Quel volpone di Le Cleac’h è in fuga (intanto, cadono alberi)
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Nell’oceano Indiano, Le Cleac’h, secondo classificato nei Vendée 2008 e 2012, si è affiancato a Thomson e i due hanno dato luogo a un match race lungo un oceano anche se, almeno a giudicare dalle immagini girate dalla tv francese al largo delle sperdute isole Kerguelen, sembrava che Banque Populaire VIII stesse navigando in modo più conservativo. Da Cape Leeuwin in poi Le Cleac’h ha azionato il turbo: il Pacifico lo ha premiato, adesso sta navigando verso capo Horn sfruttando una depressione (dalla quale rimane fuori Thomson) con un vantaggio di oltre 500 miglia. Le cose si sono messe davvero bene per Armel, che si prepara ad affrontare la risalita dell’Atlantico da leader.

La lotta all’ultimo sangue si è spostata tra il terzo e quarto posto: Paul Meilhat (nella foto) su SMA (1.300 miglia da Le Cleac’h) deve difendersi da Jérém,ie Beyou su Maitre Coq, che lo tallona a 30 miglia di distanza. Beyou può contare inoltre sui foil. Al quinto posto il buon Jean-Pierre Dick che si era rifugiato nello stretto di Bass per fuggire dalla tempesta e ora, in Pacifico, è ritornato in corsa.

INTANTO, CADONO ALBERI E SI URTANO OFNI
Nel frattempo, si susseguono i danni tra gli inseguitori: Stephane Le Diraison (skipper di Cie du Lit – Boulogne Billancourt) ha disalberato mentre stava navigando con 35 nodi d’aria. Lui sta bene e e si sta dirigendo verso l’Australia a 4 nodi di velocità. Danni ancora peggiori per Thomas Ruyant, skipper di Le Souffle du Nord pour le projet Imagine: ha colpito l’ennesimo OFNI. L’urto ha causato una via d’acqua e la rottura di un timone. A motore, Ruyant si sta dirigendo verso Bluff, la città più a sud della Nuova Zelanda.
IL VIDEO DI RUYANT IN DIFFICOLTA’
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