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Benvenuti all’inferno. E adesso issate le vele!

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lake-eyre-yacht-club-grungetastic-gritty-18Lasciate ogni speranza voi ch’intrate. Una distesa di sale rosa e bianco adagiata su un letto di fanghiglia maleodorante, un caldo torrido che provoca miraggi e una leggendaria quanto misteriosa creatura divora-uomini. Un inferno dantesco che, nella stagione delle piogge, in caso di precipitazioni particolarmente abbondanti, si trasforma in campo di regata, con aficionados che arrivano da tutto il mondo. Ecco l’incredibile storia del Lake Eyre, il lago salato più grande del mondo in mezzo al deserto australiano, e del suo Yacht Club, fondato nel 2000 dall’eccentrico “commodore” Bob Backway!

L’importante è partecipare: il motto attribuito (erroneamente) a Pierre de Frédy, barone di Coubertin, sembra essere stato coniato apposta per tutti gli appassionati che, da ogni angolo del mondo, si danno appuntamento nel deserto dell’Australia del Sud per partecipare alla Lake Eyre Regatta, un’incredibile quanto rara competizione.

6UNO SPETTACOLO INFERNALE
Situato 700 km a nord di Adelaide, il Lake Eyre, nelle pochissime occasioni in cui è pieno, con il suo bacino di 1.140.000 chilometri quadrati è il lago più grande dell’Australia e lo specchio d’acqua interno più esteso al mondo (il bacino ricopre infatti il 15% del continente): il suo punto più profondo è situato 15,2 metri sotto il livello del mare. Di norma è ricoperto da una crosta salina spessa dai 10 ai 40 cm, dal colore bianco e rosa, che si poggia su una fanghiglia maleodorante. Il bacino del lago si è riempito totalmente soltanto 3 volte in 160 anni. Vi abbiamo descritto l’inferno: ma qui si regata.

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La sgangherata sede del Lake Eyre Yacht Club

GRANDI PIOGGE? TUTTI ALLO YACHT CLUB!
Durante la stagione delle piogge, generalmente tra giugno e luglio, può capitare che, a fronte di precipitazioni eccezionali, l’acqua si riversi sui letti perennemente secchi dei fiumi del nord-est, confluenti verso il lago: appena c’è “puzza” di inondazione, il Lake Eyre Yacht Club – una baracca di legno in mezzo al nulla -, fondato nel 2000 dall’eccentrico “commodore” Bob Backway (che già nel 1974, durante la penultima grande inondazione, si era dilettato a veleggiare sull’Eyre), è tutto un brulicare di velisti eccitati, provenienti da ogni parte del mondo per assaporare il piacere unico della navigazione in uno dei luoghi più impervii ed evanescenti dell’orbe terracqueo. E se le previsioni meteo vengono confermate, tutti in acqua a regatare! A livello statistico, il lago viene considerato “navigabile”, e cioè con 1,5 m d’acqua, una volta ogni tre anni. Ogni dieci anni si assiste a inondazioni che portano anche 3-4 metri d’acqua mentre il totale riempimento del bacino, abbiamo visto, costituisce un evento rarissimo (nel 2009 l’ultimo, dopo quello del ’74).

2PIÙ DURA DELLA VOLVO!!!
Partecipare alla regata significa dover affrontare mille difficoltà. Ovviamente, a causa del bassissimo fondale, possono partecipare soltanto catamarani o imbarcazioni con la deriva di lunghezza ridotta (tipo Sunfish), anche se, narra la storia, nel 1975 aveva solcato le acque lacustri anche un cabinato di 20 piedi, che era riuscito a percorrere ben 420 miglia. Tavole a vela e kitesurf sono ampiamente sconsigliati perché il bagno in una delle acque più salate del mondo può avere conseguenze catastrofiche per la pelle, gli occhi e la bocca. Poi c’è il problema del varo: partendo dalle sponde, bisogna viaggiare ore e ore sulla crosta salata – meglio con un 4×4 dal telaio leggero – per raggiungere l’acqua (a meno che il bacino non sia pieno). Da lì comincia la fanghiglia: la barca va spinta a mano, con tutta la fatica che questo comporta, finché la densità dell’acqua, che assomiglia a una sorta di olio rosa, è sufficiente per consentire il movimento dello scafo in dislocamento. Solo allora si può salire a bordo. Chiunque decida di intraprendere questa avventura deve dotarsi, oltre che di un kit per il pronto soccorso e di un’abbondante riserva di acqua dolce (il lago ha già mietuto alcune vittime, anche se non durante la regata), di un Epirb e di un telefono satellitare: altro che Volvo Ocean Race! Anche la regata vera e propria è tutt’altro che semplice: sebbene la direzione del vento – solitamente da sud – sia costante, il basso fondale fa sì che il vento provochi correnti molto forti. Inoltre in caso di cali d’aria il calore genera delle correnti ascensionali in grado di far perdere la tramontana anche al più forte dei tattici. L’orizzonte piatto, il colore rosa e la temperatura torrida, non di rado, danno vita a dei veri e propri miraggi di cui i regatanti cadono vittime: già raggiungere la boa è un successo!

9LA LEGGENDA DEL KUDIMUDRA
Come se non bastasse, alle difficoltà concrete si aggiungono quelle mitologiche: pare che la parte sud del Lake Eyre, dove è situato lo Yacht Club, sia la dimora del temibile Kudimudra, un feroce bunyip che mangia chiunque osi avventurarsi nelle acque del lago. Il bunyip è una creatura della mitologia aborigena, caratterizzata dal muso canino, la pelliccia nera, la coda di cavallo, le pinne e le zanne da tricheco o le corna.

LA “DESERT SAILING PHILOSOPHY” SI STA DIFFONDENDO
Negli ultimi anni sono spuntati come funghi nuovi cloni del Lake Eyre Yacht Club: il Ballarat Yacht Club è situato sulle rive del Lake Wendouree, un bacino secco dal 2006. che ha costretto i soci del sodalizio a cercare, per adesso, altri posti in cui sfogare la propria passione. Anche il Colac Yacht Club e il Bendigo Yacht Club, sempre nelle vicinanze, hanno dovuto spostarsi per poter proseguire l’attività questa stagione. Sorte peggiore è toccata al Lake Mokoan Yacht Club, smantellato dopo che il lago è stato estromesso dal programma di conservazione delle acque interne portato avanti dal governo australiano. http://www.lakeeyreyc.com/

Eugenio Ruocco

1 Comment

  1. Emanuel ha detto:

    E c’è gente che in banchina si lamenta se le condizioni non sono ottimali, il vento debole, il meteo instabile, l’acqua torbida, l’onda ripida, troppo caldo, l’umidità che entra nelle ossa, la foschia, la nebbia o le nuvole a cavolfiore, lo scirocco porta onda, il garbino troppo rafficato, la bora meglio oggi non uscire.
    Adesso so dove potrei mandarli non solo in senso metaforico.
    😉

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