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ANTEPRIMA ESCLUSIVA. A bordo dell’Oceanis Yacht 62, il nuovo gigante Beneteau

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9584©BeneteauPrendete uno studio di progettisti affermato, capace di passare da carene pensate per la regata al mondo dei multiscafi. Aggiungete un designer italiano, conosciuto nel mondo per il suo lavoro sulle barche a motore, ma anche nel complicato mondo delle auto e delle moto. Mixate il tutto con un cantiere che, dopo un periodo di calma apparente, ha tutta l’intenzione di rientrare con forza nel mercato delle barche a vela. Il risultato lo abbiamo provato in esclusiva italiana in una delle capitali della vela mondiale, Les Sables d’Olonne. I protagonisti? Lo studio Berret Racoupeau, il designer Pierangelo Andreani e il cantiere Beneteau. Insieme hanno dato vita all’Oceanis Yacht 62, un diciannove metri che lancia il colosso transalpino nel mondo dei “giganti” a portata di mano.

Les Sables d’Olonne è in fermento, mentre di primo mattino mi avvicino al pontile dov’è ormeggiato il nuovo 62 piedi: nel pomeriggio sono attesi i primi arrivi della New York-Les Sables, la regata transatlantica che vede protagonisti gli Imoca 60 che prenderanno parte, in autunno, al mitico Vendée Globe.

oceanis yachts 62
L’impatto con l’Oceanis Yacht 62 è meno “violento” del previsto. Sì, il bordo libero è alto (il che ha permesso di mantenere invece una tuga piuttosto filante), ma la presenza della banda centrale nera snellisce il tutto. Mi fermo subito a poppa e insieme ai responsabili del cantiere mi godo subito una delle chicche della barca. L’imponente specchio di poppa si apre completamente, rivelando due vere scale laterali quasi “casalinghe” e un garage del tender extralarge, dove è alloggiato un gommone a idrogetto di 2,70 metri. Il sistema concepito da Beneteau per alaggio e varo è intelligente e semplice: grazie a un verricello elettrico e a una serie di guide basta una persona per completare l’operazione in un paio di minuti.
Schermata 2016-06-10 alle 12.45.15In pozzetto gli spazi sono stati divisi in maniera corretta, con l’area per timoniere (e manovre) ben separata da quella per gli ospiti. Mi cade l’occhio sulla grande seduta di poppa, che a prima vista pare quasi eccessiva, anche come prendisole. Ma c’è il trucco: il corpo centrale della seduta nasconde una vera cucina esterna, con grill e lavandino, seguendo una tendenza che si sta sempre più affermando e che trova riscontro anche sul mercato di casa nostra. I quattro winch presenti sono a completa portata del timoniere, che può così (lo verificherò in seguito) governare la barca praticamente da solo, nonostante le dimensioni non certo ridotte.
In pozzetto si è poi optato su due tavoli separati così da lasciare libero il passaggio centrale, entrambi serviti da un divano a C capace di accogliere almeno cinque persone. Abbattendo i due tavoli, si ottengono inoltre due superfici prendisole che sembrano letti a una piazza a mezza. A questi si aggiungono altri due prendisole singoli incassati nella tuga. La presenza del rollbar libera tutto lo spazio, confermandosi una scelta sempre più presente su questo tipo di barca. L’albero a tre ordini di crocette appare più arretrato rispetto a quanto mi aspettassi, ma permette così di ottenere un’ulteriore prendisole doppio a prua.

La discesa in quadrato è particolarmente sicura, grazie a una scala dall’inclinazione ridotta e alla presenza di numerosi tientibene (finalmente, vista la loro mancanza in tante barche viste e provate nelle ultime stagioni). L’effetto di spazio è acuito dalla presenza di numerosi punti luce, che valorizzano il contrasto tra il legno scuto (ma è possibile optare anche per un legno molto più chiaro) e il bianco delle paratie e del mobilio. La cucina lineare corre lungo la murata di dritta e a prima vista appare nuda, perché tutto, dai lavandini ai fornelli, è nascosto da un piano di appoggio. Invece troviamo persino un doppio frigorifero, accompagnato in questo esemplare numero 1 da una vera cantinetta per i vini. A sinistra ecco la dinette servita da un divano laterale e da uno centrale, nel cui schienale è ricavato l’alloggiamento per la tv a scomparsa. Particolare la zona carteggio, dal design quasi “spaziale” e rivolta fronte marcia.

