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Le 5 canzoni di mare da ascoltare (e suonare) a Pasquetta

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ImonaboatQuando il mio direttore mi ha chiesto di selezionare cinque canzoni di mare da ascoltare (o da suonare) a Pasquetta (“Eugenio, tu che sei anche musicista, questo articolo è nelle tue corde”) mi sono trovato in difficoltà. Davvero non sapevo che pesci pigliare, cercando a tutti i costi un improbabile collegamento mare-festività-musica. Allora mi sono focalizzato sulle canzoni che a Pasquetta mi sarebbe piaciuto ascoltare, senza troppe complicazioni, e dopo una lunghissima selezione, ho tirato fuori le cinque che trovate in calce. Molte di loro hanno accordi “abbordabili” e potrei perfino suonarle anche sulla spiaggia con la mia chitarra o sui prati tra fave e salame con gli amici. Eccovele in ordine di vecchiaia. Fatemi sapere quali altre canzoni avreste inserito voi, sono curioso! Eugenio Ruocco

PAOLO CONTE – ONDA SU ONDA (1974)
Questa canzone, tratta dal primo album da cantautore del poliedrico musicista piemontese, “Paolo Conte”, mi ha sempre affascinato. Una situazione disperata, quale quella di ritrovarsi naufrago in mezzo al mare dopo essere caduto dalla nave, dimenticato da tutti e dalla propria compagna che se la fila con un altro, si trasforma a sorpresa in paradisiaca. Una bella lezione di vita: c’è sempre speranza, anche nelle circostanze più terribili.

LUCIO DALLA – COM”E’ PROFONDO IL MARE (1977)
La canzone, tratta dall’album omonimo in cui Dalla, terminato il sodalizio con il poeta Roberto Roversi, prende per la prima volta in mano le redini dai testi, è a mio avviso un grande poema che offre multipli livelli di lettura. Ecologismo, pacifismo, umanità. Ma al centro della narrazione c’è sempre lui, il mare. Profondo come il pensiero, che nessuno può fermare.

MORCHEEBA – THE SEA (1998)
Questo pezzo è forse tra i meno conosciuti dei Morcheeba, gruppo trip-hop inglese che ha calcato le scene tra gli anni novanta e duemila con tormentoni del calibro di “Rome wasn’t built in a day”: io lo trovo molto rilassante e profondo, perfettamente amalgamato con la voce di Skye Edwards. “Ho lasciato la mia animà laggiù, in fondo al mare”…

KULA SHAKER – HURRICANE SEASON (2007)
Non è facile prendere il tema di uno standard jazz famosissimo come “Take Five” di Dave Brubeck (che, come suggerisce il titolo, è suonato in cinque quarti, un tempo difficile e inusuale) e costruirci attorno una ballata folk. Permettendosi addirittura di virare, nella parte strumentale, sul rock psichedelico anni ’70. I Kula Shaker, a mio avviso, ci sono riusciti perfettamente. Tra le cinque canzoni che vi propongo, questa è la mia preferita, lo confesso. Questo gioiellino contenuto nell’album Strangefolk (2007), parla di un “outcast” (letteralmente, un emarginato) che vive su un’isola e che decide di imbarcarsi e sfidare il mare, e si ritrova nel mezzo di un uragano.

ED SHEERAN – TENERIFE SEA (2014)
Non poteva mancare una canzone del cantautore internazionale più in voga del momento, l’inglese Ed Sheeran: nel testo, il mare di Tenerife, l’isola delle Canarie, permette alla donna amata di esprimere in pieno tutta la propria bellezza. Il brano è contenuto nell’album X del 2014.

2 Comments

  1. Giorgio ha detto:

    Direttamente dalla mia playlist di navigazione (che contiene anche alcune di quelle suggerite da voi)
    Sailing, Christopher Cross
    Frasi da dimenticare, Daniele Silvestri
    The anchor song, Bjork
    Un libero cercare, Teresa de Sio feat. F. De André
    Estate, Bruno Martino

  2. fulvio ha detto:

    impossibile non inserire nella play list “Sailing” di Rod Steward

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