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Gaetano Mura Around the Globe: il sardo parte per il giro del mondo!

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“Se porterò a termine questa impresa, sarà già un record”.
Ha ragione, Gaetano Mura: il navigatore oceanico sardo (nato a Cala Gonone 48 anni fa) si prepara a compiere il giro del mondo in solitario senza scalo a bordo di un Class 40 (progetto di Sam Manuard). Ma la verve agonistica, Gaetano, la lascia gestire ai giornalisti: “Il mio giro del mondo e quello compiuto da Guo Chuan (il cinese che nel 2013, su un Class 40, aveva compiuto la circumnavigazione del globo in 137 giorni) sono molto diversi. Lui era partito da Qingdao, io mollerò gli ormeggi da Cagliari: il suo giro era di 21.600 miglia, il mio sarà di oltre 25.000”. Record o non record, è comunque l’impresa di una vita: “Se non adesso, mi sono detto, quando? Non sono più un ragazzino. E mi sono reso conto di quanto sia difficile, al giorno d’oggi, riuscire a reperire i fondi per farcela”. In questo Gaetano è in sintonia con il suo omonimo Andrea: “Difficilmente siamo d’accordo su qualcosa con Andrea Mura”, scherza, “ma in questo caso ha perfettamente ragione. Le prime difficoltà di una sfida simile sono quelle economiche, mi ritengo molto fortunato”. A poco più di due mesi dalla partenza, il navigatore sardo si sente “pronto. Prontissimo. Ho dato il massimo in termini di organizzazione della campagna e messa a punto della barca, quindi parto con la coscienza a posto. Certo, in mezzo al mare so già che mi mancherà la mia famiglia: sono un velista solitario molto casalingo”. Non si tratterà di una sfida facile: basti pensare a come è andata a Matteo Miceli, rovesciatosi al largo del Brasile mentre stava concludendo il suo giro “eco” del mondo anch’egli su un Class 40 modificato.

LOGO_MURA3IL GIRO DEL MONDO DI GAETANO
Per quanto riguarda la partenza, ci ha raccontato Mura, avverrà nella finestra tra l’8 e il 10 di ottobre, quella con il meteo più favorevole: Il giro del mondo in oltre 4 mesi si snoderà dal Mar Mediterraneo (la partenza ad ottobre è prevista da Cagliari) attraverso l’Oceano Atlantico fino al Capo di Buona Speranza, poi in senso orario attorno all’Antartide, lasciando a sinistra Cape Leeuwin (Australia) e Capo Horn, per risalire l’Atlantico e ritornare infine nel Mediterraneo. Un percorso di 25.000 miglia nautiche (46.300 chilometri). Buona parte si svilupperà in mari ostili, con condizioni meteo estreme, al limite dei ghiacci antartici. Per gestire una navigazione in solitario ed indipendente Gaetano adotterà la tecnica dei “microsonni”, alternando veglie di 2 ore a sonni di 20 minuti. I soli compagni di viaggio di questa traversata saranno gli iceberg, le balene, gli abitanti tutti del mare, le raffiche di vento che possono superare i 100 km orari e onde di oltre 10 metri. L’impresa sarà compiuta a bordo di un Class 40 allestito ad hoc per questa impresa.

GUARDA IL VIDEO

1017737_584478614937758_70284563_nLA SALUTE PRIMA DI TUTTO
Gaetano Mura sarà sotto osservazione medica giorno dopo giorno, si tratta infatti di un’occasione unica per studiare le risposte e gli adattamenti di un organismo umano alla prolungata permanenza in condizioni ambientali estreme. La sfida è stata raccolta da un gruppo interdisciplinare di studiosi e ricercatori che fanno capo ai professori Vincenzo Piras, Alberto Concu e Maurizio Porcu, del sistema ospedaliero universitario di Cagliari. Alterazione ematiche e del sistema nervoso, della forza muscolare e della capacità contrattile del cuore, frammentazione del sonno e aumento dei tempi di reazione, sistema immunitario sotto stress: questi alcuni dei rischi cui è sottoposto un Ocean Racer. Per controllare lo stato psicofisico di Mura, è previsto il monitoraggio in remoto di numerosi indicatori dello stato di funzione dei principali organi. Un controllo che avverrà quotidianamente e regolarmente attraverso sistemi sicuri, non invasivi e di facile applicazione, basati su una piattaforma informatica ICT appositamente progettata e messa a punto dal gruppo di ricerca. I principali sistemi bio-medici di controllo e acquisizione dati sono il Remote Cardiac Output Recorder, il Telemetric Brain Tracking e la Photogrammetric Motion Analysis.

180993_166241086761515_1548129_nIN CAMBUSA MANCA SOLO IL PORCEDDU…
Nell’impresa di Gaetano Mura c’è una parte essenziale: la cambusa. La cambusa conterrà alcune eccellenze agroalimentari sarde, prodotti di eccellenza, concepiti in modo genuino e autentico in una terra ricca di ambienti incontaminati e dove la qualità della vita è elevata. Alcuni di questi prodotti, come i pani biscottati, le paste, i formaggi DOP sardi, i legumi, il tonno, e altri prodotti tradizionali e certificati, come l’olio DOP di Sardegna, raccontano una dieta che ha reso la Sardegna anche una delle blue zone del pianeta, una delle zone a maggiore longevità al mondo. La longevità è, infatti, anche frutto della dieta e di uno stile di vita sano e attivo, ricco di benessere fisico e spirituale. Sono tutti prodotti adatti ad essere trasportati e conservati per mesi, in assenza di frigorifero, perché concepiti in una società agropastorale dove ad esempio il pane carasau doveva durare mesi al pastore, durante la transumanza. Gaetano Mura diventerà quindi anche ambasciatore del patrimonio agroalimentare e della cultura gastronomica sarda.

resizeCHI E’ GAETANO MURA
Gaetano Mura, 48 anni, ocean racer sardo di Cala Gonone, sposato con Carla e padre di Alessio e Marta. Naviga con ogni mezzo da quando era bambino. Oggi vuole battere il record dell’unico navigatore al mondo che abbia compiuto il giro del mondo a bordo di un Class40: il cinese Guo Chuan che, nel 2013, ha impiegato 137 giorni (21.600 miglia nautiche). Da bambino Gaetano “ruba” la piccola barca del padre Salvatore per esplorare il mare vicino casa, si imbarca su pescherecci, poi al comando di navi per il trasporto passeggeri. Il servizio di leva in Marina Militare. A 20 anni restaura il Dovesesto, un fatiscente veliero d’epoca di 23 metri e organizza crociere in tutta la Sardegna. Poi l’attività agonistica, attraverso cui scopre la grande passione per le regate oceaniche, fra cui la Minitransat nel 2009 e la Transat Jacques Vabre, la “Rotta del Caffè”, nel 2013, che riesce a concludere al 12° posto malgrado abbia disalberato e subito danni evitando la collisione con un cargo. Raccontare l’oceano, il rispetto dell’ambiente e del mare a un pubblico di tutte le età è certamente fra le sue priorità.

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