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Conosci davvero gli Swan? Scopri la vera storia della nascita di un mito della vela

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1771_006Vuoi conoscere la storia degli ultimi 50 anni dello yachting? Eccotela servita in 340 fotografie, alcune incollate a mano, in un libro.

744f49c9e8580f66e4fbb4b4f0f55ddc8dc27ddbTe lo trovi tra le mani questo librone lussuoso dalle misure extra large di 36,5×28,5 cm che si chiama “Swan, A Unique Story. Through 50 years of yachting evolution” (editore Skira, euro 82). Lo ha voluto Leonardo Ferragamo, presidente da 20 anni del cantiere finlandese, un bel pezzo di storia della vela. Ferragamo ha dato un input chiaro a Vanni Galgani, direttore marketing del cantiere e a Bianca Ascenti curatrice del volume: “Non voglio una celebrazione della storia di Swan, voglio che raccontiate la storia dell’evoluzione della vela in questi 50 anni”. I due hanno compiuto la missione ripercorrendo e illustrando le tappe fondamentali degli ultimi 50 anni di storia dello yachting di cui le 2.000 barche prodotte da Nautor’s Swan ne sono parte integrante.

dsc_0253_modInvece di farvi la solita recensione del libro, per farvi capire cosa ha rappresentato Swan nella storia dello Yachting, abbiamo ripreso testo e immagini di una nostra visita di alcuni anni fa a Pietersaari, la cittadina “sperduta”a 400 km dal circolo polare artico, che per raggiungerla dall’italia ci si mette una giornata, con almeno due cambi di aereo e centinaia di chilometri in auto in paesaggi, per noi mediterranei, lunari. Li nascono gli Swan, alzi la mano chi non conosce. Ecco com’è nata la storia di un mito, nata dal finanziamento di una cartiera. Buona lettura e buona visione.

Pekka Koskenkyla

Pekka Koskenkyla

LA NASCITA DI UN MITO
Tutto nacque all’alba di una mattina del 1966 a Pietersaari, una landa desolata nel golfo di Bothnia, 500 km a nord di Helsinki e 400 a sud del Circolo Polare Artico. Qui Pekka Koskenkyla, allora dipendente di una cartiera, incontrò per la prima volta Rod Stephens, fratello dello yacht designer Olin J., per discutere sulla realizzazione di una barca abbastanza piccola, solo 36 piedi, da costruire e rifinire come un piccolo gioiello. Rod rimase affascinato dai progetti di Pekka, e quel piccolo 10 metri divenne il primo Swan a vedere la luce: fu subito un grande successo. Il primo 36 piedi, disegnato appunto dallo studio Sparkman&Stephens di New York, venne varato il 17 luglio del 1967 alle quattro di pomeriggio e venne prodotto in 90 esemplari; un risultato più che eccezionale, se si considera il periodo storico.

1771_007SALVI GRAZIE… A UNA CARTIERA
I primi cinque anni di vita della Nautor furono ricchi di successi, le barche si vendevano e il cantiere divenne famoso in tutto il mondo. Come tutte le aziende dovette iniziare a strutturarsi per soddisfare le richieste. Investimenti importanti videro protagonista Pekka Koskenkyla, ma un incendio nel 1969 distrusse il cantiere e vanificò gli sforzi fatti fino a quel momento. Pekka cercò con tutte le forze di andare avanti da solo, ma alla fine dovette arrendersi e cercare un finanziatore. Lo trovò agli inizi degli anni ‘70, si trattava della cartiera Oy Wilh Schauman Ab, la stessa in cui lavorava prima di fondare la Nautor. Il ruolo di co-protagonista però gli stava stretto e da lì a breve decise di ritirarsi, divenendo il broker Nautor in Costa Azzurra.

