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Bufera di polemiche sulla ARC: ma che senso ha regatare a motore?

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schermata-2016-12-19-a-13-22-16“Che cosa siete disposti a fare per vincere un premio in regata”, chiedono i redattori di Yachting World, “ve la sentite di navigare per giorni e giorni accompagnati dal fastidioso borbottio del motore diesel, facendo credere a tutti gli altri che state veleggiando sospinti dalla vostra ‘brezza personale’? Vi aspettate anche che il vostro equipaggio menta per avvalorare la vostra tesi?”. Si tratterebbe di domande retoriche tra sportivi, la risposta sarebbe un NO in stampatello maiuscolo. Ma il condizionale è d’obbligo, perché è un fatto reale quello che ha spinto i nostri colleghi inglesi a porre il quesito. (fonte immagine http://thecanarynews.com/)

schermata-2016-12-19-a-13-19-40GLI “SMOTORATORI” DELLA ARC
Alla ARC di quest’anno sono volate accuse pesanti: accuse che parlano di barche che hanno usato il motore non dichiarandolo, solo per arrivare prima degli altri. Nella divisione “Cruising” della regata/traversata atlantica più famosa del mondo (2.700 miglia da Las Palmas di Gran Canaria a Rodney Bay, a Saint Lucia ai Caraibi), dove spesso gli equipaggi sono composti da famiglie con bambini, i partecipanti possono accendere il motore per la propulsione, basta che all’arrivo dichiarino le ore di motore totalizzate. La penalizzazione varia a seconda delle condizioni meteo incontrate durante la traversata e il suo coefficiente non è reso pubblico fino alla fine, ma si sa che nel 99% favorisce lo “smotoramento strategico” durante le calme piatte. Questa edizione ha conosciuto venti più leggeri del solito, quindi è stato fatto ampio uso del motore da parte di tutta la flotta di barche meno “corsaiole”: non ci sarebbe nulla di mare peccato che pare che molti abbiano dichiarato molte meno ore del dovuto. Pensate che alla ARC+ (da Capo Verde a Saint Lucia) la barca che ha vinto in tempo reale nella sua categoria ha dichiarato 5 ore motore ma le voci di banchina parlando di 11 giorni di “smotorata”! Senza nessuno che faccia una protesta ufficiale al Comitato di Regata, però, non si può far nulla, e i “furbetti” se la scampano.

FATEVI UNA VOSTRA TRAVERSATA!!!
Posto che non denunciare simili gesti rende in un qualche modo complici
, noi ci interroghiamo se davvero abbia senso tutto questo. Spendere una barcata di soldi per partecipare a una regata che rimane impegnativa (quest’anno una barca è persino affondata), che per molti è il sogno di una vita, e sporcarla con un comportamento stupidamente disonesto. Cari “smotoratori”, fatevi una traversata per conto vostro (perché non chiamarla AREU, Atlantic Rally for Engine Users, traversata atlantica per utilizzatori di entrobordo?) e non cercate di fregare chi ha voglia di navigare per davvero!

GLI ITALIANI ALLA ARC
Per quanto riguarda gli azzurri che hanno partecipato alla ARC, sono da sottolineare la vittoria dello Swan 90 Woodpeckercube in Cruising A, del Beneteau 50 Orso di Mariano Berlendis in Cruising D (terzo overall nella Cruising), del GS 50 Bluetangos Two di Federico De Lisi in Cruising E. E ancora il terzo posto dell’Hallberg Rassy 48 Falabrach di Filippo Fermé in Cruising F.

4 Comments

  1. Loredana ha detto:

    … quando anche in regate di spessore inferiore e meno altisonanti, il motore viene usato …da molti regatanti, i quali magari si posizionano anche bene in classifica.. direi che sia esplicativa la più completa mancanza di sportività che é nel dna di moltissime persone. Naturalmente si rileva non solo dall’uso del motore, ma anche dall’uso di vele non permesse dai certificati Irc e Orc, da mancanza di rispetto delle dotazioni richieste dalla tipologia della classificazione della regata. Questo è un’argomento dolente, la cultura del rispetto e osservazione delle regole in mare, sono uno specchio della vita ! Loredana

  2. Marco Morosi ha detto:

    Partecipai all’edizione 2008, anche allora ci furono 2 gg. di totale calma. Noi utilizzammo il motore per 6 ore, giusto x non dover ammainare la randa che sbatteva sull’onda lunga.
    Arrivati dichiarammo le ore e scoprimmo di essere secondi di classe. Il primo ovviamente non dichiarò nulla. Pazienza !
    Il problema e’ che l’ARC viene sempre dipinta come una regata, ma non lo e’ !! E’ un Rally, cioè un gruppo di persone che hanno paura ad attraversare l’Atlantico da sole e preferiscono farsi seguire da qualcuno. Negli anni e’ divenuta famosa come fosse la Coppa America, e davvero non capisco… la RORC Atlantic e’ una regata !
    Ormai sembra che chi vuole attraversare debba tassativamente fare l’ARC, se no e’ un poveraccio… se no poi comr fai al bar a dire che hai attraversato l’atlantico ?

  3. Alessandro ha detto:

    La Vela sta proprio finendo

  4. Leonardo Cattaneo ha detto:

    Quanto carburante comportano 11 giorni di “smotorata”? Con la mia barca 1840 litri per fare 1840 miglia. Non sono un po’ troppi? Dove li avrebbero stivati? Noi abbiamo fatto la ARC nel 2011, siamo stati fermi nella bonaccia più di quattro giorni, ma non abbiamo usato il motore, perchè ci pareva di rovinarci una grande esperienza. Lo avremmo acceso solo per non perdere gli aerei di ritorno, ma per fortuna non è stato necessario.

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