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#12 La lettura dell’estate. Attorno al mondo su una barca di 6,50 metri. Il Grande Sud (il Grande Oceano Australe)/3

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Giorno 16 gennaio: il vento ad inizio giornata diminuisce, la bassa pressione è passata. Isso il gennaker verde per qualche ora, poi il vento rinforza e proseguo con code zero e randa a farfalla. Romain mi scrive parole commoventi: “Aless, ogni miglio che passi entra nella storia! Houuuuuu. Ciao. Buon weekend”. E il 17 gennaio: “Previsioni vento N-NW 30-25 nodi, arrivo alle Kerguelen in serata. Hioiuuu!”. Lo ringrazio, Romain mi tiene su di morale e mi fa ridere da solo con le sue grida di giubilo via messaggi satellitari. Ho infranto la barriera dei Cinquanta Urlanti, oltre i 50° di latitudine sud! Che spettacolo! Che meraviglia trovarsi qui a navigare a vela! Sono senza parole, contento, canto.
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Esco in coperta a manovrare, anche se la temperatura è di circa 4 °C non risento del freddo. Il mio equipaggiamento è in perfette condizioni e sono riuscito fino ad ora a rimanere asciutto all’interno della muta stagna. Negli ultimi giorni, è vero che ho inzuppato un po’ di berretti e calze, ma ho sufficienti ricambi ancora intonsi… e quelli sporchi e bagnati conto di pulirli alla prima giornata di sole. Sono le 17h52’ ore locali (12h52’ UTC) quando avvisto sulla mia sinistra le isole Kerguelen. Vedo bene il vulcano del Grand Ross con i suoi 1849 metri di altezza e le strie di neve sui suoi fianchi e, scorrendo verso Est, anche il rilievo corrispondente al Mont Crosbie e alla penisola Jeanne D’Arc.
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Il 19 ed il 20 gennaio il vento diminuisce. Romain mi scrive: “Bonaccia in pieno Sud!” e mi comunica il nuovo way point da raggiungere, 52°15’S / 80°E.
Impiego alcune ore a completare la cucitura del gennaker rosso lasciata in sospeso alcuni giorni fa. Approfitto delle buone condi- zioni d’onda per fare cambusa a prua. Rifornisco la mia dispensa situata nella zona centrale della barca di papaya essiccata, latte in polvere, crostini di pane e biscotti.

Schermata 2016-08-03 alle 11.37.07La sera del 20 il vento rinfresca e la mattina del giorno dopo è burrasca. Raffiche ad oltre 40 nodi. Avanzo con la tormentina e la randa ammainata o con due mani di terzaroli, la scelta dipende molto dalle caratteristiche delle onde che variano da zona a zona. Romain scrive: “Una depressione arriva sulla zona martedì 26. Dep 959 hPa – 55°6’ S / 85° E, avanza a 35 nodi. Aless, in una settima- na Cap Leeuwin! Haha e dopo metà percorso! Hou how! Vento forte per te: W-NW 45 nodi e mare grosso”.

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Il 22 gennaio il vento si stabilizza sui 35 nodi e l’oceano s’imbianca. Ogni tanto il sole si fa largo tra le nuvole e crea squarci di blu elettrico tra le onde. Il biancore dei frangenti diviene accecante, spettacolare. La bellezza del paesaggio vive in simbiosi con la sua pericolosità. Temo le forze che sono in gioco attorno a me, ma non penso che questa sia una debolezza, anzi. Penso che in alcuni casi aver paura consenta di affrontare meglio i veri pericoli e di non spendere per intero tutte le proprie energie. Un detto siciliano dice “calati juncu ca passa la china” (chinati come il giunco che passa la piena)… e ogni tanto mi accorgo che nella situazione in cui mi trovo, qui, dove la terraferma più vicina è l’Antartide, l’assecondare il maltempo, la furia delle onde, mettersi in fuga con il mare in poppa, è la soluzione più assennata per risparmiare la barca e aver salva la vita.

Schermata 2016-08-03 alle 11.40.12Un albatros solitario naviga in volo attorno alla barca da questa mattina. Compie lunghi bordi fino a scomparire dalla mia vista, come fagocitato dalle onde per riapparire diversi minuti dopo come se un frangente lo avesse creato, lasciando sulle sue ali due stelle bianche a immagine e ricordo della spuma che lo avrebbe generato. Ciclicamente l’albatros, mio compagno di viaggio, am- mara a pochi metri dalla barca, di fianco o direttamente nella sua scia, guardandomi, osservando l’albero e le mie vele scivolare via con il vento. Si dispone con il capo verso le onde e lascia che la distanza tra di noi raggiunga quel limite che una forza interna, un istinto misterioso gli impone di non superare, ed ecco che allarga le ali e riprende il volo con una maestosità che non ha uguali e torna a raggiungermi. Trascorro ore intere ad osservare gli albatros e non mi stanco mai.

 

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