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Così mi sono innamorato della Bretagna / Parte 2: Concarneau

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Marco Zanini, bolognese (vincitore del nostro concorso sulle mitiche 30 leggende della vela) è rimasto folgorato dai mari dove è cresciuto il suo mito Tabarly, in Bretagna, e ha deciso che avrebbe voluto navigarci a tutti i costi. E così ha fatto. In due puntate vi proponiamo la sua avventura. Nella prima parte (
LA TROVATE QUI), dal taglio decisamente turistico, “l’innamoramento” di quei mari freddi e ventosi, così distanti per noi amanti del Mediterraneo (eppure così affascinanti), nella seconda e terza la preparazione della barca e la navigazione. Buona lettura!

308256_2035980940644_2064329684_nLA SCELTA DELLA BARCA PIU’ “BRETONE”
“Appena rientrato in Italia procedo con la messa in opera del mio progetto. Inizio a raccogliere informazioni in merito chiedendo a chi abbia qualche esperienza di navigazione nelle acque bretoni. Sopratutto mi interessa un eventuale noleggio di una barca decente per questi mari, non i soliti “camper a vela”. Nel forum Amici della Vela mi risponde Renato, un gran personaggio che prima di me è stato folgorato da questi mari. Mi dà il contatto per un noleggio “speciale”, un Pogo 10.50 a deriva mobile. Pensavo fosse praticamente impossibile noleggiare un Pogo! Non posso perdermi questa occasione, devo assolutamente contattare il noleggiatore. Presto fatto (siamo ad ottobre ero appena rientrato dalla vacanza), mi risponde e mi da l’unica disponibilità per il periodo estivo, ossia la seconda settimana di giugno dell’anno successivo. Che fare? Decido immediatamente e mando una caparra di 1200 euro per fermare il performante mezzo velico.

550934_3302940773848_1610864109_nLA RACCOLTA DI INFORMAZIONI
Intanto con Renato nasce un amicizia e ci sentiamo per telefono, lui sarà in zona proprio nel periodo in cui ho noleggiato, diversamente da me lui ha comprato un Pogo nuovo e lo trasferirà in Mediterraneo proprio nel periodo estivo (mi invita pure per una tratta del trasferimento da Lorient ad Horta, ma devo declinare in quanto sono con tutta la carovana famigliare al completo e sarei di impiccio). Intanto procedo nel prendere informazioni e con l’acquisto della documentazione idonea per quel mare. Dalla libreria marittima di Parigi mi faccio spedire le carte nautiche della SHOM, un atlas delle correnti della zona e le PILOTE COTIER (di Alain Rondeau edite dalla rivista Voiles et voiliers) delle aree che ho intenzione di fare.

251938_3302945733972_1722313488_nIL GRANDE CHARLY
Arriva il momento della partenza, ho effettuato il bonifico finale a Charly (Fernbach, noi lo conosciamo bene, è un minista di livello ed è ospite fisso del nostro VELAFestival), il noleggiatore nonché direttore alle vendite del cantiere Pogostructure, sono un po’ preoccupato, mi risponde la moglie dopo due settimane dal bonifico dicendomi che il marito ha problemi con il padre in ospedale. Mi auguro che non sia un “pacco”. Arrivo a Concarneau la sera prima e Charly mi chiama per fissare l’appuntamento per la consegna della barca giusto la sera stessa : “non è un pacco meno male!!”. Il giorno dopo con un leggero ritardo arriva Charly, facciamo il check in e mi consegna le chiavi. Si scusa per gli inconvenienti in merito ai ritardi nelle comunicazioni, ma purtroppo ha perso il padre da un paio di giorni e non ha potuto seguire come si deve la clientela.

540635_3302944373938_38868368_nUNA BARCA MITICA
La barca è molto tecnica, nel “guardaroba” abbiamo uno spi asimmetrico, un gennaker, una trinchetta da armare con strallo in tessile amovibile ed una tormentina. Il Pogo è un open oceanico, il 10,50 è il fratello minore del pluridecorato Pogo 40S. Il 10,50 pesa 3 tonnellate di cui una tonnellata sta nella “quille pivotante”, che pesca 2,80m quando è abbassata e 1 m con chiglia sollevata. Su internet lessi un’intervista di un tizio che ha provato questo mezzo ed alle andature portanti pare tirasse su la chiglia e la barca planasse come un motoscafo! Certe dichiarazioni mi lasciano perplesso sopratutto per il fatto che il Pogo ha sì una deriva basculante ma diversamente da un Alubat senza deriva non è affatto stabile e la scuffia è sicura. Mi dà conferma Charly spiegandomi nel dettaglio le caratteristiche progettuali della barca: di fatto è impossibile portare questo mezzo al lasco o a qualsiasi andatura con la chiglia alzata.

