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#15 La lettura dell’estate. Attorno al mondo su una barca di 6,50 metri. Capo Horn

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Schermata 2016-08-03 alle 12.26.4410 febbraio 2010. Un branco di delfini, costituito da una ventina di esemplari, nuota freneticamente attorno alla bar-ca! I delfini sono piccoli di taglia, lunghi circa un metro e mezzo, grigi sul dorso e bianchi nella parte inferiore. Il colore richiama un po’ quello delle orche. Hanno il muso appuntito e curvato leggermente verso il basso ma la cosa che mi stupisce è il loro comportamento.

Sembrano in visibilio per la barca! Si ammassano verso la prua e credo che vi si strofinino sopra! Uno si allontana dal branco per ritornare subito dopo a grande velocità, guizzando fuori dall’acqua e ricadendo di fianco. Stanno dando spettacolo! Prendo in mano la fotocamera e mi sporgo dal bompresso per fotografarli. Metto la mano in acqua e improvvisamente un delfino viene a strofinarsi sul mio braccio!

Non riesco a crederci! Ne arriva un altro che spinge via il primo e come un cagnolino viene a strofinare il suo dorso sulla mia mano! Sono senza parole. I delfini si stanno facen- do accarezzare! Fantastico! Una cosa del genere non mi era mai capitata prima. Sono bellissimi e festosi. Uno di loro ha una macchia bianca sulla punta del muso e mi dà l’impres- sione di essere il capobranco. È quello che rimane più degli altri vicino alla mia mano quando la immergo.

Navigo per giorni e giorni con code zero e randa con una mano di terzaroli. Tè con latte e biscotti per prima colazione, poi muesli con latte e dopo due ore un caffelatte. Riduco la reattività dell’autopilota per diminuire i consumi di corrente e facilitare la carica delle batterie, ma l’andatura con vento portante ed il cielo coperto non mi aiutano. La dinamo è attualmente convertita in generatore eolico e dovrei trasformarla in idrogeneratore per avere corrente.

Il 13 febbraio annoto sul diario di bordo: “Houston…ho un problema! La dinamo dell’idrogeneratore ha smesso di erogare corrente!”. La smonto più volte per risolvere il guasto e finalmente alla fine della giornata l’idrogeneratore riprende a funzionare.
Il 14 la navigazione è molto tranquilla, la velocità sui 2 nodi. Preparo delle frittelle con lo zucchero! Una delizia!
È bastato mescolare insieme con acqua bollente mezzo bicchiere di latte in polvere e mezzo di farina. Ho poi inserito la pasta ottenuta in una calza da pasticciere, realizzata in velocità tagliando l’angolo di un sacchetto utilizzato per la conservazione sottovuoto dei pasti liofilizzati. Olio bollente preparato in un pentolino nell’angolo del pozzetto, e via con la frittura ed il passaggio nello zucchero. Frittelle calde calde, una meraviglia per il palato!

Mi dico che manca solo un cartello da appendere sulla barca e la pasticceria galleggiante può aprire. Le frittelle sono un toccasana per il corpo e per la mente!

Romain, dopo avergli scritto della preparazione delle frittelle scrive: “Aless, erano buone le frittelle? Ah! Arnaud Boissières ti saluta e dice Chapeau!”. Gli rispondo: “Grazie, buon giorno/buona notte a Arnaud, fa piacere ricevere queste parole da un grande navigatore: danno nuove energie per proseguire”.
La mattina del 16 febbraio c’è calma quasi totale di vento. L’acqua è torbida, colore verde-marrone, penso a causa di particelle in sospensione e di plancton. Indosso la muta stagna in neoprene, mi lego e scendo in acqua. Provo una certa soggezione perché la visibilità è ridotta a pochi metri e temo la presenza di squali o orche nei paraggi. Non sono molto lontano dalle coste della Nuova Zelanda e potrebbe esserci qualche otaria o leone marino in giro, cosa che attirerebbe i predatori. In pochi minuti pulisco la carena con una spatola metallica, controllo gli attacchi di chiglia e mi immergo fino al bulbo per verificare che non vi siano fessure nel punto di contatto con la lama di chiglia.

Schermata 2016-08-03 alle 12.34.03Tutto sembra in ordine.
Scivolo verso poppa e controllo lo stato dei timoni, in particolare gli snodi della barra di accoppiamento dei timoni ed i perni di fissaggio delle pale allo specchio di poppa. Nessun problema. Risalgo a bordo, mi svesto e approfitto del sole per asciugarmi. La temperatura dell’aria, rispetto alle settimane precedenti è risalita molto, il termometro segna 18 °C.

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