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Questo ricco signore fa il giro del mondo da solo. Ma in barca non è tanto bravo

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Un olandese ricco come Paperone farà il giro del mondo in barca.
Pieter Heerema, 64 anni, a capo del gruppo Heerema, uno dei maggiori appaltatori marini a livello mondiale nel campo dell’oil & gas, si sta preparando al Vendée Globe, pur essendo un perfetto profano degli oceani. Fino ad ora ha praticato la vela sui dragoni e sugli RC44, sempre tra le boe. Ora, allenato da Michel Desjoyeaux, prenderà parte all’Everest dei velisti dopo aver comprato la barca nuova di pacca che Andrea Mura si era trovato costretto a vendere per mancanza di fondi. L’avventura che sta per intraprendere il businessman olandese sancisce, in un certo senso, il ritorno dei ricchi “dilettanti” nella vela più dura, quella dove, anche con l’ausilio della moderna tecnologia, si rischia sempre la pellaccia. Mancavano da un pezzo, questi “pazzi benestanti”.

“I DILETTANTI BENESTANTI” AMANTI DEGLI OCEANI
Vi raccontiamo, in breve, altre tre storie di “dilettanti benestanti”, mossi dalla passione verso gli oceani. Due di loro sono entrati nella storia, lo statunitense Weld e il baronetto Chichester. Ma anche l’urologo italiano Edoardo Austoni dimostrò coraggio da vendere…

Schermata 2016-03-21 a 10.39.54PHIL WELD
Il dilettante americano che entrò nella storia della vela… grazie al rollafiocco
Philip Weld, dopo la laurea ad Harvard, diventò un editore di successo. Si innamorò della vela, soprattutto dei multiscafi, e nel 1980, a 60 anni, vinse la Ostar. Il suo segreto? Il rollafiocco, una novità assoluta per quei tempi.

Schermata 2016-03-21 a 10.39.45FRANCIS CHICHESTER
Il primo uomo intorno al mondo nel 1966
Il 65enne inglese, con un tumore al polmone, si imbarca per il giro del mondo in solitario diventando il primo uomo a riuscire nell’impresa. Chichester si era arricchito comprando carte aeree dalla Royal Air Force per poi creare e vendere mappe e strumenti geodetici.

Schermata 2016-03-21 a 10.39.38EDOARDO AUSTONI
L’urologo con la passione per l’Oceano
Nello stesso anno della vittoria di Phil Weld, il 1980, prese parte alla Ostar in solitario (a bordo del Chica Boba II) anche il già affermato medico italiano Edoardo Austoni (scomparso nel 2012), poi diventato primario di urologia e andrologia dell’ospedale milanese San Giuseppe.

8 Comments

  1. Francesco ha detto:

    ….non capisco cosa possa meravigliare ?
    ….volete forse dichiarare che il coraggio si compra con il denaro ?
    …. chi ha mezzi economici può permettersi una vita più agiata e se intraprende queste avventure va elogiato ….
    ….la ex barca di Andrea Mura secondo me è in mani migliori .

    • Francesco Pirelli ha detto:

      Concordo su tutto!!! (Y)

    • Stefano ha detto:

      sono d’accordo sui primi tre punti ma arrivare ad affermare che la barca si trova in mani migliori mi sembra un po eccessivo data la grandissima esperienza e tutti i riconoscimenti e le vittorie a livello internazionale da velista di Andrea Mura. Lui ha cercato in tutti i modi di poter partecipare esponendosi personalmente ma non ha avuto il sostegno sperato e meritato.
      Sono sicuro che questa fantastica barca non sarà in mani migliori di quelle di Andrea Mura.

  2. Ciccio Supparo ha detto:

    Vedo con tristezza che i soldi vincono su bravura, esperienza e coraggio. E’ un brutto segno anche se, quotidianamente, ci si fa l’abitudine. Andrea, spero che il Tuo spirito di vero marinaio accompagni questo “sprovveduto” e che, nonostante tutto, sia li’, sulla Tua splendida barca, ad aiutarlo a portare a casa la pelle… Siamo tutti con Te !

  3. Gianni Monaco ha detto:

    E’ una vergogna che Andrea Mura non possa partecipare e che sia stato costretto a vendere la barca. LA GIUNTA REGIONALE DELLA SARDEGNA DOVREBBE VERGOGNARSI E ANDARSI A NASCONDERE !!!

  4. Maurizio ha detto:

    Stimo Andrea Mira per quello che ha fatto e per i sogni che regala agli appassionati . La “sua” barca non potrebbe essere in mani migliori delle sue neanche se a bordo ci fossero contemporaneamente tutti gli skipper della vendee… Tiferò per “la barca” seguita e armata con pazienza e perizia nella speranza che possa dimostrare la validità di un’idea snobbata da chi avrebbe dovuto sostenerla .

  5. roberto ha detto:

    ma la vela è stata mai uno sport per poveri? ma fatemi il piacere…… iniziando dall’optimist e andando avanti quanti soldi ci vogliono per allevare un buon atleta?
    2° ma perchè la giunta sarda si deve vergognare? storicamente è stato dimostrato chi ha i soldi gioca, e poi questo signore ai piu’ sconosciuti credo che sappia il fatto suo, usera’ i capi come boe e se ritorna avra’ fatto una bellissima impresa.

  6. Tomaso Perazzi ha detto:

    Certamente chi ha molti soldi nella vita avrà più possibilità ma non saranno questi a salvargli la pelle se sbaglierà in mezzo al mare.

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