developed and seo specialist Franco Danese

Mania 35, il cavallo di razza di Cesare Sangermani

Quando il fiocco è gelato e l’avvolgitore è un blocco di ghiaccio
18 novembre 2016
Regatanti occhio! Ecco cosa cambia nell’ORC del 2017
18 novembre 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

off-side-2
Avete un’idea di cosa possa significare prendere una barca abbandonata con l’idea di riportarla a navigare in mare? E’ qualcosa di molto simile all’aprire un vaso di Pandora.
Il protagonista di questa epica impresa è Antonio Carne che dopo anni di lavoro ha varato Off Side, un Sangermani Mania che da anni giaceva abbandonato sulla banchina dello Yacht Club Italiano di Genova.

SONY DSC

LE PAROLE D’ORDINE: PASSIONE E COSTANZA
“Sono serviti parecchi anni di lavoro per restituire a Off Side la possibilità di navigare” – racconta Antonio – “innanzitutto è stato necessario recuperare e ordinare tutto il materiale: winches, boma, albero, falegnameria, ferramenta. Alcuni pezzi seppur obsoleti li ho recuperati, mentre altri ho dovuto acquistarli mantenendo le caratteristiche originali della barca. Il timone, perso durante gli anni di abbandono, è stato riscostruito. Ho lavorato con tanto impegno sia sull’opera morta rifacendo fondo e colore, che su quella viva, ripristinando la coperta pur mantenendo il teak originale e sostituendo doghe inutilizzabili, sistemando gli interni, rifacendo i paglioli, il motore e le vele.

SONY DSC

Sono servite costanza e passione per portare a termine il lavoro e coronare il sogno di riportare in mare questa storica barca dalle linee classiche, eleganti e marine con cui Cesare Sangermani al timone della gemella, nel 1972 vinse la Giraglia, definendola un autentico cavallo di razza, veloce anche con bavette di vento. E ci tengo a sottolineare che il progetto di restituire Off Side al mare si è potuto trasformare in realtà anche grazie alla disponibilità dello Yacht Club Italiano e alll’aiuto di amici e di tecnici che sono stati fondamentali per il restauro”.

durand-de-la-penne-copia

Luigi Durand De La Penne

UNA BARCA CON UN PASSATO “PESANTE”
Off Side ha anche una storia alle spalle di grande spessore avendo avuto, quando ancora si chiamava Givare, come armatore un personaggio di tutto rispetto: l’ammiraglio Luigi Durand de la Penne, che nel dicembre 1941, durante la seconda guerra mondiale, ad Alessandria d’Egitto, non solo realizzò l’affondamento della nave da battaglia inglese Valiant, ma riuscì a salvarne l’intero equipaggio. Con un passato del genere, oggi Off Side, insieme al suo armatore, porterà la sua storia in giro per i mari e i porti di tutto il Mediterraneo.

2 Comments

  1. Alberto ha detto:

    Il Mania è un progetto di Sangermani costruito da Nordcantieri. Sangermani ha costruito il primo modello in legno. Poi Nordcantieri ha acquistato il progetto e messo in produzione in serie il Mania 35 in sandwich di vetroresina balsa e vetroresina che pesava parecchio di più.
    L’intenzione dell’Ing. Nicolotti, il titolare della Nordcantieri, era quella di costruire una barca che potesse competere per qualità costruttiva con gli Swan. Il mania era costruito molto bene ma il prezzo era proporzionato alla qualità e non ha avuto un successo commerciale significativo.
    Con il Mania, Sangermani vinse la Giraglia in classe IV IOR. Una edizione caratterizzata da pochissimo vento. Fino a poche miglia dall’arrivo era prima assoluta, poi l’intensificarsi del vento ha permesso alle barche più grandi di recuperare. Il Mania della Nordcantieri in regata non era per niente competitivo.
    Questa barca quindi non è un Sangermani, ma un progetto di Sangermani costruito da Nordcantieri e la barca che ha vinto la Giraglia non è una gemella, ma il prototipo, sostanzialmente diverso da questa.

  2. Marco ha detto:

    Vero quanto detto da Alberto. Comunque la mia come molti scrivono non ha il core di balsa ma di Airex, carotaggi fatti personalmente in occasione di vari strumenti installati sia in coperta che dal precedente armatore sull’opera viva. Resta comunque una gran bella barca e per chi si accontenta anche con buone prestazioni in mare. Il prototipo era 20 cm. più lungo, infatti la tughetta di prua ha 3 oblò anziché due ma la linea di galleggio resta uguale se non erro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi