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Balene: Corte Aja ordina a Giappone sospensione caccia
333 balenottere, tra le quali almeno 200 erano femmine gravide. Questo il bottino delle baleniere giapponesi al ritorno di una spedizione di 3 mesi nell’oceano Antartico: la caccia ai cetacei, condannata a livello internazionale, in Giappone vive il suo periodo più florido.
Nel 2014 gli esemplari uccisi ammontavano a 252, ora la quota ha subito un vertiginoso aumento.

Una balenottera minore con il cucciolo issate a bordo di una baleniera giapponese

Una balenottera minore con il cucciolo issate a bordo di una baleniera giapponese

LA FACCIA TOSTA DELLE AUTORITA’ GIAPPONESI
La Japanese Fisheries Agency (JFA), ovvero l’ente governativo nipponico che si occupa della pesca, sostiene – con una bella faccia tosta, aggiungiamo noi – che l’alto numero di femmine incinte (per la precisione, il 90% dei 230 esemplari uccisi) sia indice del buono stato di salute della specie (la balenottera minore, Balaenoptera acutorostrata. Questa è, con la balenottera comune antartica, una delle due specie più piccole e comuni della famiglia delle Balaenopteridae: è lunga in media 8 metri e pesa all’incirca 10 tonnellate).

balenottera minore

BISOGNA UCCIDERE LE BALENE PER STUDIARLE?
Anche se il diritto internazionale vieta la caccia commerciale alle balene, il Giappone conduce le sue battute in base a una fantomatica deroga per “ricerca scientifica”. Una deroga che gli altri paesi considerano quantomeno dubbia (è necessario uccidere le balene per studiarle? Non si possono osservare nel loro habitat naturale, come fanno tutti gli altri paesi?). Nell’aprile del 2015, la International Whaling Commission (IWC, la  Commissione internazionale per la caccia ai cetacei) ha respinto un piano giapponese per uccidere 4.000 balene nei prossimi 12 anni, stabilendo che il Giappone non avesse fornito prove sufficienti che la caccia sarebbe stata per scopi puramente scientifici. La carne di balena viene venduta nei negozi in Giappone, anche se sono rimasti in pochi coloro che ancora la comprano.

Un cacciatore di balene norvegese

Un cacciatore di balene norvegese

ANCHE I NORVEGESI SONO ASSASSINI DI BALENE
Nel 1994 i membri della IWC hanno approvato l’istituzione del Southern Ocean Whale Sanctuary, che copre un’area di 50 milioni di chilometri quadrati intorno all’Antartide. La riserva è stata progettata per proteggere un’area di alimentazione particolarmente critica per sette specie di grandi balene. Ma perfino questa zona è violabile, dato che, come visto, il Giappone continua a uccidere balenottere minori al suo interno. In Europa è rimasta la Norvegia l’unico paese che continua a cacciare le balene sfidando sfacciatamente l’opinione mondiale e le disposizioni della IWC. Lungi dal cessare l’attività baleniera, la sta anzi costantemente incrementando. La Norvegia si è opposta alla moratoria e così, sotto le regole dalla IWC, è legalmente autorizzata a continuare la caccia alle balene. Nei primi 11 anni dopo il divieto, la sua flotta ha ucciso 2011 balenottere minori. Nel frattempo la sua quota annuale, stabilita dallo stesso governo norvegese, aumenta costantemente e la sua flotta baleniera, costituita di diverse decine di imbarcazioni, solca costantemente l’Atlantico nordorientale.

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