Abbiamo deciso di optare per questa configurazione”, mi racconta Pierangelo Andreani, “perché in questo modo chi si siede qui non è escluso dal resto dell’equipaggio seduto in dinette. E se invece deve comunicare col pozzetto, la poltrona girevole rende l’operazione immediata”.

Uscendo dal porto di Les Sables dOlonne

Uscendo dal porto di Les Sables dOlonne

Il layout della zona notte prevede tre cabine e tre bagni, con una particolarità riguardante la cabina armatoriale di prua: l’accesso avviene tramite una porta laterale, impedendo dunque la vista dell’interno a chi si trova in quadrato e garantendo in questo modo una privacy notevole. Lo spazio è decisamente sfruttato bene, con un letto comodo, una cassettiera (ma si può optare anche per una piccola scrivania), corretti spazi di stivaggio e un bagno con doccia separata. Anche le due cabine ospiti hanno la doccia separata, ma mentre il bagno di quella di dritta mi piace molto, mi convince invece meno quello di sinistra. Dato che viene utilizzato anche come bagno per gli ospiti e ha dunque un doppio ingresso (dalla cabina e dal quadrato), la disposizione doccia/wc è invertita rispetto al suo omologo di dritta e gli spazi risultano più angusti (pensando sempre che mi trovo su un 62 piedi). Curioso infine lo sfruttamento dello spazio ricavato lateralmente al garage di poppa. Beneteau ha realizzato due oblò sullo specchio di poppa che assicurano alle cabine un’aerazione ulteriore.

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Hervé Gastinel, presidente Beneteau

Puntiamo verso il mare con una decina di nodi di vento prima che la marea sia troppo bassa. All’uscita del porto già iniziano ad assembrarsi gli appassionati pronti a festeggiare i primi arrivati della regata transatlantica. Apriamo, è proprio il caso di dire, la randa; mentre la versione standard prevede randa steccata fullbatten, su questo primo esemplare è montato un avvolgitore nell’albero. Diamo subito il Code Zero e iniziamo così a navigare in totale surplace, con circa dodici nodi di vento raggiungiamo quasi i nove nodi di velocità a un angolo di 110 gradi. Mentre al timone c’è Hervé Gastinel, presidente del Gruppo Beneteau, ne approfitto per testare il sistema che il cantiere francese ha creato per evitare di scivolare a barca sbandata quando si è seduti in pozzetto. In pratica sotto una sezione della cuscineria si inserisce un “triangolo”, creando in questo modo uno “scalino” che fa effettivamente il suo dovere.

Prendo il timone mentre il vento rinforza leggermente: con tredici nodi d’aria e un angolo di novanta gradi arriviamo a 9.8 nodi di velocità. Al timone la barca fa il suo dovere, risponde ai comandi senza fretta (d’altronde stiamo parlando di un colosso di diciannove metri e circa trenta tonnellate di dislocamento) ma con precisione; per farlo accelerare è sufficiente orzare leggermente: una volta preso il suo ritmo, lo mantiene senza problemi anche dovendo passare le fastidiose onde create dalla barca fotografi che sta realizzando lo shooting. All’ora di pranzo il vento cala e non potendo rientrare in porto a causa della bassa marea, ne approfittiamo per uno spuntino e per fare il test del… garage del tender. Il sistema funziona e lo caliamo in acqua senza problemi.

Sbirciamo da vicino Maitre Coq, vincitore della New York-Les Sables

Sbirciamo da vicino Maitre Coq, vincitore della New York-Les Sables

Nel pomeriggio, continuiamo la prova anche con lo spi e soprattutto con il genoa (nel mio caso stiamo parlando di un genoa classico, ma il cantiere ha ovviamente previsto la possibilità dell’autovirante). Le buone sensazioni del mattino si confermano anche mentre navighiamo circondati dai gommoni usciti da Les Sables d’Olonne per accogliere Jeremie Beyou, che ha appena superato la linea del traguardo della New York-Les Sables.

Nel complesso l’Oceanis Yacht 62 dà il via a una sfida notevole per Beneteau, che entra di petto in un mercato, quello dei grandi yacht “abbordabili”, che si sta facendo sempre più interessante. Infatti il prezzo base della barca sarà “solo” di 650.000 euro. 

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