La nuova “bestia” di Soldini: storia di un trimarano e del team che gli insegnò a volare
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Qualche giorno fa l’annuncio, ora Maserati Multi70 torna in acqua nel bacino della Base di Lorient, in Bretagna, completamente rimesso a nuovo. L’avveniristico trimarano – lungo 21,2 metri e largo 16,8 metri – è pronto per nuove sfide oceaniche che Giovanni Soldini affronterà in equipaggio.

Progettato dallo studio VPLP (Van Peteghem Lauriot-Prévost) e ottimizzato da Team Gitana in collaborazione con Guillaume Verdier, Maserati Multi70 è una barca innovativa e sperimentale che rappresenta la nuova frontiera della vela. La sua caratteristica principale è quella di potersi sollevare sull’acqua appoggiandosi esclusivamente sui foil e sui timoni, riducendo drasticamente la superficie bagnata e aumentando di conseguenza le performance. Le principali modifiche apportate al multiscafo hanno riguardato sia i timoni, che ora hanno un profilo a T rovesciata con flap regolabili, sia soprattutto i foil, giunti alla terza generazione, che sono stati completamente riprogettati da Verdier e che hanno potenzialità ancora del tutto inesplorate.
IL VOLO DI GITANA
Alla fine del 2013, i ragazzi del team Gitana si erano lanciati in un’impresa piuttosto complessa: la revisione del MOD 70 Edmond de Rothschild. Il maxi trimarano era stato progettato per correre in monotipia ma i membri di Gitana avevano l’obiettivo di farlo diventare il primo trimarano volante per battere i record oceanici. Dopo due anni di ricerche e studi, la missione è stata compiuta: il multiscafo ha preso il volo raggiungendo la velocità di 43 nodi con 20 di vento.
GUARDA IL VIDEO DEL VOLO DI GITANA

“Finalmente Maserati Multi70 è in acqua!”, commenta Giovanni Soldini da Lorient. “È una barca bellissima dopo che ha passato l’ultimo mese a rifarsi il trucco. Ad aprile, prima del cantiere, siamo riusciti a compiere qualche uscita giornaliera in acqua piana insieme al Team Gitana, abbiamo avuto ottime sensazioni e raggiunto velocità supersoniche. Ora è arrivato il momento di navigare in mare aperto con le onde oceaniche. È una fase molto delicata che ci permetterà di studiare le difficoltà del volo sui foil con mare formato, una sfida per noi molto interessante. Non vedo l’ora di affrontarla”.
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