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Giraglia, il resoconto della burrasca a bordo di Gianin VI

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Gianin VI
Vi abbiamo raccontato tante storie di questa memorabile edizione della Giraglia
, quelle delle barche soccorse con tanto di elicotteri e quelle di chi avrebbe potuto vincere… ma ha preferito soccorrere l’avversario diretto. Ora lasciamo la parola a una nostra vecchia conoscenza, Ciccio Supparo, armatore dell’Hallberg-Rassy 41 Gianin VI. Non a caso abbiamo utilizzato la parola “vecchia”: Gianin è uno scafo del 1976 (ma il progetto risale al 1963), vincitore di ben due Giraglie. Questa volta non è andata altrettanto bene dal punto di vista della classifica, ma l’equipaggio ha vissuto un’esperienza, quella della burrasca, che resterà scolpita nella memoria di ogni singolo membro.

Supparo

Ciccio Supparo, armatore di Gianin VI

IL BOLLETTINO DI GUERRA
Amici di Gianin, nella regata lunga da Saint Tropez a Genova, passando per lo scoglio della Giraglia in Corsica, abbiamo passato la burrasca più forte della storia della barca, e per fortuna nessuno si è fatto molto male (alcuni solo un po’…) e tutti siamo tornati in porto salvi, barca compresa. Ma non indenni, nemmeno la barca. Uno si è un po’ divelto un dito della mano, io ho un taglio con bernoccolo di 10 cm in testa, gli ematomi e i piccoli tagli non si contano, ecc… Gianin ha perso una formaggetta di testa dell’albero di maestra, una vela polverizzata, le borose strappate, uno stopper esploso, drizze rovinate, antenne strappate, ecc…Ma la pompa di sentina, operata da me diverse volte nella burrasca, non ha tirato fuori neanche una goccia d’acqua …!

SE LA CURI NON TI TRADISCE
In questa settimana inizieremo subito i lavori di riparazione, che sono fondamentali per continuare a regatare e navigare. So che saranno fatti tutti per bene o anche meglio. E’ importante, sapete, che i lavori, piuttosto che solo fatti, (come ultimamente fanno alcuni solo per fatturare, evidentemente ben lontani dalla mentalità e dalle competenze marinaresche!!!) vengano fatti veramente per bene, anche se ci vuole qualche minuto, o qualche ora, o qualche giorno in più, … naturalmente nell’ambito della sana coscienza e dell’onesta’ dell’operatore …! Durante la burrasca abbiamo potuto resistere e continuare, perche’ la manutenzione di GIANIN, negli anni passati, è sempre stata fatta al massimo possibile, e grazie a questa attenzione maniacale, e spesso giudicata eccessiva, le cose importanti non hanno ceduto, permettendoci di tornare tutti a casa in discrete condizioni, barca compresa. In questa burrasca, per TRE barche e una QUARANTINA di persone non e’ stato così’! E quando sei li’, … nella notte, … con onde di 4 metri infuriate che martellano e sommergono e scuotono le sedici tonnellate della barca come un rametto al vento, … ed anche il tuo cuore, … proprio come nell’incubo peggiore che speravi di non vivere mai, … sei ad aspettare con terrore che qualcosa ceda, perché non sembra possibile che in quelle condizioni il tutto possa resistere … non può resistere … è ben al di là della possibilità e della resistenza dei materiali … Se non è successo, è stato proprio grazie alla attenzione ed alla professionalità di chi l’ha assistita negli anni, e, in prima fila, dei manutentori di Gianin, insieme a Franco… l’Amico di Gianin che l’ha sempre amata e trattata come una figlia Sua…“.

PER SAPERNE DI PIU’:

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