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VIDEO Ma quale Volvo Ocean Race! Queste sono tempeste!

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Vi abbiamo proposto un bel video che ritrae gli equipaggi della Volvo Ocean Race alle prese con la tempesta. Tra i commenti ci ha colpito quello di Alessio Andreetta, che sosteneva di avere affrontato mari anche peggiori, senza i mezzi ipertecnologici ne l’assistenza che accompagna la Volvo Ocean Race. Alessio è da sei anni intorno al globo a bordo di Malafemmena (“ho fatto un giro e mezzo del mondo”), un 62 piedi che rispecchia i disegni di Sparkman & Stephens per la Swan, ma in questo caso è in alluminio per un peso totale di 44 tonnellate. Lo abbiamo contattato in quanto ci aveva anticipato di avere alcune riprese da bordo di condizioni veramente impegnative nel Mar della Tasmania e in Sudafrica a Capo Agulhas.

CHE “SVENTOLATE”!
E in effetti… di burrasca ne deve avere affrontata parecchia. Qui sotto vi mostriamo due video che ci ha inviato: il primo è nel Mar di Tasmania, da Auckland a Sydney, 10 giorni tra due cicloni uno da sud e l’altro da nord. L’altro davanti al Sudafrica. Come direbbero gli inglesi: enjoy!

MALAFEMMENA IN NAVIGAZIONE NEL MAR DI TASMANIA…

… E IN SUDAFRICA

10 Comments

  1. Biagio Celi Raimondo ha detto:

    cos’è, uno scherzo ?

  2. Andrea Castiglione ha detto:

    non mi sembrano nulla di speciale…

  3. Giacomo ha detto:

    I video sono ridicoli, di pochi secondi, mare mosso ma niente di eccezionale, altro che burrasca…..

  4. fabio ha detto:

    vergognatevi…..

  5. Alberto ha detto:

    …Se queste sono burrasche voi siete un giornaletto !
    Pochi secondi di video in mare mosso…. Ma cosa pubblicate ???

  6. giorgio ha detto:

    MAMMA MIA!!!!!!!!!

  7. nibbio.27@inwind.it ha detto:

    Ridicolo lui e ridicoli voi che pubblicate certi video

  8. Francesco Marin ha detto:

    Non occorre andare distante , Canale del Velebit ( Croazia ) ad Agosto bora 75 knt , giorno successivo per fortuna è’ scesa ….solo 65 ! 🙂

  9. mario ha detto:

    ce l’avete durissimo! complimenti

  10. Velastregata ha detto:

    A parte le immagini ridicole, brevi e affatto descrittive del problema, se quello è un mare brutto quello skipper non ha mai attraversato le bocche di Bonifacio con un bel maestraletto nostrano. Mi meraviglio poi del vostro giornalista che lo ha osannato manco fosse stato Soldini al passaggio di Capo Horn, e da abbonato alla rivista me ne è dispiaciuto un pò. Io non posso proporre immagini per l’esempio che segue poichè, per quanto capitatomi, non ho avuto un solo secondo libero, tanto è vero che non potendomi staccare dal timone ho dovuto fare pipì sui miei piedi alla base della ruota. Dunque sperando di non annoiare, per contro vorrei raccontare quanto accaduto ad un Italico skipper nel nostro banale mare di tutti i giorni. A settembre dello scorso anno 2015 sono tornato come sovente da solo col mio Oceanis 393 dalla Sardegna destinazione Fiumicino (Fiumara grande), con tappe Portovecchio, Giglio e Riva di Traiano. L’ultima tratta apparentemente più stupida del 5 settembre, quella verso Fiumicino, è stata con un previsto tempo brutto ma per diversi motivi non potevo esimermi dal traversare comunque. Verso la fine, le ultime tre ore ho navigato (motore e genoa ridotto), con onda media di circa due metri al traverso di dritta per cui scordarsi l’autopilota ma rigidamente aggrappato alla ruota come un criceto. Per giunta, la cosa che alimentava più tensione, erano i ciclici treni di onde anomale (di solito triplette ogni 5 minuti), che arrivavano anche a quattro metri, e non esagero. Inizialmente ho provato a prenderle di prua ma quando la barca arrivava a scapolare la cresta cadeva letteralmente di sotto con l’impressione che si spaccasse tutto, pertanto la cosa migliore fu di prenderle di poppa assecondando la velocità col motore surfando opportunamente (la barca ha raggiunto punte di 12 nodi, e sinceramente ero un pò preoccupato visto che sotto vela non avevo mai superato i 9 nodi). Per fortuna lo scafo solido del 393 con il suo bel “naso” dritto non è affatto incline ad ingavonarsi. Dunque da prima di Ladispoli fino all’imboccatura di Fiumara è stato un vero inferno dato anche il fondale medio di 7 metri che come risaputo, incattivisce ulteriormente l’onda di per sè già particolarmente incaxxata. Si consideri che nel raggio dell’orizzonte e per 360 gradi non ho visto un’imbarcazione in acqua per ore. Finalmente arrivato all’imboccatura di Fiumara temevo per la parte che ritenevo fosse la più difficile, centrare le due mede all’ingresso dovendo programmare una surfata di poppa cavalcando una delle onde più alte al fine di poter evitare i potenziali pericolosi banchi di sabbia. Chiamato nel frattempo il cantiere di riferimento che attendeva il mio arrivo, mi avvisarono di stare particolarmente attento all’imboccatura poichè il giorno prima con lo stesso mare, un sessantottenne con un 37 piedi era finito a scogli distruggendo la barca e venendo salvato dalla polizia intervenuta nel soccorso. Bene, una notizia incoraggiante. Aiutato dal fedele plotter Ryamarine ho fatto un veloce controllo per essere sicuro di entrare in maniera quanto più perpendicolare possibile alle mede le quali, ovviamente non galleggianti ma piantate solidamente nel fondo, hanno un’altezza di circa 2,5 metri slm in condizione di mare piatto. Aspettata l’onda giusta tra quelle più alte finalmente entrai surfando sulla cresta centrando bene le mede ma con la coda dell’occhio atterrii non poco prendendo atto che ero passato con la poppa almeno mezzo metro sopra la sommità della croce delle mede. Allo spegnersi dell’onda avvertii che un nugolo di pescatori sugli scogli aveva fatto riprese e foto con i cellulari (purtroppo che nessuno ha messo in rete). Diciamo che c’è stata un pizzico di esperienza ma aiutata da molta fortuna perchè, soprattutto trovandosi da soli, in certe situazioni non sempre ti può dire bene…… Dunque questo è quanto può succedere nella nostra pozza Italica senza dover andare necessariamente nel mar di Tasmania dove, mi pare di aver visto almeno in quel caso, che quel mare definito cattivo, rispetto ad una giornata di vero maestrale Sardo, sembra una vasca da bagno con annesse colorate paperelle.

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