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Provata. Sense 57 In&Out: coperta e interni sono uno spazio unico

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fullsizerenderUna mattina vi svegliate con l’idea di vendere la barca a vela e comprarne una a motore. Decisi a compiere questa follia, non avete forse preso in considerazione la possibilità di diventare armatori di un Sense, la gamma di Beneteau che riesce bene a conciliare tutte le comodità di vita a bordo di una barca a motore senza rinunciare alle vostre amate vele. Sono appena tornata da Port Ginosta (Barcellona) dove ho provato in acqua il nuovo Sense 57 (e aspettiamo Parigi per vedere anche il 51).

Siamo usciti dal porto con una brezza tra i 7 e i 10 nodi perfetta per “srotolare” il Code 0, una vela che su un’imbarcazione prettamente da crociera come il Sense 58, fa decisamente sentire la sua efficacia, cambiando radicalmente la vita. Infatti, nonostante questa non sia una barca nata con velleità corsaiole, le velocità che abbiamo toccato sono state decisamente interessanti. Come si vede dall’immagine qui sotto, con un vento reale di 10 nodi e un angolo apparente di 53 gradi la nostra SOG è stata sempre superiore agli 8 nodi.

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Mentre navigando di bolina con genoa (105%, 78,5 mq, avvolgibile in dacron), abbiamo registrato velocità sempre superiori ai sei nodi con un angolo al vento apparente di 35 gradi e 10 nodi di vento reale. Il piano velico prevede poi una randa full batten in dacron da 74 mq. Albero (appoggiato in coperta e 9/10) e boma sono in alluminio, mentre il sartiame è in inox spiroidale.
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Ma diamo uno sguardo più da vicino alle caratteristiche di questa imbarcazione che si distingue per il fatto di non avere le cabine a poppa, soluzione che consente di avere un pozzetto più basso sull’acqua e praticamente all’altezza degli interni (solo tre scalini separano infatti il pozzetto dalla dinette), regalando a chi naviga sensazioni simili a quelle che si provano a bordo di un catamarano dove la separazione tra interno ed esterno praticamente non esiste. La comodità di questa configurazione è senza uguali: tutto e a portata di mano e si vive praticamente in uno spazio unico fuori-dentro. 

27/08/2016, Camaret-sur-mer (FRA,29), Chantier Bénéteau, Sense 57

Il pozzetto ne guadagna di due immensi gavoni uno a dritta con la funziona di sala macchine dove posizionare l’aria condizionata, il generatore un eventuale dissalatore ed avere così tutti i rumori concentrati in un punto solo, lontano dalla cabina armatoriale posizionata a prua. Il gavone di sinistra invece può avere diverse configurazioni a seconda delle esigenze dell’armatore: nella versione protagonista della prova lo spazio era dedicato al quadro elettrico e a spazio per lo stivaggio, ma su richiesta può diventare anche la cabina marinaio con la possibilità di installare anche la lavatrice. Al centro del pozzetto è stata trovata una soluzione molto interessante con due tavoli camaleontici trasformabili in seduta aggiuntiva o lettino prendisole.

L’altra grande novità è il bimini semi-rigido con rollbar fisso che copre tutto il pozzetto e dotato di due strutture fisse in acciaio e di una copertura che può rimanere chiusa in caso di maltempo o sole, oppure totalmente aperta manualmente se si preferisce stare all’aria.

In più sarà possibile aggiungere degli elementi protettivi laterali (disponibili come optional) che permetteranno di chiudere completamente questo spazio, che diventa così vivibile anche con cattivo tempo e nelle stagioni fredde (una soluzione, questa ultima, già adottata nel mondo dei catamarani e che ora inizia a vedersi anche sui monoscafi).

27/08/2016, Camaret-sur-mer (FRA,29), Chantier Bénéteau, Sense 57

Tutte le manovre sono rimandate in pozzetto, che è dotato di quattro winch (due in zona timoneria per le vele di prua e due vicino alla tuga per le drizze e la scotta della randa) e di corretti stopper per poter alternare scotte e drizze sui verricelli. Nella versione standard solo un winch è previsto elettrico.
Infine a poppa si apre la plancetta elettrica con telecomando di dimensioni generose (3,20 m x 0,80 m) e scaletta per l’accesso in acqua.

A prua trovano spazio il gavone dell’ancora, il musone e il verricello elettrico verticale 12 V.

Per quanto riguarda la struttura lo scafo prevede una costruzione monolitica in poliestere, doppio timone sospeso con asse in inox e chiglia in ghisa fissata p incollata con bulloni e contropiastra inox.

Sottocoperta, dove si ha una vista a 270 gradi sul mare, il layout prevede tre cabine e tre bagni con la possibilità, come abbiamo visto di ricavare la cabina per l’equipaggio.
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Soddisfatti della giornata e della prova decidiamo di rientrare in porto non prima di aver testato le velocità a motore (un 110 cv): 1.000 giri velocità 4,2 nodi, 1.500 giri 5,2 nodi; 2000 giri 6,7 nodi; 2.500 giri 7,9 nodi. La velocità di crociera a 2.200 giri è di 7,5 nodi mentre la velocità massima a 3.000 giri è di 9,2 nodi.

 

2 Comments

  1. Alberto ha detto:

    Per essere un 57 piedi è lento, sia a vela che a motore. I dati che avete pubblicato sono tipici di barche ben più piccole, da un 57 ci si aspetta di più.

  2. Daniele ha detto:

    Può sempre provare con un Pershing con eliche di superficie, dovrebbe riuscire ad arrivare prima.

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