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Navigare in crociera con poco vento/1: cosa fare alle portanti

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gennakerLa navigazione in poppa con poco vento richiede un certo impegno per ottenere delle prestazioni che possano dare una certa soddisfazione. Le due possibilità che abbiamo per navigare in questa andatura sono l’impiego di un gennaker o di uno spinnaker. Entrambi, per un più facile utilizzo in crociera anche con equipaggio ridotto, possono essere montati con una calza che ne facilita l’issata e l’ammainata.

L’utilizzo di un gennaker è senz’altro più semplice; basti pensare al numero maggiore di manovre che comporta l’impiego di uno spinnaker: tangone, carica alto, carica basso, doppie scotte su imbarcazioni di una certa misura e maggiori difficoltà in strambata.

La calza è la soluzione ideale per navigare con il gennaker anche in equipaggio ridotto. Facilita la vita a bordo semplificando l’issata e l’ammainata della vela.

La calza è la soluzione ideale per navigare con il gennaker anche in equipaggio ridotto. Facilita la vita a bordo semplificando l’issata e l’ammainata della vela.

E’ vero che lo spinnaker in genere permette di poggiare maggiormente ma è anche vero che in condizioni di vento da 5 a 9 nodi gli angoli rispetto al vento che normalmente si raggiungono sarebbero comunque piuttosto stretti, da 115 a 140/145 gradi, indipendentemente dal tipo di vela che si utilizza e questo è un range di utilizzo tipicamente da gennaker che è una vela, soprattutto se di ultima generazione, che in queste condizioni risulta essere parecchio più efficiente.

Anche in questo caso, al fine della ricerca della migliore vmg (Velocity Made Good, la reale velocità di avvicinamento a un punto) è determinante anche la conduzione. Per esempio, utilizzare un gennaker e navigare a tutti i costi con angoli molto ampi è controproducente: si perde in velocità e sarebbe deleterio per una buona vmg. Viceversa navigare con il gennaker significa partire con angoli piuttosto stretti, anche 110 gradi, con pochissimo vento, fare partire la barca che si creerà un proprio vento apparente che, come sappiamo, girerà verso prua e ci permetterà in seguito anche di poggiare.

Nonostante lo spinnaker consenta di poggiare di più rispetto al gennaker, con venti deboli bisogna comunque tenere un angolo piuttosto stretto tra i 115 e i 145 gradi che è il range di utilizzo perfetto per il gennaker.

Nonostante lo spinnaker consenta di poggiare di più rispetto al gennaker, con venti deboli bisogna comunque tenere un angolo piuttosto stretto tra i 115 e i 145 gradi che è il range di utilizzo perfetto per il gennaker.

Gli angoli stretti quando si deve far partire la barca sono in pratica un volano per costruire il vento apparente che in seguito ci farà poggiare. Nel caso del raggiungimento di un waypoint posizionato esattamente in poppa piena sarà necessaria una navigazione a bordi e non diretta.

STRAMBARE CON IL GENNAKER
Questa manovra presuppone due possibilità: “strambare interno”, vale a dire con la bugna della vela che passa tra lo strallo di prua e l’inferitura della vela, oppure “strambare esterno”, con la bugna che passa oltre l’inferitura della vela.

Generalmente con poco vento si stramba interno ma è chiaro che per poterlo fare senza avere troppi problemi, assume un’importanza determinante la lunghezza del bompresso o della delfiniera a prua: più sono lunghe e più spazio c’è tra lo strallo e l’inferitura del gennaker durante la strambata e quindi diventa più agevole fare girare la vela. Viceversa con vento più sostenuto è senz’altro più agevole e meno complicato strambare esterno.

SPATA-ROBERTO1IL NOSTRO ESPERTO
Roberto Spata ha iniziato a regatare sulle derive. Si è avvicinato alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e vincendo, ad oggi, 17 Italiani, 6 Europei e 5 Mondiali.  Nel 2003 fonda la New Wind, una società di consulenza tecnica e di servizi rivolta sia agli armatori che ai più importanti cantieri italiani. www.nwind.it.

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