developed and seo specialist Franco Danese

Blackout a bordo: non funziona più il Gps. Cosa fai?

PARTITI! Vendée Globe, 29 temerari alla conquista degli oceani
6 novembre 2016
FOTO C’è un samurai al Vendée Globe (e ha già fatto innamorare il web)
7 novembre 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Abbiamo ipotizzato una navigazione da Civitavecchia verso Cagliari, dopo 20 ore dalla partenza (all’una di notte) a una media di circa 5 nodi, bordeggiando di bolina. E’ l’una di notte quando a un certo punto il tuo Gps ti abbandona. Non hai la più pallida idea di dove ti trovi. Ti sei dimenticato di aggiornare la carta nautica e anche il diario di bordo. Il telefono cellulare non prende e non hai nessun tipo di navigatore satellitare alternativo…. solo la bussola. Come calcoli approssimativamente la tua posizione? Dove ti dirigi e come fai a capire in che luogo ti trovi?

DSC_0009LA RISPOSTA ARGUTA DI UN LETTORE
“Solitamente navigo in Adriatico e in Croazia”, scrive Emanuel Fischer, “ci sono zone dove il Gps “salta e impazzisce”, il punto nave si sposta a zig zag sulla mappa elettronica e porta fuori rotta l’autopilota. Le traversate notturne quando tutto è tranquillo sono meravigliose, sotto i bambini dormono, sopra le stelle sono incredibili e so che verso le 5.00, alle prime luci dell’alba, mia moglie diventata abile e appassionata velista, verrà a darmi il cambio. Sono abituato a segnare sul giornale di bordo ogni ora il punto nave, la direzione, la velocità e le varie note, è un modo per passare la notte, oltre che schivare le varie navi che incrociano, e ricordarsi di splendide navigazioni. Ponendo ora l’ipotesi della situazione descritta, caso assolutamente possibile, la prima cosa è quella di controllare o ristabilire la rotta in “manuale” nel caso l’autopilota impazzisca il più velocemente possibile. Talvolta nelle lunghe traversate lascio l’autopilota in manuale, controllo solo la corrispondenza della rotta con il Gps, se avessi fatto così anche in questa occasione avrei avuto meno problemi.

Secondo passo è sapere dove si è, so che sono partito 20 ore fa ed ho sempre bolinato con una rotta vera in direzione di Punta Santa Caterina ossia Rotta Vera 210° , lo verifico ora sulla carta nautica visto che non me l’ero segnata. Poi stimo in base alla barca la mia velocità che con 5 nodi di bolina posso approssimare a circa 3,6 ( la metà della diagonale del quadrato 5×1,41/2) di velocità VMG nel Gps verso il mio punto di arrivo waypoint. Ormai si parla così a bordo: tutti diventati Gps dipendenti, ma d’altronde quanto è comodo?

Sono queste situazioni che ci fanno capire quanto sia importante conoscere la (propria) barca e benedire le note appuntate in passato sul giornale di bordo, che tornano utilissime per conoscere le prestazioni anche di una “normale” barca da crociera; infatti certamente avremmo incontrato in passato una situazione simile dove sia stata annotata la VMG. Ma pensando di non essere sulla mia barca, ecco che i 3,6 m/h possono andare bene. 20 ore per 3,6 fanno circa 72 miglia rotta 210° che ho mantenuto (bolinando) mi danno un punto nave stimato di 41° 3’51’’N e 10°57’45”E.

Benissimo, sono in mezzo al mare. Non c’è imminente pericolo di andare a scogli visto che più o meno il punto più vicino alla costa sarda è a 100 miglia! Ma d’altronde già lo sapevo di essere più o meno lì in mezzo al mare, perchè almeno ogni tanto un occhiata al Gps la si dà. A questo punto segno finalmente sul libro di bordo data, ora, posizione, direzione e velocità, nonché se bolino, la mia rotta vera. Era ora.

Poi con calma posso fare due scelte considerando che il vento di Libeccio che mi spinge è ottimale per una tranquilla navigazione, 5 nodi con un 13 metri! Sono al massimo 8-9 nodi di vento reale a meno che non fossimo su di un Hallberg Rassy di 20 anni fa dove comunque la tranquillità e la comodità sarebbero assicurate.

DOPO IL PUNTO NAVE LA SCELTA DELLA ROTTA
Visto che tutto è tranquillo o continuo a bolinare o proseguo per la rotta vera a motore, considerato che essendo andato fino ad adesso a vela ho ancora il serbatoio pieno. In entrambi i casi il mio equipaggio non corre pericolo. L’ipotesi a motore mi darebbe solo la possibilità di commettere meno errori di rotta, visto che a vela mi toccherebbe continuare a bolinare e, ammettendo che forse un po’ di ruggine con le carte nautiche ci potrebbe anche essere, la soluzione a motore non è da scartare. Ad ogni modo ognuno faccia la propria scelta, grossi pericoli non ce ne sono, al massimo qualche miglia di differenza.

