developed and seo specialist Franco Danese

Speciale Refitting. Il momento di cambiare. Dieci domande in dieci puntate. #8/ L’energia

Dai filetti per vele digitali al porta-tender intelligente… dieci superaccessori che vedrete al METS
3 novembre 2016
A 74 anni intorno al mondo, in solitario e senza scalo! Jeanne Socrates riparte!
4 novembre 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

pelerin_2

8.In barca non mi basta mai l’energia. Come faccio?

Se vi siete accorti che la corrente a bordo non vi basta mai, perché passate tanto tempo in rada, è bene rendere tutti gli impianti più efficienti e pensare all’installazione di pannelli solari che vi garantiscano una maggiore autosufficienza. Basta comprare uno o più pannelli fotovoltaici per la nautica, un regolatore di carica e il gioco è fatto. In questo modo le batterie di bordo non rischieranno di scaricarsi e, con l’impianto adeguato sarete in grado di utilizzare l’elettricità in mezzo al mare. Da un po’ di anni sono disponibili pannelli solari veramente sottili e affidabili: fate attenzione alle differenze di costo e al prodotto che vi viene proposto. Per scoprire tutti i segreti dei pannelli solari vi invitiamo a leggere tutti i consigli sull’argomento dal nostro super-esperto Roberto Minoia

dscf1646E se siete dei “macina-miglia” valutate di installare un idrogeneratore; anche a proposito di questo argomento, sale in cattedra il nostro super esperto.
Se state pensando di cimentarvi in traversate oceaniche o comunque navigazioni a lungo raggio, un idrogeneratore può in molti casi essere sufficiente da solo a garantirvi l’autonomia energetica. L’idrogeneratore di per sé è un dispositivo semplice: si tratta di un’elichetta immersa nell’acqua, trascinata dal movimento della barca, che girando trasmette la rotazione ad un alternatore, il quale a sua volta trasforma il movimento meccanico rotatorio in energia elettrica. Il principio è lo stesso dell’alternatore del motore o del generatore eolico. Non a caso infatti alcuni modelli di idrogeneratore possono essere facilmente trasformati in generatori eolici per poter fornire energia anche quando la barca è ferma alla fonda. Sì, perché il limite dell’idrogeneratore è che può funzionare soltanto quando si sta navigando, ovviamente. Come avrete già intuito, la produzione di energia varia in funzione della velocità della barca, così come quella del generatore eolico è dipendente dalla velocità del vento. Ma la densità dell’acqua è molto maggiore rispetto quella dell’aria, e quindi consente all’idrogeneratore di produrre potenze elettriche di tutto rispetto anche a velocità di navigazione basse: diciamo a partire dai 4 nodi, aumentando esponenzialmente all’aumentare della velocità. Per darvi un’idea, un idrogeneratore con potenza massima di 300 Watt può generare 100 Watt a 6 nodi, 200 Watt a 8 nodi e 300 Watt (potenza massima) a 9 nodi. Nei vari modelli solitamente si possono installare elichette con passo differente a seconda della velocità della barca, in modo tale da ottimizzare la produzione di energia.
watt
UN TEST IN OCEANO ATLANTICO
Durante la traversata atlantica del novembre 2015 (ARC 2015) ho avuto modo di testare un idrogeneratore Watt&Sea. Era un modello di potenza non particolarmente elevata (300 Watt), ma posso garantire che in quanto a produzione di energia ha surclassato gli altri generatori elettrici che avevamo a bordo (360 Watt di pannelli solari e 400 Watt di generatore eolico). In alcune giornate abbiamo registrato oltre 300 Ah erogati dal solo idrogeneratore nelle 24 ore. La nostra barca (il Beneteau Oceanis 50 “Y2K”), super-attrezzata e quindi divoratrice di energia elettrica, con frigorifero, freezer, PC acceso per almeno 12 ore al giorno, Chartplotter, Pilota Automatico sempre in funzione 24 ore al giorno, radio SSB, ecc. ecc. consumava circa 300 Ah al giorno, quindi nei giorni in cui la nostra velocità era piuttosto elevata (oltre 7.5 nodi di media) il solo idrogeneratore si è dimostrato sufficiente a sopperire a tutti i nostri consumi energetici.
LE PRESTAZIONI NE RISENTONO POCO
A torto si ritiene che gli idrogeneratore penalizzino eccessivamente le prestazioni della barca. Noi sinceramente non ce ne siamo nemmeno accorti. Il “drag” (resistenza all’avanzamento) dell’elichetta dovrebbe essere di una ventina di kg con circa 300 Watt di potenza prodotta: probabilmente viaggiando a 8-9 nodi non subirete più di un paio di decimi di nodo di riduzione della velocità, quindi una penalizzazione del tutto accettabile. In definitiva, l’idrogeneratore è un “must” per tutte le navigazioni a vela di durata superiore ai 3-4 giorni. Unico difetto il costo elevato: per i modelli più performanti arriva a superare i 3000 euro.

IL SUPERESPERTO
Roberto Minoia ha unito la sua passione per la vela e la tecnologia sul sito www.blogdellavela.it roberto.minoia@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi