developed and seo specialist Franco Danese

“Potevo essere avvocato, ora disegno vele e vinco gli Italiani”

Il regalo di Natale? Me lo faccio anticipato e navigo in Sicilia spendendo la metà
10 novembre 2016
Ora i velisti indosseranno anche… l’airbag (parola di Dainese)
11 novembre 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Presentazione  P.O. BOX GARDA LAKE 2015
“Mi sono laureato in legge e sono finito a disegnare vele. Questo è il bello della vita, non sai mai cosa ti possa riservare”. A parlare è Vittorio d’Albertas
, “Presidente” (“per favore, non chiamarmi così”) di Quantum Sails Italia, la rete di sei velerie riunite sotto il marchio in giro per lo Stivale, fresco vincitore (per la seconda volta) del Campionato Italiano Dinghy. Velista, velaio-imprenditore, crocierista con gli amici nel tempo libero. Vittorio, torinese, classe 1973, è nato in barca a vela, grazie alla sua famiglia. “Papà Adalberto e mamma Carla verso la fine degli anni ’60 acquistarono un Sangria (un vecchio Jeanneau, progettato da Philippe Harlé e lungo 7,62 metri), al quale sono succedute, nel tempo, uno Schnapps 31 di Barberis, uno Show 34 (sempre di Barberis), un Dullia 36 (forse la barca più “chiodo” che abbiamo posseduto), un X-372, un X-362 e un X-362 Sport, il Sea Whippet, con cui ci siamo tolti tante soddisfazioni in regata”.

img_9421IL “BATTESIMO” IN ALTURA
D’Albertas, da bambino, non si perde neanche una crociera estiva coi genitori, che salpavano da Santa Margherita verso la Corsica, la Sardegna e la Costa Azzurra. E neanche una regata: “Ricordo che abbiamo partecipato a più di una Copa del Rey a Palma di Maiorca: la mia prima coppa l’ho impressa nella memoria, la vinsi nel 1980, a 7 anni. Il mio primo trofeo, stranamente, lo conquistai su un’imbarcazione d’altura invece che in Optimist, la barca dei bambini”. La mancanza di una base da derivista è stato un peso per Vittorio: “Io non ho avuto la possibilità di andare in Optimist, stando a Torino. A 17 anni ero a Glenans, nel 1998 dopo l’Università sono entrato nella Marina Militare, al Centro Velico Interforze di Sabaudia: lì ho iniziato ad andare in barca a vela (sempre cabinati) con continuità, ho anche preso parte a un Giro d’Italia a Vela: partecipare alle regate era un modo per ottenere licenze…”. Un peso che si è tolto alla prima occasione utile. La vita, dicevamo, sa essere imprevedibile: “Nel 2005 ho avuto un incidente in scooter che mi ha tenuto fermo per mesi. Con i soldi del risarcimento, ho comprato il mio primo Dinghy. Mi piace il singolo, perché riesco a gestirlo meglio conciliandolo con il mio lavoro: quando posso, navigo anche in Finn”.

44833_155665794444755_7703003_nLA PASSIONE DIVENTA LAVORO
Già, il lavoro. Per d’Albertas la passione si è tramutata in professione nel 1999, finito il militare: “Entrai in X-Yachts a Chiavari come ‘galoppino’ di Piergiorgio Ravaioni. Visto che lavoravamo a stretto contatto di North Sails, finii per essere chiamato in veleria da Gigio Russo. Entrai proprio quando se ne stava andando Sandro Benigni (che era in North come sail designer dal 1989), in qualità di commerciale. Un mese dopo stavo disegnando vele. Erano tempi in cui poteva entrare in questo mondo anche chi, come me, possedesse una preparazione esclusivamente empirica ma fosse in possesso di una mente creativa”.

IL BELLO DI ESSERE VELAIO
D’Albertas si rende conto di avere trovato il suo lavoro ideale: “Disegnare vele è semplicemente bellissimo. Ti senti un preparatore a tutto tondo e puoi vedere subito il risultato del tuo lavoro. Si tratta di un mestiere in cui grande spazio è occupato dalla parte creativa”. Proprio per questo, il velaio talvolta sbaglia: “Si commettono di continuo errori, ma il punto di forza di un velaio è sapere imparare dai propri sbagli e migliorare di continuo”. Sorride: “Io ho iniziato facendo un disastro su un Perini (avevo preso le misure sbagliate sull’albero e uscirono fuori delle vele più lunghe di un metro e mezzo), ma negli anni la mia conoscenza è cresciuta immensamente. Credo che il mio punto forte sia quello di stare a metà strada tra un regatante puro privo di nozioni e un topo da biblioteca che disegna vele basandosi sulla teoria”.

dinghy12_punta_ala2015_370ERO SCARSO, SONO DIVENTATO FORTE
E una grande determinazione, un lento procedere a testa bassa: “Questo nello sport come nel lavoro. Chi mi conosce sa che, prima di vincere due volte l’Italiano di Dinghy, quante bastonate abbia rimediato a livello di risultati. Non sono un velista di talento, sono diventato forte grazie ad anni e anni di impegno (e ispirandomi ai consigli di quello che è un vero e proprio fenomeno sui Dinghy, Paolino Viacava: fu lui tra l’altro a spingermi a disegnare le vele North per questa classe, un successo). Idem a livello professionale: dopo che passai da North Italia a North Danimarca, per poi essere lasciato a casa per la crisi, passai un periodo di ‘purgatorio’. Ma non mi buttai giù e assieme a due soci, Paco Rebaudi e Filippo Jannello, decisi di riaprire la veleria Quantum in Italia nel 2009: il marchio americano non era più rappresentato dal 2005. Adesso la Quantum ha sei velerie sul territorio italiano e abbiamo ottenuti tantissimi risultati sportivi: tra gli altri, il ‘triplete’ Melges, con il titolo iridato nel 2015 tra i Melges 32 e 24 e nel 2012 con i Melges 20”. Anche in altura, con le tante regate vinte con il Sea Whippet di famiglia e tramite Quantum, Vittorio è un vincente: “Vero è che sulle derive ti fai il ‘manico’, acquisti sensibilità e senso per l’assetto, ma i cabinati sono un altro mondo: non necessariamente se sei un grande derivista avrai successo in altura, serve una visione complessiva che si può imparare soltanto passando tanto tempo a bordo”.

dalbertas-altaLA PASSIONE PER LA CROCIERA
In tutti questi anni di regate e velerie, d’Albertas non ha perso la passione per la navigazione per diletto: “Il tempo che ho a disposizione è davvero poco, ma d’estate non mi faccio mancare mai una crociera con gli amici: negli ultimi quattro anni sono stato a zonzo tra Grecia e Croazia…”.

Eugenio Ruocco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi