Vismara, De Cesari e Bert Mauri: quelli che la barca te la fanno su misura come vuoi tu

velafestivalNon solo cantieri di serie per questa quarta edizione del VELAFestival, avremo anche cantieri capaci di accontentare le esigenze degli armatori più capricciosi. Ci saranno infatti tra gli espositori anche i cantieri Vismara, De Cesari e i progetti di Bert Mauri, ognuno con una sua precisa peculiarità: il primo specializzato i crusier racer capaci di vincere in regata e poi trasformi in comode “residenze” per le vostre crociere, il secondo capace di costruire barche in legno in legno lamellare con fasciame incrociato più leggere di quelle in vetroresina e l’ultimo capace di costruire i migliori one-off per gli appassionati di oceano.

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Il cantiere Vismara sarà presente con la barca campione del mondo mini-maxi: Supernikka,il Vismara 62 candidato a vincere premio di Velista dell’Anno 2016 e con il nuovissimo Vismara V56 in anteprima mondiale al VELAFestival, che ancora prima di toccare l’acqua è già stata inserita tra le nostre barche CULT, perché punta a essere lo scafo perfetto, disegnato “su misura” in base alle esigenze del suo armatore, desideroso di farsi costruire la barca da crociera ideale, che navighi veloce come un racer ma con equipaggio ridotto, a pescaggio moderato senza rinunciare alle prestazioni, confortevole e ad autonomia energetica.

Adriano De Cesari

 

Il Cantiere De Cesari di Cervia invece è un marchio esclusivo della nautica internazionale specializzato, oltre che in prestigiosi restauri, anche nella costruzione di leggerissime barche in legno: gli ultimi progetti in cantiere sono il CYD 146 progettato da Giovanni Ceccarelli: un natante sotto i 10 m e costruito da maestri artigiani in legno lamellare di mogano con ponte rivestito in teak e l’R30, il nuovo prototipo Day Sailer disegnato da Alessandro Comuzzi e destinato anche a persone disabili, costruito in legno lamellare con fasciame incrociato e resine West system. 

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Bert Mauri da vent’anni costruisce barche e accessori fuori dall’ordinario. Nato e cresciuto sulle coste della Romagna, è figlio della cultura velica dell’Adriatico. Mentre il Tirreno è storicamente il gran teatro delle regate in tempo compensato, il mare da Trieste in giù è sempre stato il covo degli Open, che corrono in tempo reale. “In Adriatico vince chi mangia le tagliatelle calde, non chi arriva ultimo e poi si porta a casa la coppa. Qui da noi facciamo barche interessanti, curiose e diverse dal comune perché è rimasta la voglia di sperimentare e modificare che c’era ai tempi delle regate lunghe Open, quando per far andare la barca veloce si tentava ogni soluzione. Non pensiamo mai che una cosa non si possa fare: se uno ha un’idea, proviamo a realizzarla per vedere poi cosa succede; ovviamente, sempre con attenzione alla sicurezza”. Statene certi: se qualcuno ha un progetto particolare, suona al campanello di Bert Mauri, sicuro di essere compreso: “Se devo fare la solita barca, per carità, la faccio perché devo lavorare e vivere, ma mi diverto di meno”, ammette con totale sincerità, una qualità del suo carattere, sia nella vita, sia nella professione”. Per tutti i giorni del VELAFestival sarà esposto in banchina a Santa Margherita il Class 40 costruito da Bert Mauri per Gateano Mura: un’occasione unica per fare due chiacchiere con entrambi se vi frulla in testa l’idea di buttarvi prima o poi da soli in oceano.


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