IL CARTEGGIO CON IL MATERIALE DELLA FIGLIA DI 5 ANNI
La si alza solo per manovre a motore ed a secco di tela. A motore, stranamente manovra molto bene anche con la chiglia alzata. Mi serva da esperienza a riguardo di tutto ciò che si scrive in rete! La barca ha un albero, boma e bompresso in carbonio, tutte le manovre correnti per regolare ogni cosa. Strumentazione adeguata per le traversate oceaniche, computer di bordo cartografico con tabelle maree, pilota automatico onboard NKE veramente robusto e funzionale. Difettuccio di questo noleggio, non c’è il frigo ma solo una ghiacciaia a pozzetto ed il buon Charly si è dimenticato di darci le squadrette da carteggio e il mezzo marinaio, ma riusciamo a rimediare utilizzando una specie di gancio di un remo del tender ed utilizzando un righello con goniometro trovato nel materiale da disegno di mia figlia di 5 anni.

208989_3302943093906_368343674_nLA PARTENZA DA CONCARNEAU
Trasbordiamo tutto l’occorrente dalla macchina alla barca sotto un cielo grigio ed un tempo autunnale, si fa spesa e si parte , direzione Ile de Groix. Pareva di essere a novembre, vento oltre i 20 nodi e pioggia fastidiosa, bambini in cabina a giocare. L’uscita dal porto di Concarneau è un po’ impegnativa, appena fuori si deve virare a dritta per poi virare di nuovo a sinistra per rimanere nel canale di uscita, fuori da quelle acque insidiose e pericolose. Siamo con una mano di randa ed il solent rollato su frullone. Prendiamo per SE, bolina larga, siamo fuori dalle secche in acque tranquille (si fa per dire), la barca è velocissima, siamo attaccati ai 10 nodi di velocità reale rispetto al fondale, pare impossibile farla straorzare. A circa 10 miglia da Concarneau, il vento rinforza, decido chiudere il solent e armare la trinchetta (il frullone permette di aprire o chiudere la vela di prua ma non di rollarla parzialmente).

CIAO CIAO CIMA DEL ROLLAFIOCCO!
Durante la manovra di riduzione si spacca la cima del circuito del rolla fiocco! La vela di prua si apre del tutto. Imprecando ammaino il solent ed armo la trinchetta sullo strallo mobile. Si deve rientrare e comperare una nuova cima! Rientriamo ed il giorno dopo all’apertura della veleria di fronte al porto ne comperiamo una nuova e sostituiamo la cima rotta. Ripartiamo, oggi la giornata è splendida, sole, vento sempre sui 20 nodi e mare perfetto. A metà strada ci coglie un calo di vento, siamo al traverso e per guadagnare qualche miglio armo lo spi. Ora ci muoviamo a circa 5 nodi, non male per quella bonaccia. Intanto incrociamo diversi branchi di delfini. Il vento riprende e gira verso la bolina, ammainiamo lo spi e continuiamo di solent per poi passare alla sola trinchetta, il vento è passato da pochi nodi a quasi trenta in meno di un’ora.

538571_3302934453690_1510725368_nA PORT TUDY
In serata arriviamo a Port Tudy, sull Ile de Groix. Siamo nella fase calante della marea, devo stare attento ad alcune zone del porto con acqua bassa, ormai nel bacino con le chiuse non ci possiamo piu andare e quindi devo trovare un posto nell’area “fonda”. Il bello di questi porti è che chiunque sia in banchina o su altre barche è disposto ad aiutarti e a fare amicizia. Il porto è bello pieno, una famiglia di Amburgo ci invita ad ormeggiarci al inglese di fianco al suo HR48 (bellissimo) , intanto un altro paio di marinai bretoni ci aiutano nelle manovre (sono praticamente da solo nel ormeggio). Finalmente possiamo riposarci dopo una giornata piena. Sono le 8 di sera e il sole è ancora alto, tramonterà verso le 23.
Tutta la famiglia si mette in pozzetto ad ammirare quel bellissimo luogo da cartolina. Intanto incuriositi dalla nostra insolita famiglia, un paio di equipaggi circostanti, vengono a conoscerci. Sono meravigliati ed ammirati per la nostra scelta di fare vacanze lì da loro. La cosa mi ha fatto molto piacere, soprattutto per i complimenti sinceri che ci hanno rivolto, confermandoci che non è cosa da tutti prendere una barca del genere e navigare in acque non cosi´facili come quelle, praticamente da soli visto l’esiguo equipaggio.

