Vi ricordate che disastro all’ultima Transat Jacques Vabre? Quattro IMOCA 60 su cinque di nuova generazione (quelli con i foil) si sono dovuti ritirare per gravi avarie strutturali. Un clamoroso e pericoloso flop delle barche volanti che avrebbero dovuto rivoluzionare il mondo dei monoscafi. C’è chi, in vista del Vendée Globe, il giro del mondo in solitario senza scalo, ha già fatto sapere che rinuncerà ai foil (come Vincent Riou, skipper di PRB) e chi invece scommette sulle appendici. A patto che vengano ottimizzate e aggiornate in modo tale da non ripetere il flop della Jacques Vabre.
IL CAMPIONE SCOMMETTE SUI FOIL MA…
Tra questi Jérémie Beyou (tre vittorie alla Solitaire du Figaro), a bordo di Maitre Coq: il suo IMOCA 60 non è nuovo di zecca (è quello su cui Armel Le Cleac’h ha conquistato l’argento allo scorso Vendée, quindi uno scafo di penultima generazione, dotato di appendici classiche), ma il navigatore ha deciso di investire un bel po’ di quattrini – 300 mila euro – per “l’operazione foil”, ovvero la loro installazione in retrofit.

… A PATTO CHE SIANO DI NUOVA GENERAZIONE
I pezzi sono stati realizzati in Nuova Zelanda (ideati da Nick Holroyd, designer con grande esperienza sui foil macinata in America’s Cup) – evidentemente Beyou non si fida più dello studio VPLP – e non sono ricurvi come quelli visti alla Jacques Vabre, bensì dotati di gomito a spigolo e una minuscola pinna verticale nella porzione bassa del profilo, probabilmente per aumentarne la stabilità in fase d’azione. Anche se i foil in oceano, per adesso, devono ancora dimostrare la loro efficacia, val bene la pena di correre il rischio: al lasco, un IMOCA 60 dotato di appendici riesce a viaggiare fino a 3 nodi più veloce rispetto a uno scafo tradizionale.

ANCHE I FIGARO VOGLIONO VOLARE
Intanto, anche la classe Figaro si converte ai foil. Dopo il Figaro 2 di Lombard, arriverà la terza generazione di monotipo (che esordirà nell’edizione 2019 della Solitaire du Figaro, in occasione dei 50 anni della regata): la classe e il cantiere (Beneteau), come da prassi, hanno indetto un concorso per il progetto della barca, e questa volta sembra essere favorita la proposta dello studio VPLP/Verdier (artefice di tutti gli ultimi IMOCA 60 con i foil) rispetto a quelle avanzate dalla coppia Finot/Manuard e dallo studio Mer Forte di Desjoyeaux. Un comitato, composto dai vertici Beneteau e da quelli della classe, ratificherà la decisione.
COSA CAMBIA
Le novità non saranno poche: niente più spi “classico” simmetrico ma una configurazione con asimmetrico, l’addio alla carena tonda per una soluzione a spigolo, l’abbandono della chiglia fissa per una basculante, un piano velico moderno e arretrato e, soprattutto, i foil, che dal primo rendering diffuso parrebbero ricurvi sullo stile di quelli visti all’ultima Jacques Vabre. Il costo complessivo della barca non dovrà superare i 150 mila euro.
VIDEO: COSI FUNZIONANO I FOIL SUGLI IMOCA 60