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“Vi spiego come ho reso elettrica la mia barca”. Ecorivoluzione alle porte?

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80d0300d-2ada-47c0-a07a-2e2ffd3aa3c7-copiaHa fatto discutere al Salone di Genova, con il suo piccolo Far East 26 che aveva un generatore economico montato al posto del fuoribordo. A Daniele Bossi di Hytem (www.hytem.it) il generatore, in questo caso rumoroso (95 decibel, ma si possono installare modelli più silenziosi) serve per alimentare il suo pod elettrico Torqeedo durante le lunghe navigazioni: “Oggi ci troviamo con dei motori elettrici perfetti, silenziosi, efficienti, senza costi di manutenzione e che ci permettono di navigare ovunque, anche nelle Aree Marine Protette”, ci racconta, “come quello che ho montato a bordo. Pesa 9 chili, contro i 90/100 di cui avrei bisogno se volessi montare un tradizionale motore endotermico dalla potenza equivalente (circa 8 cavalli), a cui andrebbe aggiunto il peso del serbatoio (io lo stimo in 50 chili). Un quintale e mezzo contro 33 chili: 9 di motore e 24 di batterie al litio”.

“IL LITIO? NON HA FUTURO”
Batterie che, secondo Bossi, nonostante lui stesso le monti in barca, non hanno futuro (sua personale opinione) e saranno sostituite presto da quelle a supercondensatori: “Tenete presente che il litio è difficile da gestire, è caro e mischiato con l’acqua è esplosivo, quindi potenzialmente pericoloso. E dato che, installando un pod, ho risparmiato spazio e peso, se non fossi interessato ad alleggerire la mia barca potrei addirittura sfruttare un banco batterie AGM o al piombo”.

schermata-2016-11-08-a-10-16-23UNA STRADA PERCORRIBILE
Questa piccola barca a propulsione elettrica totale, spiega Bossi, è il suo biglietto da visita: “Voglio dimostrare che l’entrobordo elettrico è una strada percorribile e al passo coi tempi. Le auto Tesla, le grandi navi a trazione elettrica, le voci che parlano di una legge europea che preveda accosto e ormeggio a propulsione elettrica sotto ai 15 nodi di vento: tutto va in questa direzione. L’installazione del generatore, che attraverso i caricabatterie installati sottocoperta e i regolatori di carica mi ricarica le due batterie al litio, è una provocazione, ma il bilancio energia/costi risulta vantaggioso: con i due caricabatterie inseriti (300 Watt cadauno) abbiamo riscontrato un consumo medio di 130 ml di miscela per ora; il suo rendimento nominale è di massimo 1 kW ma abbiamo misurato 1.2 kW di picco. L’autonomia del motore varia molto a seconda della velocità di navigazione: a 3 nodi so di poter andare per molto tempo, alla massima velocità invece consumo 3 kW”.

L’INSTALLAZIONE E’ FACILISSIMA
Gli chiediamo se l’installazione del pod elettrico e del sistema (riassunto nello schema della pagina precedente) sia stata laboriosa: “Pensate che i miei collaboratori, in vista dell’installazione del motore elettrico sulla barca, avevano prenotato quattro giorni di cantiere. In quattro ore avevamo finito: su una barca di dimensioni ridotte il pod è la soluzione ideale, fai tre buchini in carena e sei a posto. Potete anche montarne due, se volete!”.

LO SCHEMA A BORDO DELLA BARCA DI BOSSIvela-novembre_pagina_071

I PRIMI INTERESSATI
La semplicità di installazione, anche in retrofit, ha fatto sì che un armatore di una barca di 64 piedi abbia chiesto a Daniele di “ibridizzare” la sua amata, ovvero di dotarla di un motore ausiliario elettrico oltre al tradizionale diesel. “Tutto è possibile. Non esiste una soluzione, ne esistono un milione. Con la mia azienda, la Hytem, possiamo effettuare diversi tipi di installazione, basta che l’armatore abbia le idee chiare fin da subito sull’utilizzo che intende fare della barca. Se fai solo regate costiere e hai bisogno di risparmiare peso, basterà un piccolo motore elettrico, per crociere e trasferimenti ecco che entrano in gioco generatori o idrogeneratori (lascerei stare pannelli solari e generatori eolici, hanno un rendimento troppo basso per questo scopo)”. Le dimensioni della barca, quindi, non contano: “Le navi vanno elettricamente: i motori di trazione sono sempre elettrici per una questione fisica. Il motore endotermico ha una coppia che è una curva, il motore elettrico una retta, sei subito in coppia appena accendi. L’ideale per chi deve andare a una velocità costante. Inoltre il diesel, usato come generatore, è estremamente efficiente se viaggia a regime costante. Se non lo stressi (2000 giri al massimo), ti durerà per tutta la vita!”.

DIMMI CHE BARCA HAI, TI DIRO’ IL MOTORE CHE FA PER TE
Supponiamo di essere crocieristi che decidano di passare all’elettrico, perché è il futuro, per scelta ideologica e responsabile, o per valutazioni di tipo economico sul lungo periodo (zero costi di manutenzione e di carburante). “Se non avete motore a bordo, un pod elettrico è la soluzione migliore. L’installazione è davvero veloce, come vi ho detto. Se invece a bordo avete già un motore endotermico con trasmissione in linea d’asse, io vi consiglierei una soluzione ibrida, semplicemente calettando sulla linea d’asse un motore elettrico. I vantaggi sono evidenti: posso spostarmi in totale silenzio e senza inquinare. Mi si scaricano le batterie? Accendo il mio vecchio motore endotermico, mentre mi muovo il mio motore elettrico mi diventa un alternatore (e quindi genera energia) e mi ricarico le batterie. Oppure, se ho mare contro e voglio recuperare quel nodo che mi ruba il motore elettrico spento e trascinato, lo scaletto completamente. Disponete di un entrobordo con trasmissione S-Drive? No problem: esistono fornitori, come Ocean Volt, che ti danno il pacchetto motore elettrico e saildrive da sostituire direttamente al vecchio entrobordo. Oppure altri che sfruttano l’S-Drive esistente: dato che si tratta di un ingranaggio che termina con un perno, si interviene su quest’ultimo, senza modificare la guarnizione”. Dal punto di vista economico, conviene passare alla propulsione esclusivamente elettrica? Probabilmente sì, sul lungo periodo. Intanto perché non pensare agli indubbi vantaggi di una soluzione ibrida?

 

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1 Comment

  1. ciriani paolo maria ha detto:

    Certo è che non sono state sfruttate bene le conoscenze ormai antiche acquisite per esempio dai sommergibili e sulle motrici elettrodiesel ferroviarie: si potrebbe sfruttare il diesel, già installato, come generatore di elettricità che a sua volta aziona il motore elettrico?

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