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Passione, sacrificio, sudore. Questa è la vera vela

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The Sailing World Cup  Hyres TPM
Ci facciamo tante “pippe” sulla Coppa America, sulla Volvo, sulle regate dei Maxi… ma poi bastano immagini di questo tipo a ricordarci qual è la Vela, quella con la “V” maiuscola.
Tutto parte da qui, dalle classi olimpiche e dalle derive, dove tecnica e fisico si mischiano con l’adrenalina. Dove non riesci a tenere gli occhi aperti per il sale e dove al minimo errore sei in acqua e la tua regata è bella che finita. Dove ti prepari a un’olimpiade per quattro anni versando lacrime e sangue e se il vento salta a pochi metri dall’arrivo in medal race vedi sfumare la tua medaglia.

UN MONDO DI SACRIFICI E SUDORE
La foto sopra è stata scattata da Jesus Renedo a Hyères, in Francia, dove si è svolta la Coppa del Mondo ISAF e ritrae lo sventurato equipaggio di un 49er che si è reso protagonista di una scuffia spettacolare con 30 nodi di mistral. E’ stato uno dei tanti “capitomboli” nell’arco della prima giornata di regate. Speriamo che le prossime Olimpiadi di Rio, dove i nostri atleti si presentano con buone speranze di fare bene, servano a focalizzare l’attenzione su questo mondo fatto di passione, sacrifici e sudore, spesso dimenticato dai media.

NO SOLDI, NO VISIBILITA’
Dimenticato perché gli atleti non hanno tempo né soldi per curare la propria immagine: accade non di rado, ad esempio, che un evento riservato a un numero ristretto di maxi yacht, la cui organizzazione conta su un efficiente ufficio stampa, offuschi in termini di visibilità un appuntamento olimpico, dove il valore sportivo, lasciatelo dire, non è sporcato da altri fattori. Vince chi sbaglia meno, non chi ha la barca ottimizzata al meglio da guru del rating, o chi può permettersi un equipaggio di superstar prezzolate. Qual è la vela che vogliamo? Prima di rispondere guardate attentamente la foto sopra. Si, è proprio quella. Quella al cardiopalma delle classi olimpiche.

Eugenio Ruocco

2 Comments

  1. Giorgio ha detto:

    Non scherziamo!
    Quella é competizione vestita da vela.
    La definirei quasi diseducativa.

  2. ciriani paolo maria ha detto:

    sono d’accordo , ma purtroppo negli pseudo-sport (quelli dove il costo del mezzo sportivo è esorbitante e determinante per il risultato molto più dell’atleta) valgono i soldi ed il mondo tende tragicamente verso quella dimensione, depistato dai media che ci mettono del loro per enfatizzare il dio denaro anzichè il valore umano. (vedasi l’importanza mediatica di un gran premio di F1 rispetto ad un meeting di atletica o ad una corsa in montagna dove si muore per un fulmine!)

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