Tra il 1986 e il 2000 firma ben otto scafi che parteciperanno alla sfida dell’America’s Cup (tra cui French Kiss e Ville de Paris). Poi firma i maxi Mari Cha III e IV (quest’ultimo detiene il record imbattuto di traversata atlantica), due Perini (P2 e Sybaris) e tantissimi altri superyacht a vela (Inoui, Bristolian, Whimsy sono solo alcuni suoi successi).

1 Comment

  1. Enrico ha detto:

    bellissima ma ..pensare di condurre facilmente in solitario un 30 metri (per quanto ben attrezzato allo scopo) non è cosa realistica, soprattutto in ottica daysailer cioè con manovre di ormeggio frequenti.

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