AVVISTANDO TERRA
Tanto per passare il tempo, controllo i fari visibili ad una certa distanza e scopro che il primo che potrò rilevare e quello di Capo Bellavista a metà della Sardegna in prossimità di Arbatax: scopro che è a 165 m di altezza, visibile a 26 miglia, posizione del faro 39°58’8’’ N e 9°42’8’’ E. Considerando la mia rotta vera dovrei vedere il faro puntando il binocolo attorno ai 255 gradi non prima di aver fatto altre 65-70 miglia e ad una distanza dalla costa di tutta sicurezza di circa 20 miglia! E sia che le abbia fatte a vela, sia che le abbia fatte a motore a 7-8 m/h sarà comunque pieno giorno da un pezzo e avrò la possibilità di fare il punto nave con la luce del giorno usando i due metodi più semplici che non si devono scordare mai. Punto nave con due punti cospicui e punto nave con un punto cospicuo (quello con rilevamento a 90° e a 45° sapendo la velocità e il tempo = distanza tra i due punti rilevati x 1,41) Da ripassare spesso, con gli amici, i figli o la moglie, giocando con il binocolo da rilevamento per verificare se il “Gps è giusto”. Fatto il punto esatto scopro di quanto mi sono sbagliato nella stima e non è mai un granché, fino a poco tempo fa il Gps non c’era e i marinai si….

5 Comments

  1. gino ha detto:

    Salve, sono un giovane..vecchio capitano di lungo corso che navigava con bussola e sestante . E’ sempre bene mettere sulla carta nautica classica da tenere comunque a bordo, il punto ogni tot. ore ,così dall’ultimo punto segnato prima del blak out già si ha un discreto punto stimato (mettere mano al sestante per gli ignoranti naviganti di oggidì sarebbe chiedere troppo) . Poi una cosa molto semplice nel peggiore dei casi: puntare molto più a destra o più a sinistra del punto di atterraggio , e quindi scendere lungo costa quando la si avvista da sinistra o da destra a seconda della suddetta scelta ,fino al posto di destinazione.

  2. Salvatore Fiumara ha detto:

    Mai collegato il pilota al gps…. rotta stabilita in partenza, controllata periodicamente con eventuali scarrocci, velocità media nota per tante ore di navigazione….carta nautica a bordo aggiornata, come si fa a non sapere dove ci si trova? E poi mai fidarsi di un solo gps…portatile, iPad, iPhone….sono a bordo…

  3. Velastregata ha detto:

    Con il mio Oceanis 393, nei trasferimenti da Riva di Traiano al nord della Sardegna spesso da solo perchè ormai stufo di elemosinare ingaggi di amici che prima vengono sicuro, ma poi non vengono sicuramente, nella tappa con la tratta più lunga, quella di 12/13 ore dal Giglio a Portovecchio, dopo qualche ora sei nel nulla e credo sia ipocrita elevarsi a capitan findus che in caso di black out elettronico male che vada mette mano ad un bel sestante vintage di ottone….. Personalmente parto con un plotter Raymarine 95 A series da 9″ e un C70 di scorta opportunamente aggiornati, un iphone 5s e un Ipad entrambi con software Navionics, e passa la paura. Certo, ho supporti nautici cartacei in abbondanza ma in tanti anni non li ho mai aperti… stanno là

  4. Vincenzo Scotto di Palumbo ha detto:

    Mi dispiace che nessuno parli di navigazione astronomica. Quando ho cominciato a navigare con bussola e solcometro avevo sempre il sestante a bordo ed ho continuato a tenerlo anche ora. È molto utile verificare con il GPS se il punto nave astronomico è ben fatto, proprio ora che ci sono mille software che ti evitano di usare le tavole HO dell’I.I. E le effemeridi che dovevi comprare ogni anno. Un invito a tutti a comprare un sestante ed esercitarsi almeno con il sole.

  5. Marco ha detto:

    Premetto che riportare sulla carta nautica il punto nave a ogni ora è una regola fissa, per cui la situazione descritta sarebbe davvero inusuale.
    Comunque sia, rinuncerei a fare un punto nave stimato, perché probabilmente non avrei nemmeno modo di ricordare quanta rotta ho fatto con mure a sx e quanta com mure a dx. La soluzione più comoda sarebbe mettermi mure a sx per puntare verso la Sardegna, e poi andare di navigazione costiera. Se fossi con la mia barca, avrei anche con me il sestante, per cui potrei fare il punto nave con qualche rilevamento astronomico (ammesso che l’iPad dove tengo le effemeridi mi funzioni…).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi