developed and seo specialist Franco Danese

Il cabotaggio “eco” torna in Italia: il passato diventa futuro

Ecco il nuovo presidente degli Stati Uniti cosa ne pensa delle barche
9 novembre 2016
Come nasce una barca di 60 piedi? Scoprite in cantiere il nuovo Ice 60. VIDEO
9 novembre 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

brigantes-ex-meta-ex-onice-in-restauro-1
Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato la storia della Transoceanic wind transport, società attiva nella Manica e ai Caraibi che si occupa di cabotaggio, ovvero il trasporto di mercanzie sui velieri, come si faceva una volta, quindi a impatto zero, eco.

Brigantes in un'illustrazione d'epoca

Brigantes in un’illustrazione d’epoca

IL CABOTAGGIO ECO TORNA IN ITALIA
Il cabotaggio “eco” adesso tornerà anche in Italia: grazie a Giuseppe Ferreri, Oscar e Daniel Kravina e Tobias Blome. I quattro hanno intenzione di recuperare una ex nave da carico a vela, costruita nel 1911, per adibirla al trasporto ecologico di merci a emissioni zero, sfruttando il vento e l’energia elettrica autoprodotta come mezzi di propulsione. ‘Brigantes’ (ex Onice) è l’ultimo dei velieri panteschi nel trasporto merci a vela. Il progetto di recupero prevede anche il suo impiego per la formazione professionale di marinai e il trasporto passeggeri. La nave, lunga 30 metri, è attualmente ai restauri nel cantiere Da.Ro.Mar.Ci. di Trapani, in Sicilia.

La gemella "Eye of the Wind"

La gemella “Eye of the Wind”

SI INIZIERA’ NEL 2018
Il nuovo varo è previsto per il 2018, momento in cui potrà tornare a veleggiare insieme a Eye of The Wind, il veliero-gemello già diventato famoso in tutti i mari del mondo per essere stato impiegato come set galleggiante per i film “Laguna Blu” con Brooke Shields, “Tai-Pan” e “L’Albatross. Oltre la tempesta” di Ridley Scott. Il Cantiere Da.Ro.Mar.Ci. è nato all’epoca dei Borboni ed è oggi una realtà storica siciliana dove l’arte dei Maestri d’Ascia trapanesi si tramanda da ben sette generazioni.

brigantes-ex-meta-ex-onice-in-restauro-3UN VELIERO SALVATO DALLA DEMOLIZIONE
Quando venne varato nel 1911 presso i cantieri Lühring di Brake, in Germania, si chiamava Meta ed era uno scafo in ferro chiodato lungo 30 metri, largo 7 metri, armato a goletta a gabbiole. Bottino di guerra ai francesi nel 1920, già nel 1923 arriva in Italia, dove viene adibito al trasporto di talco dalla Sardegna a Livorno. Negli Anni Cinquanta subisce lo smantellamento dell’armo velico e la trasformazione a motonave. Dal 1953, con il nome di Onice, trasporta merci tra l’isola siciliana di Pantelleria e la terraferma. Nel 1998 l’unità viene messa in disarmo e abbandonata in un angolo del porto. Nel 2016, per salvarla dalla demolizione, un gruppo di entusiasti investitori italo-austriaco-tedesco acquista l’ex-veliero. Trasferito e alato in secco presso il cantiere Da.Ro.Mar.Ci di Trapani, viene constatato il buono stato di conservazione delle lamiere dello scafo. L’avventura del recupero di Brigantes, nuovo nome attribuito al veliero, può avere ufficialmente inizio.

PERCHÉ IL TRASPORTO MERCI A VELA?
Sono essenzialmente due i motivi che hanno spinto il team Brigantes a realizzare un cargo merci a vela. Il primo è il desiderio di far rivivere un mondo ormai dimenticato, dove la navigazione sarà vissuta diversamente dall’idea del diportismo e nella quale prevarrà il contatto con l’arte marinaresca intesa come elemento funzionale e non come materia da museo. Il secondo è la voglia di fare parte di quel numero crescente di persone che vogliono cambiare le cose e che credono in un futuro sostenibile, fatto di prodotti sani, di equo-solidarietà e di economia responsabile. Un concetto economico inusuale, intrigante e autentico.

13434902_144277335981661_5166118424318381310_nPOTETE PARTECIPARE ANCHE VOI
Chiunque potrà chiedere di entrare a fare parte del progetto Brigantes, offrendo sponsorizzazioni, materiali, attrezzature, strumentazione, equipaggiamenti, dotazioni di bordo o anche manodopera volontaria. È anche possibile acquistare quote di proprietà del veliero (www.brigantes.eu), con la certezza di vivere un’avventura pionieristica in Italia e far parte di una piccola rivoluzione del trasporto merci marittimo. Grandi aziende o associazioni che quotidianamente tutelano l’ambiente e gli interessi del consumatore potrebbero avvalersi di Brigantes per trasferire via mare i propri prodotti o alimenti. L’apparato propulsivo di bordo, oltre alle vele, sarà costituito da un motore elettrico affiancato a un impianto solare/eolico. Un’occasione unica per promuovere una reale ecosostenibilità, dimostrandosi coerenti nei confronti della propria filosofia aziendale e sensibili ai problemi dell’inquinamento globale. La pagina Facebook del progetto, in continuo aggiornamento, la trovate QUI.

Da sinistra Giuseppe Ferreri, Oscar Kravina, Tobias Blome e Daniel Kravina

Da sinistra Giuseppe Ferreri, Oscar Kravina, Tobias Blome e Daniel Kravina

IL TEAM
La Brigantes Shipping Company, autrice del recupero del veliero, finanzierà il progetto attraverso un mix di fondi propri e di capitale di terzi, ai quali verrà offerta l’opzione di acquistare una quota della società e di conseguenza della nave. I protagonisti di questa straordinaria avventura sono Oscar Kravina, costruttore e restauratore di imbarcazioni e coordinatore del progetto, l’ingegnere tedesco Tobias Blome, perito nautico e consulente navale per aziende del settore marittimo, Daniel Kravina, organizzatore di eventi culturali e amministratore della Brigantes Shipping Company, l’italiano Giuseppe Ferreri, capitano di marina mercantile che ha iniziato la propria carriera proprio a bordo di Brigantes quando ancora trasportava merci tra la Sicilia e l’isola di Pantelleria. A lui sarà affidato il comando del veliero. La progettazione del refit rispetterà la normativa dell’ente di classificazione RINA (Registro Italiano Navale), uno dei registri di navigazione più riconosciuti dalla IACS (International Association of Classification Societies).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi