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FOTOGALLERY Salvi! Ore di panico alla Giraglia

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giraglia
Tra le barche soccorse in questa memorabile edizione della Giraglia Rolex Cup, c’era il Comet 45S Ireal di Alberto Pagliano: a bordo se la sono vista davvero brutta, soprattutto quando si sono ritrovati in balia del vento e delle onde, con il timone spezzato, senza ricevere alcuna risposta da parte dei soccorsi e dall’organizzazione e con alcuni membri dell’equipaggio ko. Leggiamo il dettagliato racconto che Alberto ha scritto per noi, ma prima vi mostriamo in esclusiva il fotoracconto del salvataggio in elicottero.

LE FOTO DEL SALVATAGGIO DI IREAL

Alberto Pagliano, armatore del Comet 45S Ireal

Alberto Pagliano, armatore del Comet 45S Ireal

SALVI! IL RACCONTO DELL’ARMATORE
“Abbiamo girato la Giraglia tra le 19.30 e le 20. Subito dopo lo scoglio della Giraglia abbiamo trovato un’onda di circa un paio di metri, con vento da ovest-sudovest di circa 20/25 nodi d’intensità. Tutto l’equipaggio è stato dotato di cinture di sicurezza. Dopo circa un’ora, un’ora e mezza, il vento è aumentato con raffiche fino a 30 35 nodi e conseguentemente le onde si sono alzate parecchio. Erano delle onde molto molto alte. A mezzanotte ho preso il timone tenendo una rotta 340/345 con raffiche fino a 42 nodi. In turno eravamo in 6, mentre i 5 smontanti turno riposavano sotto coperta.

SCATTA IL PANICO
Intorno alle 2.30, a circa 36 miglia da Genova, disceso da un’onda molto grande, nell’incavo dell’onda ho sentito un colpo fortissimo e un attimo dopo ho perso completamente il timone. Ho allertato l’equipaggio, ci siamo buttati sugli stopper per ammainare la randa (avevamo due mani di terzaroli) e il fiocchetto (il numero 3, quello più piccolo, ndr). Mentre stavamo ammainando la barca ha straorzato cambiamdo mura e poi un’un onda ci ha portato di nuovo alla poggia. Il boma è passato sul pozzetto strappando la colonnina del timone di dritta. Sono seguiti alcuni minuti di agitazione perché non sapevamo se ci fossero delle vie d’acqua.

UN ROLLIO INSOPPORTABILE
Assicuratici del fatto che non avevamo subito altri danni ci siamo tranquillizzati: abbiamo immediatamente segnalato la nostra posizione con un securité sul canale 16 per avvisare della nostra posizione. Nel frattempo la barca si era messa parallelamente alle onde con un conseguente forte rollio. Alcune onde frangevano in coperta creando un forte rimbombo sottocoperta. Quattro di noi sono rimasti sopra, gli altri sono scesi. Nonostante tutto non c’erano infiltrazioni e ci sentivamo in una botte di ferro.

“NON POSSIAMO AIUTARVI”
Appena messa la barca in sicurezza abbiamo iniziato a chiamare il Comitato di Regata sul canale 72 messo a disposizione dei partecipanti alla Giraglia, senza ricevere risposta. Abbiamo chiesto un ponte radio ma purtroppo nessuno rispondeva. Dopo circa un’ora e mezza di scarroccio ci siamo avvicinati alla costa: a circa 30 miglia da La Spezia, sono riuscito a chiamare Federico Almerighi di Veladoc, mio caro amico da tanti anni che mi ha aiutato ad azionare la macchina dei soccorsi. Abbiamo anche chiamato Carlo Simoncelli, nostro amico a bordo del Cookson 50 Cippa Lippa 8 che era già in porto a Genova, e che ci ha messo in contatto telefonico con il Comitato di Regata passandoci una signorina la quale, forse vista l’ora o la mia agitazione, non è riuscita a darci nessun tipo di assistenza rispondendo che non era in grado di aiutarmi, cosa che non ci ha messo di buon umore. A questo punto abbiamo chiamato via telefono la Guardia Costiera di Genova, già avvisata da Federico, e la Guardia Costiera di La Spezia che si sono attivate immediatamente per venire in nostro soccorso.

A BORDO C’E’ CHI PERDE CONOSCENZA
Nel frattempo alcuni membri dell’equipaggio hanno iniziato a stare male. Un membro dell’equipaggio non era totalmente cosciente. A questa notizia, la capitaneria di Genova ha inviato un elicottero per portare a terra 7 membri dell’equipaggio, in due viaggi. Rimasti a bordo in 4, la Capitaneria di Porto ha provato per due volte di trainarci ma, onde di 2/2,5 metri e vento a 23/24 nodi hanno reso l’operazione impossibile. Alla deriva, ma sempre affiancati dalla CdP, abbiamo cercato un modo per raggiungere la costa (ancore galleggianti, pagliolo legato al targone, ecc…). Intorno alle 20, a circa 10/15 miglia da Sestri levante la motovedetta CP 288 di Genova, con a bordo il Comandante Moro, ci ha trainato alle boe di Sestri con grandissima esperienza e tenacia combattendo con un’onda residua di ancora un 1,5/2 metri.

ORA ANDRO’ PER MARE PIU’ TRANQUILLO
Il giorno dopo, sabato 18, siamo stati trainati a Lavagna da Alessandro e Giammarco di Sestri Levante, alla guida di due gommoni. Alla conclusione di questa esperienza, vorrei sentitamente ringraziare la capitaneria di porto di Genova, quella di La Spezia e quella di Santa Margherita per tutto il supporto logistico e morale fornito con grande professionalità. Andare per mare ora, sapendo che ci sono persone come loro al nostro supporto, mi rende più tranquillo. Un grazie sentito anche all’equipaggio dell’elisoccorso Koala di Sarzana”.

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