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Addio Pannelli solari? Basta una finestratura per produrre energia!

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jeanneauLe tendenze progettuali parlano chiaro: le barche di oggi e del futuro presentano più superfici vetrate rispetto a prima, questo aumentare la luminosità sottocoperta. E allora, perché non far sì che le finestrature producano energia sfruttando la luce? Avete capito bene, via gli ingombranti pannelli solari. Come sarà possibile? Sfruttando una tecnologia che sta venendo sviluppata dall’ENI, quella dei concentratori solari luminescenti (LSC).

concentratori-solari-luminescenti-itaLSC, CHE COSA SONO?
Come viene ben spiegato sul sito www.rinnovabili.it, “si tratta di lastre di materiale trasparente dotate di coloranti fluorescenti, ossia sostanze in grado di assorbire una quota della radiazione ricevuta dal sole e di riemetterne una parte all’interno della lastra medesima. La radiazione emessa, sfruttando il fenomeno della “riflessione totale interna”, è condotta fino ai sottili bordi della lastra dove viene concentrata su piccole celle solari che la trasformano in energia elettrica. Nel dettaglio gli LSC sono costituiti da una lastra di plastica o vetro sulla cui cui superficie o all’interno della quale sono disperse le molecole fluorescenti; queste devono essere dotate di elevato coefficiente di assorbimento ed esteso intervallo di spettro solare che deve essere “in accordo” con la risposta spettrale ottimale della cella fotovoltaica“. A dire il vero non si tratta di una tecnologia nuovissima, ma il problema in questo campo è sempre stata la scarsa efficienza: unita ad ottiche insufficienti, ne ha finora ritardato la diffusione. Eni sta colmando questo gap grazie a processi innovativi più efficienti coloranti.

immagineI VANTAGGI DEL SISTEMA
A differenza dei pannelli solari “tradizionali”, questo tipo di sistema funziona anche in condizioni di scarsa illuminazione diretta (proprio perché “la concentrazione della radiazione migliora l’efficienza di conversione delle celle fv disposte ai bordi”). Potrebbero anche costare di meno, sia a livello di investimento iniziale che di manutenzione, perché la concentrazione selettiva diminuisce il surriscaldamento delle celle.

concentratori-luminescentiL’ESEMPIO PRATICO “TERRESTRE”
Sempre da rinnovabili.it: “In esperimenti condotti in collaborazione con il Politecnico di Milano (dove alcuni pannelli LSC sono stati inseriti nella parte superiore di alcune finestre) è stato osservato che la tecnologia permette di migliorare il comfort visivo indoor. Nel dettaglio l’aggiunta di un piano orizzontale che separi la parte inferiore della finestra dalla parte superiore permette di diffondere la luce trasmessa verso il soffitto mentre quella assorbita viene impiegata per la produzione di energia elettrica. Il primo edificio ad esser dotato di pannelli LSC è stato la sede della Divisione Refining & Marketing di Eni a Roma: l’impianto, realizzato su scala dimostrativa, è composto da 192 lastre fotoattive gialle trasparenti per una superficie totale di 60 m2 ed è in grado di produrre una potenza di 500 Wp. Tutta l’energia così ottenuta è impiegata per la ricarica di biciclette elettriche. Inoltre la speciale pensilina solare è utilizzata come “laboratorio a cielo aperto” per studiare il comportamento dei concentratori nel tempo e in varie condizioni di luce, al fine di aumentarne l’efficienza e la stabilità e di rendere i costi maggiormente competitivi“.


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