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Bello, bellissimo. Parafrasando una famosa pubblicità, il 12 metri del Cantiere del Pardo, progetto di Alain Jezequel, è “la barca più amata dagli italiani”, per la sua praticità e eleganza. Prodotto tra il 1983 e il 1990, è tuttora la “regina” dell’usato. Le sue forme si ispirano agli scafi finlandesi della Nautor: in ambito internazionale il GS 39 è infatti soprannominato “Spaghetti Swan”.

Ennesimo capolavoro di Bruce Farr lungo 11,99 metri, il Beneteau First 40.7 non è una semplice barca a vela, ma costituisce una vera e propria filosofia di progettazione. Accanto all’affidabilità e al comfort che lo scafo è in grado di garantire in crociera, in regata se la gioca tranquillamente con le barche “tirate”. Troverete First 40.7 ovunque, dalla regata del raviolo al Fastnet. Prodotta dal 1998 al 2008, con 600 esemplari venduti, deve il suo successo al formidabile rapporto qualità prezzo.

Adesso si chiamano Farr 30, dal nome del progettista, ma il Mumm 30 ha conosciuto un buon successo tra il 1994, anno del suo lancio come monotipo, fino all’arrivo dei Melges. Lungo 9 metri, con albero in carbonio e appendici sottilissime, è stato protagonista di circuiti mozzafiato. Il Mumm 36 (imbarcazione che, a livello di diffusione, rispetto al 30, raccolse scarsi risultati) Mumm A Mia timonato da Tommaso Chieffi e Capricorno, condotto da Flavio Favini vinsero l’Admiral’s del ’95 in squadra con Brava di Pasquale Landolfi.

Prodotto dal cantiere francese Amel dal 1988 al 1998, il primo modello di Super Maramu ha sicuramente stabilito un record di longevità e non solo, con 230 esemplari venduti (non male per un 16 metri). Si tratta della classica “barca comoda”, verso la quale i velisti purosangue hanno spesso rivolto critiche per le interpretazioni tecnologiche quali avvolgifiocco e avvolgiranda elettrici: è lo scafo di serie che vanta il maggior numero di giri del mondo all’attivo. Del Super Maramu 2000, evoluzione della barca, in produzione dal 1998 al 2005, sono stati venduti 260 esemplari!

Centocinque anni di vita per la “regina” della vela. Nata nel 1911 dalla matita di William Gardner, su studio navale di Francis Sweisguth, è la classe olimpica per eccellenza, dove si sono cimentati velisti del calibro di Paul Cayard, Lowell North, Dennis Conner, Tom Blackaller, Torben Grael, Mark Reynolds, Buddy Melges e il nostro grande Agostino Straulino. L’elenco potrebbe continuare. Il segreto della Star? La sua estrema tecnicità: per eccellere a bordo di questo doppio lungo 6,91 metri bisogna possedere il giusto mix di tecnica, tattica, strategia e fisico. L’ISAF l’ha buttata fuori dalle medaglie olimpiche a partire da Rio. Scelta incomprensibile.
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2 commenti su “Cinque icone dell’usato per ogni tipo di velista.VOTA!”
Mi spiace, quella piu’ adatta a me e’ quella che ho: un Moody 56′ ancora costruito dal cantiere inglese nel 2004/2005
nessuna fra queste…