Lars Strom il giorno in cui è andato in pensione

Lars Strom il giorno in cui è andato in pensione

LA TESTIMONIANZA DI LARS STROM
In quei giorni, venne assunto un certo Lars Ström, 33 anni, ingegnere finlandese dalle grandi capacità, era il 1973. Sono passati più di 40 anni e Lars oggi è andato in pensione. Ma perché parliamo di lui? Perché è la persona che più di tutti può raccontarci il dietro le quinte del mito Swan. Durante la sua carriera ha ricoperto diversi ruoli, divenendo infine, capo ingegnere della produzione. Una testimonianza imperdibile della storia dello yachting che ci ha raccontato in esclusiva. “Iniziai a lavorare in cantiere nel ‘73 come capo disegnatore, occupandomi fin da subito alla realizzazione dello Swan 38 di Sparkman&Stephens. Lavorare in quel periodo era molto difficile, soprattutto se il progettista si trovava dall’altra parte dell’Oceano. Per darvi un’idea, per fare una telefonata a New York ci voleva un’attesa di un giorno e mezzo“.

cs_39_swan_cup_2000_7-richnerIL SUCCESSO DELLO SWAN 38
Le calcolatrici elettroniche iniziavano a comparire, ma erano molto costose. Computer e cellulari, ovviamente, manco a parlarne. Ogni disegno veniva effettuato a mano e spedito solamente via posta. Le comunicazioni urgenti venivano eseguite via Telex. Lo Swan 38 fu subito un successo, con ordini confermati direttamente su progetto, ed è tutt’ora l’esemplare più venduto nella storia della Nautor con ben 116 scafi varati tra il 1974 e il 1979. Lavoravamo bene, eravamo un team affiatato e con lo studio S&S c’era feeling, condividevamo la voglia di stupire e di raggiungere record“.

cs_39_jrt_5228RACER CRUISER ANTE-LITTERAM
Grazie alla collaborazione di Olin Stephens, fummo per anni il cantiere più richiesto per le partecipazioni alle Admiral’s Cup. Olin è stato tra i padri fondatori del regolamento IOR e un grande esperto in rating. Fu un’esperienza molto importante, sia per lui sia per noi, e fu fondamentale per permettergli di disegnare barche comode in crociera e veloci in regata. Insieme cercavamo di costruire barche resistenti in ogni sua parte, dal singolo bullone all’attrezzatura di coperta. Per raggiungere questo scopo fu fondamentale l’esperienza apportata anche da Ake Lindqvist, esperto consulente per i Lloyd’s di Londra, che si fece avanti con i fratelli Stephens proponendoci di fare insieme un 43’. Lindqvist, divenne nel tempo anche socio di Pekka portando finanze al cantiere e soprattutto molte idee; purtroppo agli inizi degli anni ‘70 un incidente automobilistico interruppe prematuramente questa sua esperienza. Anche se breve, la sua collaborazione ci portò a raggiungere standard produttivi elevati, ci permise infatti di seguire passo per passo ciò che veniva richiesto dai Lloyd’s, l’ente certificatore più severo e importante di quel periodo“.

Disegno di Rod Stephens

Disegno di Rod Stephens

ROD STEPHENS ERA COME LE SUE BARCHE
Se in quegli anni Olin trascorreva molto del suo tempo nello studio di New York, suo fratello Rod faceva visita al cantiere almeno una volta al mese. Arrivava sempre con una sola valigetta, e per anni mi sono chiesto come faceva a rimanere a lungo lontano da casa con un bagaglio così piccolo. Non gliel’ho mai chiesto, ma con il passare del tempo mi sono convinto che Rod era come le sue barche: essenziali e mai superflue. Ogni sua “ispezione” era attesa con diversi stati d’animo da tutti i dipendenti. Il suo era più che altro un controllo sull’andamento dei lavori durante il quale verificava lo stato di ogni barca insieme ad Ake Lindqvist. Il loro tour sembrava quasi una gara a chi trovava più dettagli da modificare e relative soluzioni per migliorare il risultato finale. Il mio lavoro a quel tempo era quello di seguirli con un blocchetto su cui annotare ogni loro commento. Insieme formavano una coppia formidabile e diedero un contributo fondamentale alla crescita del cantiere. Dettavano i tempi e istruivano gli operai su come raggiungere i più alti standard qualitativi. Rod, oltre a essere un importante progettista, era anche un abile navigatore, pensate che ogni volta che qualcuno aveva un’idea per risolvere un problema Rod rispondeva: “Perfetto, l’ho già testata sul Mustang (la sua barca, ndr.) e il risultato è…”: era uno che non lasciava nulla al caso. Era conosciuto anche per una famosa lista di 143 punti che dovevano essere fedelmente perseguiti nella costruzione di uno Swan, oggi molti di questi vengono ancora presi in considerazione nella produzione attuale di Nautor”.

