developed and seo specialist Franco Danese

Vi spieghiamo perché le previsioni meteo, a volte, “sbagliano”

Alessandro Di Benedetto: intorno al mondo, da solo, senza scalo, su un 6.50 m!
12 agosto 2016
#8 La lettura dell’estate. Attorno al mondo su una barca di 6,50 metri. Rotta verso Buona Speranza/2
13 agosto 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

425767_landscape_Come mai, sempre più spesso, ci imbattiamo in previsioni meteorologiche “sbagliate”, che portano non pochi problemi a chi va per mare? Incuriositi da questo fenomeno di  “fallibilità” abbiamo chiesto spiegazioni a un meteorologo di fama internazionale, Paolo Gemelli.

fulmine-barcaLA METEO MEDITERRANEA DI FINE ESTATE
Siamo abituati a pensare al Mediterraneo come a un “grande lago” senza particolari insidie. Viene allora spontaneo chiedersi quali siano i fenomeni meteo “più pericolosi” che si possono incontrare navigando a vela nel Mare Nostrum a fine estate. Quali consigli dare a chi ci si ritrova nel bel mezzo? “Il Mediterraneo presenta alcune insidie”, ci spiega Paolo Gemelli, “in particolar modo dove le masse di aria di origine oceanica o continentale fanno il loro ingresso nel bacino: ovvero Stretto di Gibilterra, Golfo del Leone e Adriatico settentrionale. Specialmente nel mese di agosto, quando il mare ha assorbito gran parte del calore estivo, l’incursione di masse d’aria relativamente più fredda possono dare luogo a fenomeni intensi come forti temporali e relative raffiche di vento. Bisogna cercare di evitare i fenomeni di questo tipo ma una volta in mezzo a un forte temporale, la cosa migliore è stare in mare aperto lontano da altre imbarcazioni. Si tratta di una scelta contro il proprio istinto: in presenza di un forte temporale la tendenza di correre in porto è comprensibile, tuttavia lo spazio limitato e la velocità del fenomeno possono esporci a rischi gravi”.

PERCHÉ LE PREVISIONI “SBAGLIANO”?
Prendendo in esame il bollettino generale Meteomar spesso le sue previsioni non sono realistiche, perchè coprono un area troppo vasta per essere attendibili in ogni zona. Facciamo un esempio pratico. Ho ascoltato il bollettino Meteomar e la situazione descrive un’area di alta pressione che si affaccia dall’Atlantico sul Mediterraneo e un fronte freddo in transito dalla Francia verso est. La previsione sul Mar Ligure darà vento da SW e moto ondoso in aumento. Che fare, trovandosi lungo costa, nel ponente ligure, di fronte a un vento teso da NE? Spesso in una situazione come questa inveiamo contro “le sbagliate” previsioni, ma cosa sta succedendo in realtà? “Si tratta” spiega ancora Gemelli, “della classica situazione da Mistral: il barometro inizierà a salire, perché ci troviamo a ovest del centro della depressione sul Mar Ligure. In alcuni casi il Mistral sul Golfo del Leone non si attenua ma rinforza ulteriormente risparmiando il Mar Ligure ma colpendo violentemente le coste occidentali di Corsica (il centro-sud) e Sardegna. Per ovvie ragioni, il bollettino deve sintetizzare con un valore (SW in questo caso) la direzione del vento più significativo in una certa zona lasciando alla competenza di chi legge i necessari aggiustamenti. La situazione descritta è una delle più classiche del Mediterraneo. Sul Mar Ligure il Mistral assume direzione SW al largo, ma molto spesso lungo la costa del ponente si ha una rotazione a NE per effetto di una piccola depressione secondaria che si crea in queste circostanze tra Liguria e Corsica”.

photoCHI E’ PAOLO GEMELLI
Paolo Andrea Gemelli è stato per anni collaboratore del GdV. Si è occupato di meteorologia marina come meteorologo dei più importanti skipper italiani (Giovanni Soldini, Mauro Pelaschier, Pietro D’Ali) partecipando come routier a varie edizioni della Route du Rhum, Transat Jaques Vabre, Ostar e Global Challenge.

 

 

 

2 Comments

  1. Gianni ha detto:

    Articolo copiato da liguria nautica (per cui scrive il gemelli tra l’altro )
    Cercare qualcosa di nuovo no?

  2. La Redazione ha detto:

    Buonasera Gianni. L’articolo che legge è stato tratto dal nostro numero cartaceo di settembre, dopo un’intervista con Gemelli che, da anni, è anche uno storico collaboratore del Giornale della Vela.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi