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Storie di Giraglia – “Così abbiamo passato indenni la burrasca”

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Non tutti gli equipaggi, alla Giraglia, si sono fatti trovare impreparati dalla burrasca. Uno di questi è quello di Carburex Globulo Rosso, Este 31 dell’ingegnere Alessandro Burzi. Alessandro ci ha scritto per raccontarci come ne è venuto fuori
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FINO ALLA GIRAGLIA TUTTO TRANQUILLO

Sono Alessandro Burzi, armatore e skipper di Carburex Globulo Rosso, iscritto a questa dura edizione della Giraglia Rolex Cup, portata a termine con un ottimo risultato (6 Over All in ORC) ed assolutamente indenni! Volevo riportarvi la nostra esperienza, con alcune considerazioni di come noi abbiamo affrontato la burrasca. Abbiamo doppiato lo scoglio della Giraglia intorno alle 19.00, in ottima posizione ed in lizza per la vittoria Over All in classe ORC. Fino a quel punto, le condizioni di aria leggera incontrata hanno favorito l’agilità del nostro Este 31, barca particolarmente potente ed agile con condizioni di vento leggero che riesce a farci regatare in reale con barche di 40 piedi.

IL GIOCO SI FA DURO…
Iniziato il traverso in rotta per Genova con randa piena e genoa medio, alle 22:00 abbiamo iniziato a ridurre la superfice velica in virtù del primo rinforzo che ha portato raffiche a 30 nodi con una media di 25. L’angolo era di circa 95 gradi, ed abbiamo approfittato per salire un po’ in attesa del successivo rinforzo previsto intorno a mezzanotte, per poi poter scendere con un’angolo più agevole.

COME AFFRONTARE LA BURRASCA
Già mezz’ora dopo, le raffiche ci hanno fatto intuire che l’aria sarebbe salita prima e forte (fino a 42 nodi), anche oltre quanto previsto dai modelli a nostra disposizione. Navigavamo con una mano alla randa ed a quel punto abbiamo preferito ammainare la randa da regata ed issare la randa di cappa, bordata sul boma e ridurre a prua il nostro 3 dotato di una mano di terzaroli. Questa scelta, seppur faticosa visto l’impegno dell’equipaggio ad ammainare completamente la randa, ci ha premiati consegnando una barca potente e veloce con contenuta spinta all’orza.

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
Infatti avevamo già immaginato quale configurazione utilizzare durante l’arrivo di questa forte burrasca di lasco stretto, ed avevamo da subito ipotizzato di “far tirare” la barca dalla vela di prua anziché “spingerla” con la randa. Credo che in tali condizioni, uno scafo “leggero” e veloce come il nostro Este 31, abbia notevolmente contenuto gli sforzi rispetto a scafi che, vuoi per una configurazione di vele diversa, vuoi per loro caratteristica progettuale e costruttiva nati più pesanti, hanno lamentato danni più o meno gravi a fine regata. Chiaramente è toccato lavorare ogni singola onda, puggiando e planando sulle più ripide fino alla velocità record di 16,5 nodi, ma all’arrivo Globulo Rosso era perfettamente integra, senza alcun danno ed in ottima posizione in classifica over all.

PICCOLI E VELOCI E’ MEGLIO DI GROSSI E LENTI
Chiaramente quando ci siamo avvicinati alla costa ligure, a circa 20 miglia dalla costa, l’atteso calo del vento ci ha costretti ad ammainare la randa di cappa ed issare nuovamente randa piena, arrivando ad aumentare progressivamente la superficie di prua fino ad armare lo spinnaker via via che il vento dava “a buono”. Strepitoso il lavoro del mio sailing team, manovrare in quelle condizioni non è da tutti, ma devo anche ringraziare il lavoro fatto “a terra” in preparazione delle tante manifestazioni che Globulo Rosso corre…senza una costante manutenzione della barca non è pensabile affrontare in sicurezza un circuito off-shore. Resto della convinzione che, piccoli e veloci molto spesso è più sicuro di grossi e lenti!!!”.

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