Ron Holland

Ron Holland

GRANDI PROGETTISTI
Lars Ström ha avuto la fortuna di lavorare oltre che con lo studio Sparkman &Stephens anche con Ron Holland e German Frers. Con Holland, all’incirca dal 1979 al 1990, si affrontò il periodo di transizione della cantieristica internazionale. I computer e relativi programmi di calcolo erano molto più diffusi e le tecniche produttive stavano cambiando. Molti armatori, affezionati al marchio Nautor non vedono di buon occhio i progetti di Holland, ma il suo lavoro è stato fondamentale per permettere continuità al cantiere. Holland fu un designer innovatore, prima con le sue barche classe Tonner, poi direttamente con gli Swan. Dette uno stile diverso un po’ seguendo le linee dettate dalla moda del tempo.

German Frers nel 1980

German Frers nel 1980

Dopo di lui, il progettista ufficiale, designato a far continuare il mito Swan, fu German Frers, ancora oggi a fianco di Nautor. Argentino di nascita, Frers non ha certo bisogno di presentazioni. Fu allievo dello studio Sparkman&Stephens e collaborò con il cantiere finlandese anche negli anni ‘80 dando vita a un altro Swan di gran successo, il 46, a detta anche di Lars uno dei migliori progetti mai eseguiti, con ben 109 esemplari in 14 anni.

97694999_fp6t6n_ajaxnetphoto_1974_solent_england_-_whitbread_round_the_world_race_end_-_sayula_ii_of-large_transcndpcyov9gw5x20qlmnylqk2exwhiaedym5xc0cbohoSWAN 65: LA MIGLIORE SECONDO LARS
Ma se si chiede a Mr Ström quale è stato secondo lui il miglior progetto di quegli anni, risponde senza nessun indugio: lo Swan 65 di Sparkman&Stephens. Come dargli torto. Fu il vincitore della prima edizione della Whitbread nell’anno 1973/74 (Sayula II di Ramon Carlin) ed è ancora uno degli yacht più eleganti e comodi. I motivi che hanno reso queste barche uniche sono da ricercare anche nelle persone che hanno lavorato in Nautor, dal carpentiere al responsabile acquisti, ognuno singolarmente ha contribuito a realizzare il sogno di una persona che voleva distinguersi nel mondo dello Yachting. Tanti sono i dettagli che hanno permesso agli Swan di quel periodo a rimanere ancora giovani, dai materiali utilizzati alla tipologia costruttiva.

cs_39__edi30271Ogni pezzo da montare a bordo, dal passauomo al tendi paterazzo doveva essere progettato, realizzato e testato internamente, secondo processi produttivi di prima qualità. Per esempio lo Swan 38, pur essendo una barca di gran successo e la più venduta, fu prodotta solo per quattro anni, dal 1974 al 1978. Ciò perché lo stampo poteva essere utilizzato solo un certo numero di volte al fine di garantire le qualità originali. Oggi la Nautor è di proprietà di Leonardo Ferragamo un velista appassionato e imprenditore di successo. A detta di molti è uno a cui piacciono le sfide, dove i requisiti fondamentali sono passione, qualità e bellezza. In poche parole la filosofia che in questi 50 anni ha accompagnato il cantiere Nautor. (Alberto Cossu)

1 Comment

  1. Carlo ha detto:

    Ciampi buon’anima ha predicato al vento sulla schiena dritta degli operatori mediatici sollecitando la loro automa capacità di critica e di cronaca. Ma tant’è, se farà una ragione.

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