601159_3302888492541_2142220209_nUNO SPETTACOLO UNICO
Intanto in pochi minuti un nuvolone si presenta sopra di noi, ed attacca uno scroscio violentissimo di una trentina di minuti con sole che splende da una parte e nuvolone dall’altra. Al termine del rovescio, uno spettacolo unico ed irripetibile: un magnifico arcobaleno sovrasta ile de Groix e tutto il paesaggio, le barche, il porto, le case, assumono un aspetto fiabesco e magico che solo in determinate condizioni di luce si riesce a creare. Ceniamo in pozzetto che sono quasi le dieci di sera, il sole è ancora alto; dopo cena ci prepariamo per un giro del porto e per ammirare il tramonto prima di andare a dormire.

ALCUNI CONSIGLI UTILI
Al mattino seguente la giornata pare buona, scarico con il tablet le ultime simulazioni meteo della zona per i prossimi giorni. I files GRIB sono particolari files elaborati dalla NOOA che mediante appositi programmi ti danno una simulazione dello stato barico del area che ti interessa (puoi selezionare qualsiasi area del pianeta), sono molto attendibili. Nelle 24 ore non sbagliano la mezz’ora! Mi è perfino capitato che azzeccassero le previsioni fino a 4 giorni di fila. Un ottimo programma per pc gratuito è USGRIB per chi fosse interessato, altri programmi per tablet a pagamento sono disponibili e ci sta da sbizzarrirsi per la scelta. Noi abbiamo per iPad Wheather Track del costo di pochi euro e funzionale (sempre per iphone e ipad noi usiamo per le maree TidePlan12 gratuito con estensione a pagamento).

599454_3302893892676_724260033_nIL RITORNO SU CONCARNEAU
Viste le previsioni che ci danno per i prossimi giorni vento da NW decidiamo di evitare di proseguire verso sud per Belle Iles. Mi spiace molto non poter visitare quell’isola (ed il golfo di Morbhian), ma sarebbe un problema un rientro di oltre 60 miglia (che diventano 100 con i bordi)verso Concarneau in una sol giorno con vento praticamente in prua. Abbiamo solo una settimana di noleggio e siamo già a martedi, se andiamo a Belle iles dovrei rischiare di eliminare dalla visita qualche meta che mi sono imposto di vedere tra cui l’arcipelago dei Glenans e la risalita del fiume Odet. Quindi usciamo dal porto e ci dirigiamo verso NW direzione Glenans Concarneau. Siamo fuori, visto il vento teso oltre i 25 nodi, prendiamo due mani di randa e navighiamo solo con la trinchetta. Il mare è mosso, sole che picchia cielo terso, molto bello e divertente. Purtroppo abbiamo il vento “in bocca” e ci aspettano un infinità di bordi per risalire le 30 miglia che ci separano da Concarneau.

282911_3302883652420_957906723_nCHE BOLINA!!!
Sono le 10 del mattino, prevedo di arrivare per sera a destinazione, se il vento cala (dalle previsioni grib non sembra) dormiremo al gavitello ai Glenans, altrimenti rientriamo in porto a Concarneau (abbiamo il posto gratuito anche se in Bretagna la nostra barca si ormeggia con cifre veramente economiche). Passano le ore ed il vento non cala, stiamo facendo una delle più belle boline della nostra breve esperienza di velisti. La barca è ben bilanciata, a volte lasciamo che sia il pilota automatico a governare, anche se è troppo divertente farlo da noi, d’altronde un pò di riposo ci vuole perlomeno per mangiare qualcosa in pace. I bordi sono stati un infinita’ma finalmente nel tardo pomeriggio siamo al traverso dell Ile de Penfret nel arcipelago dei Glenans. Decidiamo di proseguire per Concarneau visto il venticello non proprio da ormeggio per i Glenans che danno ridosso quasi nullo. In serata siamo a Concarneau, il sole è ancora alto, sono le 8 di sera, visto che la mattina dopo si ripartirà ci ormeggiamo al pontile di servizio. A darci una mano un gruppo di ragazzi della famosissima scuola velica dei Glenans, che anche loro hanno base in quel porto.

UN PAISA’ IN BRETAGNA
Lì un signore di mezza età che stava nel loro gruppo ci risponde in italiano, pensavo fosse un gentile tentativo di praticare con la nostra lingua. Invece era un nostro connazionale. Facciamo subito amicizia, si complimenta con noi per essere la prima famiglia e l’unica di connazionali che va a fare vela da quelle parti. In pratica lui sta lì un annetto a lavorare per la famosa scuola velica; si fa alternando un mesetto di navigazione ed uno al lavoro in un cantiere di proprietà della scuola a sistemare le numerose barche che hanno. Alla fine di questa esperienza gli verrà dato l’ambito riconoscimento di “moniteur” (l’equivalente di istruttore velico della rinomata scuola, da quello che ho capito). Con un po’ di rimpianto ed invidia, visto che tale esperienza ormai per me è preclusa (dovrei lasciare lavoro e famiglia) lo saluto”.

Marco Zanini

CONTINUA…

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