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Boat mast and riggingQuante parole vengono spese in barca a criticare, elogiare o commentare lo stato dell’albero. Ma lo conoscete veramente bene? Così ci siamo posti cinque domande sull’albero (ad altre cinque risponderemo nella prossima puntata).

1. Perché esistono alberi passanti e alberi appoggiati in coperta?
La scelta di come montare l’albero viene fatta di concerto tra il progettista della barca e l’alberaio e può essere appoggiato in coperta o passante attraverso essa. La differenza più tangibile tra i due sistemi, a parità di barca, è la sezione dell’albero. Quello passante può essere definito più vincolato; è fissato in chiglia tramite viti o a incastro e ha un vincolo nella mastra (foro in coperta dentro il quale passa l’albero). Un albero appoggiato, al contrario, non ha alcun vincolo. Per questo semplice motivo, senza addentrarsi in formule di statica che riguardano il momento di inerzia di una trave, l’albero passante è di sezione più piccola, perché è di per sé più resistente grazie ai punti di vincolo. Al contrario, uno appoggiato ha una sezione più grande per “sopperire” alla mancanza strutturale del vincolo. Per esempio, immaginate un’asta e applicate un peso in punta: si fletterà. Per diminuire la flessione o si aumenta la sezione dell’asta o si diminuisce la sua lunghezza. A parità di profilo, un albero in chiglia è meno sollecitato di uno in coperta.

2. Quali sono i maggiori carichi che sostiene?
Le sollecitazioni a cui è sottoposto un albero sono tante ma le principali sono:
– la compressione, dovuta al peso dell’albero stesso, della sua struttura e dalla tensione data alle sartie quando la barca è in porto. In navigazione agiscono in compressione anche il peso delle vele e la tensione delle drizze che le sostengono. Se la barca è sbandata influenza anche la sovratensione della sartia sopravvento;
– la flessione, che dipende ovviamente dal materiale dell’albero; l’alluminio è più “morbido” e il carbonio più rigido. Le altre cause principali che flettono l’albero sono il peso dell’armo e una serie di spinte causate dal boma, dal tangone, dalle crocette e dalle stecche della randa;
– la torsione, spesso sottovalutata, che dipende dalla spinta del tangone quando si naviga con lo spinnaker e dal boma.

3. Che forma può avere?
Anche in questo caso, la scelta viene effettuata di concerto tra il progettista e l’alberaio. Il primo condiziona la forma, o meglio la sezione dell’albero in base al piano velico da lui pensato e alla posizione della sua sede. L’alberaio, invece, condiziona la sezione in base ai materiali scelti e all’ossatura che viene realizzata. Infine, entra in gioco anche il tipo di barca, se da crociera, da regata, oceanica ecc. Per fare degli esempi pratici pensate alle barche puramente da crociera realizzate in serie. La sezione dei loro alberi di norma è costante per tutta la lunghezza del palo. Per le barche un po’ più “racer” la testa, di norma dall’ultima crocetta in poi, viene rastremata diminuendone la sezione e, di conseguenza, anche il peso. La forma della sezione varia da circolare a ellittica, ma non esiste una regola che stabilisce se una sia meglio dell’altra. La forma ellittica, oggi molto diffusa, ha una maggior sezione sull’asse prua-poppa in modo da sopportare meglio gli sforzi che altrimenti sarebbero sostenuti solamente da strallo di prua e paterazzo o volanti. Trasversalmente, invece, la sezione è più sottile data la presenza di sartie e crocette.

4. Quali sono le manovre fisse?
Sono tutte quelle che servono a sostenere l’albero, quindi sartie, paterazzo, stralli e volanti. Si differenziano dalle manovre correnti che invece sono le manovre che scorrono attraverso bozzelli e servono per regolare le vele.

5. Cosa vuol dire che un albero è frazionato?
Significa che l’attacco dello strallo di prua non è in testa d’albero, ma leggermente più in basso. Il rapporto tra la distanza dell’attacco dello strallo e la testa d’albero, in rapporto alla sua lunghezza totale, definisce il tipo di armamento frazionato che può essere a 3/4, 7/8 , 9/10 ecc.

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