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Il mitico Pen Duick II affronta di nuovo l’Atlantico. Al timone c’è l’uomo più veloce del mondo

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pen_duickCinquantadue anni dopo essere stata la prima barca ad attraversare la linea d’arrivo della seconda Ostar, il Pen Duick II è pronto per attraversare nuovamente l’oceano Atlantico da Est a Ovest. Questa volta al timone non ci sarà il suo papà, Eric Tabarly, ma un altro mostro sacro della vela mondiale, quel Loïck Peyron capace negli anni di vincere tutto quello che si poteva vincere in oceano. Anzi, in tutti gli oceani. E che adesso si appresta ad affrontare l’Atlantico nelle stesse condizioni di navigazione dell’epoca di Tabarly. L’occasione sarà la Transat Bakerly (la nuova versione della mitica Ostar, si parte di Plymouth, in Inghilterra, il 2 maggio e si arriva a New York), che partirà il prossimo 2 maggio e che lo vedrà sulla linea di partenza di fianco ai mostruosi Imoca 60 ultratecnologici. Ecco cosa ha raccontato Peyron alla vigilia di questa avventura.

Eric Tabarly

Come le è venuta l’idea di partecipare a THE Transat al timone del Pen Duick II?
“Risale a circa cinque anni fa. Avevo voglia di navigare all’antica, di rivivere le mie prime emozioni, quando avevo 19 anni. Oltretutto, ho sempre amato rendere omaggio agli altri e rispettare quelli che sono stati i miei avversari, o i miei maestri, o entrambe le cose: esattamente il caso di Eric Tabarly”.

A proposito di Tabarly, sono trascorsi 52 anni da quando ha vinto questa regata su questa stessa barca: cosa rappresenta per voi?
“Avevo quattro anni, quindi non ho ricordi vivi. Ma sicuramente fu quello il momento del cambiamento, il momento nel quale in Francia, e non solo, ha avuto inizio la grande avventura delle regate in solitario o in equipaggio ed è iniziato anche il grande interesse mediatico per questa disciplina. Tutti noi navigatori che siamo venuti dopo abbiamo beneficiato di quella vittoria”.

Confessa, ti intimorisce un po’ tornare a navigare senza l’aiuto della tecnologia in questa regata vissuta in “modalità vintage”?
“Al contrario, è proprio quello che voglio! Partecipo allo stesso tempo come regatante, perché rientro negli iscritti, ma mi sento anche un po’ fuori regata perché non ho l’obbligo del risultato a tutti i costi. A bordo avrò tutte le dotazioni tecnologiche obbligatorie, ma non ho intenzione di usarle se non per raccontare da bordo la navigazione. Non voglio ricevere previsioni meteo, ma ho un radar obbligatorio, importante perché non voglio ovviamente correre rischi per me e per la barca. Il Pen Duick II è un pezzo da collezione, un patrimonio nazionale, devo in ogni modo riportarlo sano e salvo in porto”.

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Loick Peyron sul Pen Duick II

Quali sono le differenze fondamentali tra le barche di oggi e il Pen Duick II?
“Tutto è diverso. Una barca oggi è considerata un esempio di tecnologia futurista. Ho invece l’occasione di rimettere in luce il fatto che, a suo tempo, il Pen Duick II era una barca all’avanguardia. E’ appassionante valorizzare le innovazioni dell’epoca. Il fatto che io navighi sugli scafi più rapidi del mondo a più di 40 nodi non mi impedisce di essere un appassionato delle barche di ieri. E’ rispettando il passato che si può avere una migliore visione del futuro”.

Quali sono le differenze tra la Ostar del 1964 di Eric Tabarly e quella di Loick Peyron di quest’anno?
“La differenza fondamentale è che non ho la pressione dovuta all’obbligo di vincere. L’altra differenza notevole è che nel 1964 per Eric era la prima Ostar a 24 anni e che scopriva in quel momento, poco a poco, come funzionava davvero una barca che per l’epoca era rivoluzionaria. Io sto per partecipare alla mia cinquantesima transatlantica, quindi non è certo la stessa cosa. Infine, oggi ci sono molti più cargo  su questa rotta, quindi bisogna fare molta attenzione”.

1 Comment

  1. Domenico ha detto:

    È’ ” appassionante” tutta la situazione . La barca con la sua storia e quello che ha rappresentato insieme al grande navigatore con una storia non meno di rilievo . Cercherò di seguire la regata e spero di riuscire a capire se le prestazioni saranno di rilievo rispetto al passato che oggi rivive . Buon vento a tutti.

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