Navigare in crociera con poco vento/2: cosa fare al traverso con 5/9 nodi

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sail-crusingLa navigazione al traverso viene molto spesso sottovalutata: spesso si pensa che sia sufficiente lascare le vele per adattarle ad un angolo di circa 90 gradi, ed il gioco è fatto. Ebbene non è così.

BARBER ESTERNO
In caso di utilizzo del genoa avvolgibile è di grande aiuto predisporre un barber esterno (vale a dire una ritenuta) posizionato sulla falchetta all’altezza del punto di scotta e che porti verso l’esterno la bugna del genoa. Questa regolazione apre il canale tra randa e genoa e soprattutto permette alla balumina di lavorare in maniera più rettilinea ed uniforme cosa che invece non accade quando si lasca solamente la scotta.
CARRELLO RANDA
Il carrello della randa va portato leggermente sottovento per ridurre l’angolo di incidenza della randa rispetto al vento consentendo velocità superiori. Per dare un ordine di grandezza, può dare un incremento di velocità anche del 20/25% rispetto a una tradizionale regolazione.

L’AO per la crociera viene solitamente prodotto in nylon o in laminato leggero. Con venti intorno ai 5/6 nodi può essere utilizzato anche con angoli fino a 75/80 gradi, ma inizia a perdere efficienza a 105/110 gradi.
L’AO per la crociera viene solitamente prodotto in nylon o in laminato leggero. Con venti intorno ai 5/6 nodi può essere utilizzato anche con angoli fino a 75/80 gradi, ma inizia a perdere efficienza a 105/110 gradi.

LE VELE: A0 E CODE 0
Per andature di questo genere, e soprattutto con intensità di questo tipo, possono essere utili vele di ultima generazione come l’A0 o il Code 0. Queste vele sono molto in voga e bisogna riconoscerne i meriti. Nate soprattutto per la regata, ultimamente sono molto utilizzate anche in crociera. Entrambe hanno una fettuccia sull’inferitura dove passa un cavo antitorsione fissato ad una girella nella parte alta e a un tamburo a basso profilo nella parte bassa. Quindi possono essere utilizzate come un avvolgibile con il vantaggio che possono essere facilmente riposte quando non vengono utilizzate. Entrambe le vele hanno la caratteristica che risultano più efficienti tanto più viene cazzata la drizza; ma per poter fare questo, l’attrezzatura deve essere efficiente e resistente.

CODE 0
Rispetto all’AO il Code O è una vela più profonda in entrata e prodotta con un laminato più pesante. Viene utilizzato con angoli più ampi (da 90 a 115/120 gradi) e anche con un’intensità di vento maggiore.

Inoltre entrambi vengono utilizzati con le scotte e i punti di scotta dello spinnaker o del gennaker anche se spesso necessitano di un barber posizionato più o meno a metà strada tra il punto di scotta e la bugna. Le due vele però si differenziano tra loro per il loro profilo: l’A0 è un asimmetrico piuttosto magro in entrata e di tessuto leggero mentre il Code 0 è in genere più profondo in entrata e di un tessuto più pesante. Benché entrambe siano vele adatte per condizioni medio-leggere, il consiglio è di non farle produrre con un materiale troppo leggero e questo per tre motivi: per la durata della vela, che già di per se soffre per l’avvolgibilità; per il fatto che se viene utilizzato con poco vento ma con onda, potrebbe anche rompersi o danneggiarsi; infine, per poterle usare anche quando l’aria aumenta e conferire così alla barca una facilità di conduzione veramente disarmante e il tutto a velocità spesso superiori all’intensità del vento.

SPATA-ROBERTO1IL NOSTRO ESPERTO
Roberto Spata ha iniziato a regatare sulle derive. Si è avvicinato alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e vincendo, ad oggi, 17 Italiani, 6 Europei e 5 Mondiali.  Nel 2003 fonda la New Wind, una società di consulenza tecnica e di servizi rivolta sia agli armatori che ai più importanti cantieri italiani. www.nwind.it.

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