developed and seo specialist Franco Danese

Vuoi vivere un’avventura incredibile (e ben pagata)? Iscriviti!

Giancarlo Pedote premiato come “Velista dell’anno” 2016
6 giugno 2016
INDOVINA LA BARCA MISTERIOSA: ecco chi ha dato la risposta giusta
7 giugno 2016

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Volvo Ocean Race 2014-15 - Leg 7 to LisbonGiornalisti, documentaristi, videomaker. Stanno cercando voi. A patto che dimostriate di avere le “palle”. Con lo slogan “Se morissi domani, potresti dire di aver vissuto fino in fondo?” è iniziata la campagna online di reclutamento per gli Onboard reporter della Volvo Ocean Race 2017/18 (il giro del mondo in equipaggio a tappe).

E SE MORISSI DOMANI? GUARDA IL VIDEO

COME FARE PER CANDIDARVI
Per presentare il loro curriculum, i candidati dovranno visitare il sito specifico if.volvooceanrace.com e seguire le indicazioni per produrre dei lavori di prova. In caso passino il primo step, continueranno nel percorso e saranno sottoposti a un colloquio formale, avvicinandosi ancor più all’obiettivo di entrare a far parte del media team più avventuroso del mondo.

m37132_dfg-150319-riou-181000592IL LAVORO PIU’ DURO
Conosciuto come “il lavoro più duro del giornalismo sportivo”, quello del reporter di bordo è un ruolo unico, che non è certo riservato ai deboli di cuore. Non esiste alcun altro lavoro di giornalista embedded in un team sportivo e quindi i potenziali candidati dovranno superare un campo pratica creativo, dando prova della loro capacità di resistere alla pressione fisica e mentale, prima di poter passare alla successiva fase di selezione.

m43378_m41329-map-1402-02-vignale-8933-2PROFILO DEI CANDIDATI GIUSTI
“Stiamo cercando candidati che abbiamo un approccio avventuroso, ma anche una solida esperienza nei media, occhio per le immagini e intuito per trovare le storie giuste.” Ha spiegato Leon Sefton, a capo del progetto di ricerca degli OBR e del settore televisivo Volvo Ocean Race. “Non si può sottovalutare il fatto che si tratti di un ruolo molto duro, ogni giorno di lavoro e svolto in condizioni spesso estreme e poche occasioni di riposo e di sonno”.

UNA SFIDA SENZA PARI
In comunicazione con la sede della regata grazie a connessioni satellitari con gli strumenti a bordo delle barche che sono sì allo stato dell’arte, ma anche piuttosto scomode, i candidati ideali che si uniranno al team di storytelling dovranno essere in grado di produrre video, foto e testi di alta qualità ogni giorno, qualsiasi siano le condizioni. “Per chi racconta per lavoro, non c’è certamente alcun’altra sfida dello stesso livello” spiega lo statunitense Amory Ross, che ha coperto questo ruolo nelle ultime due edizioni della regata. “Sei spinto veramente oltre i limiti fisici, mentali e creativi, in un modo che credo non abbia eguali.”

1 Comment

  1. Luca zenoni ha detto:

    wanderfull, i want to go

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi