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Il pilota automatico non tiene la rotta. E adesso come fate?

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State navigando tranquilli verso il porto e il vostro timone automatico inizia a dare i numeri e a non tenere la rotta. Cosa può essere successo? I casi sono due: può essere un problema da risolvere alla sorgente, chiedendo l’intervento di un tecnico, oppure il pilota ha difficoltà a mantenere gli ordini che gli avete assegnato. Può essere l’occasione giusta per un controllo della vostra strumentazione di bordo.

L’autocompensazione della bussola
La bussola è tarata bene? Le bussole elettroniche Flux Gate alle quali sono collegati i piloti automatici devono essere sottoposte a una procedura di autocompensazione consistente nell’effettuare un giro su se stessi con tutta l’imbarcazione. Durante il giro un microprocessore interno registra l’intensità del campo magnetico sulle diverse prore e alla fine del giro ne calcola il valore medio, che viene memorizzato e impiegato per correggere automaticamente tutte le misure successive. Se questa operazione è stata fatta male, o realizzata in condizioni difficili, bisogna ripeterla da zero. Attenzione anche a non avvicinare alla bussola oggetti metallici o campi elettrici. Se avete capito che il problema è l’autocompensazione della bussola, potete navigare con il pilota in modalità Waypoint (se prevista), collegandolo con il GPS. Assicuratevi che pilota automatico e timone siano correttamente collegati.

Schermata 2016-04-20 alle 10.46.42L’assetto deve essere equilibrato
Di fondamentale importanza, per un corretto funzionamento del pilota automatico, è che la barca sia equilibrata, ovvero che il piano velico sia proporzionato alle condizioni e ben regolato. Inserite il pilota automatico solo quando le vele sono in assetto e la barca è già stabile sulla sua rotta. In funzionalità “auto” la maggior parte dei piloti automatici in circolazione si comporta correttamente in condizioni di mare e vento non impegnative.

Ma se le condizioni diventano compromettenti, ci sono alcune funzioni sulle quali bisogna intervenire:
Gain: è la velocità di risposta del pilota. Se lo si imposta con un valore basso, i movimenti della pala saranno morbidi; se guardando la bussola notate che la vostra rotta oscilla troppo, dovete alzare il valore del gain, per aumentare la velocità di risposta. Attenzione agli eccessi: un gain troppo elevato condurrà a una timonata troppo “brutale” che vi porterà a fare una rotta a zig-zag.
Il contro-timone. Quando cambiate direzione, un livello troppo elevato di contro-timone produrrà una risposta lenta e progressiva del pilota. Con un valore troppo basso invece si otterrà una reazione troppo brusca, con il timone che torna al centro troppo presto, senza che sia ultimato il cambio di direzione desiderato.
Coefficiente timone: consiste nel ridurre l’ampiezza dei movimenti del timone quando la velocità aumenta. Bisogna sapere come regolarlo per avere una risposta più “pronta”. Troppe informazioni sono dannose: con mare formato non bisogna dare troppi input al pilota.

Modalità “vento-apparente”
Se nella maggior parte delle condizioni le modalità bussola e waypoint sono quelle che funzionano meglio, quando si naviga di bolina è molto più performante la modalità “vento apparente”, perché induce il pilota a reagire ad eventuali salti di vento, mentre non è indicata per le portanti dove il vento apparente cambia a ogni accelerazione della barca.

2 Comments

  1. Francesco ha detto:

    I problemi più grossi si hanno con navigazione alle portanti con onda formata. In queste condizioni è fondamentale avere inserito nel sistema un accelerometro posizionato il più a poppa possibile.

  2. Roberto Minoia ha detto:

    Un giroscopio, non un accelerometro 😉

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